16/07/14

Dell'altrove, dei desideri e del Transurfing.

Tutto si risolve con una mente pura. Ma è più facile a dirsi che a farsi... dopo tanti anni, tante esperienze e dopo tantissimo lavoro, sono tornato di nuovo all'inizio com'è giusto che sia e, come quando ho avuto il mio periodo 'zen' a 20 anni o giù di lì, torno a vedere di nuovo che l'unico scopo davvero importante nella vita di una persona sia il raggiungimento della pace. E se qualcuno mi chiede cosa ne sia della facoltà di dirigere la propria vita, di controllare la realtà, di materializzare, gli dirò che questi non sono nient'altro che giocherelli per bambini, così come lo sono la quasi totalità degli obiettivi che uno può porsi nell'arco di una vita. L'abbiamo sempre saputo in realtà... abbiamo sempre sospettato che questo continuo sbattersi correndo come un criceto dentro la ruota non portasse a nulla. Abbiamo visto come gli ottenimenti (anche quelli conseguiti con i mezzi psichici, la magia, la manipolazione delle energie sottili) non ci hanno dato la felicità, se non per un brevissimo periodo. Molti di noi hanno appurato di essere affetti dalla 'sindrome dell'altrove', quella malattia che dice che si sta sempre meglio da un'altra parte, con un'altra persona, con un altro lavoro, in un'altra nazione, che si stava meglio prima, che si starà meglio domani. Ma questo non accade. Mai. Quella che noi consideriamo felicità è solo la momentanea sospensione di uno stato di ansia continua generato dal cercare cose, situazioni, persone. E anche ai miracoli ci abituiamo rapidamente non c'è che dire. Quando riusciamo ad esaudire uno dei nostri miliardi di bisogni c'è un momento di sospensione, un attimo di respiro, di quiete che noi chiamiamo a torto 'felicità'. Ma è nient'altro che questo, la momentanea sospensione della ricerca. E se smettessimo per sempre di cercare? E se ci togliessimo di dosso l'abitudine a voler essere sempre qualcos’altro, sempre qualcun altro? Forse potremmo accedere costantemente a quella sensazione di 'sollievo' e renderla non più momentanea ma permanente, forse potremmo smettere di avere la sindrome dell'altrove e il più generico mal di vivere. Ecco perché ho in grande stima gli insegnamenti di Zeland, poiché il concetto centrale del transurfing è il non lottare e la capacità di lasciar andare gli attaccamenti al desiderio. E' vero che abbiamo delle mete nel transurfing, però ci prepariamo anche all'evenienza che queste mete possano non raggiungersi mai. E allora la cosiddetta ricerca spirituale ha senso nel momento in cui uno capisce che crescere spiritualmente significa sviluppare la capacità di essere in pace con tutto, stare bene dovunque stia, sviluppare l'imperturbabilità ed essere sempre presenti amando quello che c'è. Tutto il resto sono giochi per bambini, cose relativamente semplici rispetto all'ottenimento della pace perfetta, cose come le siddhi, la manipolazione della realtà, gli ottenimenti, la magia, le energie, sono tutti strumenti che mi hanno fatto vedere la malleabilità di questo piano e tuttavia non erano il fine. Sono persuaso che il buddha avesse ragione quando indicava come unica via d'uscita la rinuncia al desiderio e alle sue nefaste conseguenze, tuttavia mi rendo anche conto che questo è molto impegnativo, se non impossibile per molti di noi normali esseri umani 3d occidentali. E allora il transurfing è la perfetta via di mezzo, dove ti dedichi a far succedere qualcosa nella realtà, ma anche a distaccarti mentalmente da tutto quello che vuoi che accada nella tua vita. Tutto si risolve in una mente pura, priva di attaccamenti e avversioni. Ma poi la vita non diventa noiosa senza desideri? (chiedeva qualcuno tempo fa). No! Il fatto è che togliendo la radice del desiderio con tutte le sue spinte emozionali dalla mente, si accede a qualcosa di molto più utile, la mente pura, una mente intuitiva, sensibile, attenta e vibrante e questo corrisponde sempre all'inizio di un lungo viaggio che può portarti in luoghi e situazioni che mai avresti sperato o potuto sperimentare altrimenti. Inizia un viaggio guidato da intuizioni, segni, sincronicità, che non puoi controllare in nessun modo se non mantenendo la mente pura, appunto, priva di attaccamenti, avversioni, giudizi, separazioni, puoi fare questo viaggio solo rinunciando al controllo e fidandoti del fatto che le cose arriveranno. E arriveranno senza che tu debba metterti a materializzare o spostare energie. Tutto sta nel mantenere quella pace perfetta, anche in mezzo ai disastri anche nell'oscurità più completa, tutto sta nel rinunciare al desiderio e al bisogno di essere sempre altrove rispetto a dove sei.

04/07/14

L'arte di stare nel flusso, riassunto

Entri nel flusso quando rinunci a cercare di entrarci. Il flusso è una corrente di vita e di possibilità.


Entri nel flusso quando impari a essere solo e a stare in silenzio, quando rinunci alla chiacchiera, al gossip, all'esternazione, alla condivisione forzata di ogni tuo stato, emozione e idea. Entri nel flusso quando rinunci a voler essere il primo e decidi di voler essere un individuo. Ci entri solo se hai coraggio e la smetti di aspettare che 'un giorno sarai pronto'. Entri nel flusso quando abbandoni per sempre l'idea che ci sia UNA strada per te, UNA missione per la tua vita, UN percorso giusto e altri sbagliati da seguire. Entri nel flusso quando capisci che non c'è niente da 'ottenere' e che niente di quello che ti sembra di poter 'ottenere' potrà mai renderti pienamente felice, ma questo sarà difficile da accettare. Ci sarà sempre nel mondo qualche lusinga pronta ad accecarti e a dirti che quella è la cosa che ti renderà felice. Un giorno saranno i soldi, quello dopo sarà il partner, poi ancora dopo ci sarà l'altro partner che deve sostituire questo e così via in un crescendo. E' la Sindrome dell'altrove, quella malattia di cui siamo portatori che afferma che c'è sempre qualcos’altro o qualcun altro che ci potrà dare la piena soddisfazione e felicità. Questa sindrome ti convincerà sempre a uscire dal flusso, poiché il flusso sarà sempre da qualche altra parte, secondo lei. Entrerai nel flusso nell'esatta misura in cui lascerai andare gli attaccamenti (devo avere questa cosa a tutti costi!) e le avversioni (portate questa cosa lontano da me!!), questa è la misura della purezza delle tue intenzioni e quello che io chiamo 'cuore puro'. Un cuore puro è mondato di desideri soverchianti, di attaccamenti e di avversioni, un cuore puro sorride a qualunque situazione e scivola sulle linee di vita piuttosto che cercare a tutti i costi di arrivarci. Un cuore puro non lotta mai, non compete, non deve dimostrare. Ecco perché un cuore puro ti fa sempre stare nel tuo flusso. A stare nel flusso si impara, ma essenzialmente la sostanza del flusso è fatta di flessibilità, di capacità di non trattenere (anche e soprattutto concetti e insegnamenti esoterico\mistico\spirituali), di capacità di essere soli con sé stessi e bastarsi. Entri nel flusso quando converti ogni tuo desiderio bruciante, ogni necessità, ogni bisogno, in una intenzione ferma. Il desiderio esprime forte bisogno, esprime attaccamento emozionale e, a conti fatti, alla sua base esprime un senso di mancanza, mentre quando hai una ferma intenzione sai che arriverai a ciò che serve, e anche se non ci arriverai, è lo stesso. Perdi il tuo flusso quando non sei capace di dire addio alle tradizioni, al così fanno tutti, alla devozione per una qualche figura o luogo del tuo passato. «Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo.” (Luc 14:26-27) . Per entrare nel tuo flusso e abbracciare la tua grandezza devi essere disposto a rinunciare a qualunque opinione su te stesso e sulla tua esistenza, compresa quella di un suo qualche scopo più alto. Devi essere in grado di sacrificare ogni giudizio e fare una epokè totale delle tue strutture cognitive. La mente deve essere educata a disfarsi di se stessa e l'intelletto va convinto a rinunciare al suo strapotere. Non è facile. Ma si può fare.