06/01/15

L'ego è EGOISMO

E va bene, l'ego è passato di moda. Se dici Ego negli ambienti spirituali adesso ti guardano come se fossi uno vestito male a una sfilata, perché il termine è stato talmente abusato da risultare quantomeno noioso. E va bene. L'ego adesso te lo devi prima costruire per potertene disfare qualsiasi cosa questo significhi. E va bene. Quello che non va bene per me, è che tante volte non ci si accorge quanto sia molto più semplice e meno ovvio considerare l'ego come la quantità di egoismo e concentrazione unicamente su se stessi e quanto questo piccolo particolare venga trascurato. A mio parere l'ego e l'egoismo vanno di pari passo. La riduzione dell'ego e l'aumento dell'interesse genuino verso gli altri sono, d'altro canto, direttamente proporzionali. Ho notato che l'egoismo è stranamente cresciuto in questi ultimi mesi, nella direzione di una maggiore chiusura mentale in difesa delle proprie personali opinioni, mentre invece molti dichiarano che c'è un risveglio planetario in atto. Ho notato come molta gente per paura abbia preso la spiritualità come l'ennesimo modo per darsi importanza, per sottolineare il proprio 'avere ragione', la propria aura di unicità, di specialità...noto una marea di insegnanti, percorsi e discepoli che si sono scordati il fatto che l'amore è, di fatto, considerazione, apertura, tolleranza, integrazione delle differenze, accoglienza, ascolto, empatia e non divisione, esclusività, altezzosità. Tutto sommato nei percorsi spirituali siamo troppo occupati a migliorarci, a raggiungere il nirvana e a coltivare siddhi, piuttosto che cercare di essere più gentili, onesti, compassionevoli e pazienti con i nostri simili. Perché questo richiederebbe di essere  davvero consapevoli del proprio mondo interiore e di regolare le proprie emozioni e i propri pensieri, richiederebbe di non essere nell' EGO-ismo. Riuscire a non litigare con qualcuno che ci sta antipatico e accettarlo, amandolo, come diceva il nazareno, richiede una forte dose di centratura, che è molto più difficile a mio avviso del meditare 3 o 4 ore al giorno.

Su alcuni vecchi appunti di un corso che seguii tanto tempo fa ho letto questo:

"A un certo punto ho capito che si riduceva tutto all'essere una persona migliore in pensieri e azioni. Tenere l'occhio fisso su Dio per me significava esclusivamente lavorare sui miei difetti, sulle mie emozioni sballate, sui miei errori passati e presenti e cercare di migliorarmi. E tutto il resto mi è stato dato in aggiunta. Doni spirituali, materiali e fisici sono stati il risultato del fatto che ho cercato di sposare la causa dell'essere una persona sempre meno egoista, meno arrabbiata, impulsiva, scostante, sempre meno centrata su se stessa, sempre meno motivata da scopi puramente personali. Ho iniziato a chiedermi, come posso manifestare qualcosa che sia utile a me stesso e agli altri? E tutto il resto mi è stato dato in aggiunta"

Il fatto che ci si preoccupi e si faccia davvero poco per il prossimo perché si hanno troppi problemi, lo scaricare la propria ansia, astio, rabbia e angoscia sul mondo e sui propri simili perché riteniamo che la vita sia difficile e ingiusta con noi, sono inoltre direttamente collegati al fatto che a molti di noi non si realizzano materializzazioni, visualizzazioni, e miglioramenti desiderati.

Recita così un vecchio testo di magia:

"Con la fede e le intenzioni oneste, con pensieri esenti di egoismo e un desiderio sincero di felicità per sé e per gli altri, otterrete quello che vorrete. Ma se albergano nel vostro cuore idee di invidia, d'orgoglio, di odio, di vendetta o di gelosia; se, guidato dall'egoismo, ricercate la soddisfazione dei vostri desideri a detrimento della felicità o della tranquillità degli altri [...] non otterrete che risultati effimeri o forse anche nulla"

Ma noi ci siamo preoccupati di tutto meno che di essere persone migliori, ci siamo preoccupati del pendolo, del cristallo, della concentrazione, della visualizzazione, della presenza, del karma e della reincarnazione, ma quasi mai di non rispondere male a chi ci irritava, a non innervosirci in fila alla posta, a non maledire chi ci sorpassa malamente in auto. In breve ci siamo occupati molto poco dell'"ama il prossimo tuo" e molto di più dell' "ama te stesso". E io asserisco che non esiste crescita spirituale, materiale o vera guarigione fisica laddove non aumenti la quantità di amore che siamo in grado di provare per qualunque essere umano. Ritengo che non esista legge di attrazione laddove non siamo capaci di controllare i nostri sbotti di rabbia, rancore e agitazione, i nostri difetti, le nostre abitudini. Ritengo che a nulla valga la crescita spirituale senza un aumento dell'armonia con gli altri, e che non importa quanto uno creda di essere arrivato in alto se non è capace di relazionarsi con equanimità a qualunque persona o situazione la vita gli metta sotto il naso.

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