19/05/15

La proiezione fa la percezione, una lezione di Un Corso in Miracoli

da un Corso in Miracoli:

"La percezione nasce dalla proiezione, e tu non puoi vedere al di là di essa. La proiezione fa la percezione."  Il mondo che vedi è ciò che tu gli hai dato, niente di più. E' facile da leggere, ma difficile da ricordare quando il disastro si scaglia su di te e quando le cose si mettono male vero? Quando altri, immersi in un campo di inconscio consensuale, recitano parti di te che tu non puoi vedere, mentre tu a tua volta interpreti le loro parti oscure, nascoste dall'incapacità di capire questo fenomeno. Tutto ciò che vediamo esiste per effetto di questo utile ma bastardo meccanismo che è la proiezione. Nella realtà non c'è niente di oggettivo, ma esiste sempre e solo un concorso di proiezioni immaginative. Ciò che è dentro, non visto, si riflette come tridimensionalità percepibile. Sempre. E non è che siamo noi a creare quel 'là fuori', anzi forse dovremmo smetterla di essere così arroganti da credere ancora che siamo noi a 'creare' tutto. Quello che accade è molto più complesso, sottile e sfuggente e anche difficile da controllare, al contrario di quello che molte facilonerie new age hanno voluto farci credere. Si tratta di mantenere ordine nel disordine, equilibrio nello squilibrio e di diventare maestri nel fare questo, ma non all'esterno, non combattendo grandi cause o accusando gli altri di averci fatto soffrire e stare male. Non succede mai nulla là fuori che in qualche modo non abbiamo voluto. E' qui, nel mio tumulto di adesso, nella sensazione di non essere amato, voluto, percepito, ascoltato, visto, abbracciato, curato, nell'idea di aver sbagliato o di aver subito una violenza o un grande torto che dovrei esercitare la centratura... parlarne serve a poco, è solo vigilando su questo marasma emozionale, staccandosi da esso, capendo che non sono quella 'roba' ed esercitando la ferma volontà di non lamentarmi che vado oltre e acquisto potere.

Prosegue più in là il corso:

"C’è un altro modo di guardare il mondo. Potrei vedere pace anziché questo" Quando provo ad uscire dalla mia visione della realtà, da un ego malato che crede di essere speciale, unico e di avere sempre ragione, quello che può capitarmi è che io veda il mondo in un'altra ottica. Forse posso arrivare a capire che niente di quello che io credevo stesse accadendo, sta accadendo sul serio. Forse potrei scegliere, perché di una scelta si tratta, di vedere pace anziché tutto il resto. E, nonostante esercizi, libri, studi e terapie siano utili a preparare il terreno a questa decisione, io resto convinto che la sola decisione che realizzi un cambiamento reale, duraturo e sensato sia quella di essere pace anziché qualsiasi altra emozione\convinzione. Ed è sempre, solo, una decisione che dipende da me e da nessun altro.