31/10/14

Senza una meta non esistono maghi erranti

Cari maghi erranti: abbiate un sogno, e il vostro sogno sia la vostra meta. 
Senza una meta non andrete da nessuna parte. Senza un sogno non avrete nessun motivo per muovervi da dove vi trovate, e senza muovervi non svilupperete mai energia, grandezza, felicità. 
Abbiate il coraggio di perseguire il sogno che vi appartiene davvero e non quello di qualcun altro, specialmente se il qualcun altro è il guru o il maestro del momento. Questi tizi vi diranno sempre ciò che è giusto e sbagliato secondo la loro tradizione, i loro studi, la loro disciplina e le accademie in cui si sono formati. Questo tizi non possono sapere qual è il vostro sogno, e vi faranno credere che ci sia una meta uguale per tutti chiamata illuminazione, risveglio o quant'altro. Non credetegli. Gli unici che possono sapere quale sia il sogno, quale la meta e quale la strada per arrivarci siete voi stessi, per quanto banale e scontato possa sembrarvi. Non otterrete nulla seguendo il sogno e le mete di qualcun altro, per quanto grande questo qualcun altro vi possa esser sembrato. Il lavoro è dannatamente semplice. Il lavoro è riassumibile in questo modo: imparate a  calmare la mente. Quando la mente è calma ascoltate il fruscio delle stelle al mattino, l'anima che  parla, l'intuizione. Seguite i suoi segnali, e tutto andrà bene. Così scoprirete il vostro sogno e inizierete a muovervi verso di esso. Buona fortuna (anche se la fortuna a parer mio, non esiste).

13/10/14

Impara a stare da solo

Cosa c'è in te se togli tutti gli 'altri' dentro di te? Cosa rimane dei tuoi pensieri, emozioni, desideri se togli tutto quello che ti hanno insegnato, tutto quello che hai appreso dal mondo 'esterno'? Ti sei mai chiesto chi saresti senza tutte le tue figure di autorità, i tuoi miti, i tuoi 'devo', le tue fedeltà e appartenenze? Hai mai guardato oltre la cerchia di persone che frequenti? Ti sei mai spostato oltre gli orizzonti della sicurezza personale, scrollandoti di dosso il rassicurante torpore dell'appartenenza? Perché se ancora non l'hai fatto ti sei perso una parte essenziale del tuo sviluppo, quella parte in cui una persona impara a stare da sola e a percepire cosa la solitudine veramente sia. Un mago errante non può sviluppare potere se non impara a farlo da sè. E' una regola imprescindibile. Puoi voler entrare in un gruppo per sentirti supportato, abbracciare un cammino in base a un 'credo' di altri per sentirti meno spaventato, per un po' puoi credere di appartenere a una tradizione o a un qualche 'lignaggio', perché questo ti darà la sicurezza di essere su un cammino 'giusto'. Ma prima o poi dovrai fare da solo, perciò deciditi. Prima o poi la tua unicità e la tua grandezza spingeranno per farti uscire dal mucchio e ti manderanno in esilio a percorrere il tuo deserto. Non lo faranno con cattiveria ma con la precisa missione di farti vedere chi sei davvero. E questo potrai farlo solo rinunciando al 'noi', al 'voi' e ai 'devo', che sono precisamente i messaggi che un qualsiasi gruppo prima o poi inizia a veicolare. In effetti in vita mia non ho conosciuto neanche un gruppo (famiglie comprese) che prima o poi non sia trasformato in gerarchia, pendolo, egregora, vincolo. Non conosco nemmeno una situazione in cui due o più persone in relazione continuativa e sotto l'egida dello 'sviluppo' interiore non abbiano prima o poi generato rapporti di potere, dipendenza, manipolazione etc. Questo accade sempre e sempre accadrà con i gruppi. Ogni gruppo è un pendolo, come dice anche il buon Zeland. E secondo me si cresce davvero quando si impara l'arte di stare da soli e bastare a sé stessi. Si diventa maghi erranti il giorno in cui si capisce di non aver più 'bisogno' di qualcun altro (partner, amico, figlio, amante, ecc..), e di poter scegliere di stare con qualcuno liberamente. Il che non significa che diventi un eremita dentro una caverna, né significa che non avrai mai più relazioni continuative con l'esterno, significa unicamente che quando hai imparato a stare da solo non avrai più dipendenza, non sarai più influenzato da nessuno, e in particolar modo non sarai più attratto dalla leggenda metropolitana del lavoro in gruppo, e del fatto che da soli si può poco ma insieme si può molto di più. Nella solitudine e nel silenzio si impara ad ascoltare la propria confusione interna, il proprio caos emozionale, il turbinio della mente e a rilasciarli. Nella solitudine si può apprendere a generare forza per sé stessi, energia per sé stessi, si può imparare a concentrarsi, a 'esserci'. Rinunciando allo strapotere degli 'altri dentro di noi' si guadagna uno spazio di 'riposo' nel quale è possibile coltivare i propri talenti, la propria grandezza, e soprattutto in quello spazio è possibile finalmente imparare ad amare davvero gli altri per ciò che sono davvero e non per ciò che noi crediamo debbano essere o per ciò di cui abbiamo bisogno. Inoltre nello stare da soli, nel percorrere il proprio 'deserto' si impara a percepire la propria vera voce. La voce che era lì da sempre ma era stata oscurata dal maestro di turno, dal compagno di turno, dall'amico del cuore, dal fidanzato del momento. Quella voce messa a tacere da tutti quanti i 'devi', dal buon senso, dal 'così fanno tutti'. Quella voce della quale si fa fatica a fidarsi a meno che non ci sia una conferma là fuori in qualche libro, in qualche colta citazione o in qualche complicato studio esoterico. Quella voce che è il contatto diretto con l'internet spritual-metafisico che è sempre a nostra disposizione ma che si palesa soltanto quando buttiamo a mare tutte le influenze esterne compresi i nostri libri sacri e tutto quello che veneriamo come 'necessario' alla nostra crescita. Imparando a stare (e a fare) da soli ci si  dà il permesso di crescere e l'autorizzazione a fare senza aspettare che altri siano d'accordo, che il guru ci dia l'iniziazione, o che qualcuno venga con noi. Perché è questo che molti di noi fanno, smettono di crescere in attesa che qualcuno li approvi, li rassicuri, o li accompagni. Può essere la figura di un papà che non c'è mai stato che proiettiamo sul maestro spirituale, o la famiglia che non abbiamo avuto che cerchiamo di compensare entrando in un gruppo di pratica, fatto sta che tutto questo prima o poi diventerà un denso e appiccicoso stagno che ci impedirà di proseguire per la nostra strada costringendoci a rimanere laddove non abbiamo più nulla da imparare, e manterrà la nostra energia ed evoluzione ai livelli medi che gli altri potranno sopportare. Eh già, perché diventare grandi farà saltare su tutte le furie tutti i pendoli a cui vi agganciate, e molti degli 'altri' (guru compresi) che vi attorniano non sono interessati a farvi crescere quanto piuttosto a tenervi a un livello di mediocrità nel quale possono gestirvi meglio, quindi anche loro si incazzeranno quando vi troverete a mettere in discussione i loro agganci su di voi. Ma tant'è che questa è una strada necessaria per quanto difficile, e quando scoprirete la risorsa illimitata di energia cui potete attingere nel silenzio e nella solitudine non avrete più dubbi sul fatto che imparare a stare da soli e bastare a sé stessi è il primo passo per lo sviluppo del proprio potere personale.