26/06/14

... di alcune trappole, della medicina di Hamer e del nostro modo di evadere dalla realtà

"Mi sembra di aver detto tutto...". Rispondo così a chi mi chiede perchè non scrivo quasi più su questo blog. Mi pare di aver esplorato tutto quello che era nelle mie corde esplorare e soprattutto mi pare di essermi chiarito un concetto fondamentale per tutto quello che riguarda la cosiddetta spiritualità: la spiritualità è, a conti fatti e per molti, una vera e propria fuga. Fuga dalla realtà, dalla vita, dalla propria incapacità di accettare la vita stessa per come è. Lo stesso è stato per me, per molto tempo. Fin quando uno si riempie la testa con concetti altisonanti come la legge di attrazione, la coscienza che crea la realtà, l'essere uno e la 'nuova' coscienza, sembra tutto bello, semplice, inebriante. Poi c'è la vita reale. Con il suo carico di cose strane, di contraddizioni e di eventi che sono fuori dalla nostra capacità di controllare. In questo modo ci siamo costruiti spesso e volentieri un'altra gabbia... dorata, ma pur sempre gabbia. La gabbia era fatta di tutte le belle cose che i nostri insegnanti ci avevano detto, tutte quelle belle favolette che ci avevano e ci siamo raccontati pur di non fare l'unica cosa che dovevamo davvero fare, e cioè guardare ciò che c'è e da lì e solo da lì iniziare a trasformare. Quando si tratta di mettere in pratica il semplice atto di testimoniare la propria realtà senza volerla cambiare, uno dei passi fondamentali che Lester Levenson cercava di spiegare ai suoi studenti, entriamo in crisi. Facciamo sempre tutto con uno scopo in mente, un preciso obiettivo: modificare la realtà. Ma più ti incaponisci a volerla cambiare più la realtà sfugge, si dilata, peggiora, e sembra sempre rivoltarsi contro di te. Forze equilibratrici osserva Zeland. E questo ti farà reagire, ti farà intestardire sulle 'tecniche', su altri libri, su altri corsi. Cercherai un altro guru, un altro libro, scriverai frasi fiche su facebook per convincere te stesso e gli altri che hai capito, che stai lavorando su te stesso, che sei sulla strada... senza capire che questa è l'ennesima trappola della mente l'ennesimo scherzo dell'intelletto. Siamo tutti sempre in via di guarigione, si diceva in una scena di Fight Club e mi pare che sia un passaggio emblematico di questa fase della ricerca. A un certo punto, dopo aver fatto un corso con Claudio Trupiano sulle leggi biologiche scoperte dal dottor Hamer, mi è stato chiaro che il disastro si compie proprio quando si cerca disperatamente di cambiare la realtà, ad ogni costo, la malattia (che non è una vera e propria malattia) inizia nel momento in cui resisti alla realtà, in cui non sei flessibile. Quel corso ha unito tutto quello che avevo sempre sperimentato e letto con un'unica grande linea: dal Transurfing, alla tecnica dei rilasci, dallo Zen che praticavo a 20 anni, ai lavori sulla presenza di Eckart Tolle, fino all'Ho'oponopono. A un certo punto durante quei tre giorni faticosissimi dal punto di vista intellettuale, mi è stato tutto molto, molto chiaro. I casini si creano nel momento in cui lottiamo contro ciò che esiste ora, quando ci irrigidiamo in posizioni che cozzano contro la fluidità e la flessibilità che il flusso ci richiede. O come diceva anche Lester, si può risolvere ogni problema, quando c'è abbastanza amore per ciò che c'è, qualunque cosa sia. E non fraintendete: l'amore non è la soap opera (che è un'altra malattia dell'ego), non è romanticismo, non è sentimentalismo. L'amore è semplicemente accettazione, presenza, non giudizio. E mi è stato sempre più chiaro che l'azione senza sforzo, l'azione ispirata, non potrà mai arrivare fin quando teniamo così tanto all'ottenimento, alla persona, alla posizione economica e al successo. Nell'atto di dare un estremo valore a queste cose si creano immediatamente a livello biologico, attaccamenti, paure, lotta per la sopravvivenza, conflitti che ammalano, e studiare Hamer non può che confermare questo. Ecco perchè la spiritualità diventa l'ennesima menzogna che ci raccontiamo e ad un certo punto bisogna anche smetterla di ingozzarsi di nozioni, concetti, frasi fatte e belle citazioni. Fintanto che essa ci allontana dal riconoscere la nostra inadeguatezza e l'incapacità di essere nel mondo senza essere del mondo, per me è una fuga, pura e semplice. Nella spiritualità molti di noi hanno cercato il leader, il papà buono, il gruppo di sostegno, proiettando ogni volta il proprio potere, la propria paura di essere soli, di essere diversi, e cercando ogni volta di sentirsi speciali, unici. Ho sentito gente dire frasi come 'noi che stiamo crescendo non siamo più compatibili con quelli che sono ancora ancorati alla vecchia energia' frasi con le quali anche io a suo tempo mi riempivo la bocca con orgoglio. Ho visto gruppi che si sono creati con lo scopo di costruire una caverna nella quale rifugiarsi per sentirsi speciali, e ho capito che rischiavo di fare lo stesso con le mie idee, con la mia presunta autorevolezza che gli 'altri' iniziavano ad attribuirmi. Ma adesso le idee sono più chiare. Non c'è niente da cambiare, solo, forse, da accettare di più, da vivere di più. Mi sono reso conto che la vita in sé contiene già tutti i semi per la trasformazione, ma a forza di riempirci la testa di stupidaggini misticheggianti ce la siamo persa per strada. Non rinnego nulla di quello che ho scritto, detto o fatto finora, ma, sospetto che la vita reale, l'intensità delle cose e la realizzazione personale, stiano da qualche altra parte.

"Io sono l'io, io avanzo dal vuoto verso la luce.
Io sono il respiro che nutre la vita.
Io sono quel nulla, quella vacuità che va oltre tutta la coscienza"

(Io sono l'io, preghiera di apertura del processo di Ho'oponopono)

7 commenti:

  1. Grazie per questa tua riflessione, grazie per averla condivisa.
    Grazie davvero!
    Besos.

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  2. Grazie della tua testimonianza. ?....sono perfettamente d.accordo con te e aggiungo che non c.e altra strada che l.accettazione di noi stessi e del ruolo che siamo venuti a fare,che tutto il dolore viene dalla non accettazione e c.e un percorso gia delineato...questo percepisco anche se mi apre molte domande.

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  3. grazie Andrea...dopo il corso di 5lb quì a Milano anch'io ho avuto la medesima esperienza interiore. Ma...e scusa se dico ma...questo fa parte del gioco, si non ci sarei mai arrivato se non fosse stato anche per tutto quel "pattume" da cui sono passato, le 5lb, la psicobiofisica di todeschini mi ha fatto si comprendere alcuni meccanismi...ma non basta, vanno contestualizzati, come? beh prima passo è cercare di uscire dall'ipnosi del sistema "rincoglionitivo"...e poi procedere senza aspettative ma con la mente più chiara perchè si sono attivati quei ragionamenti che hanno permesso di interiorizzare....siamo abitauti solo a riflettere (specchio su se stessi) e non a progredire con le giuste attivazioni neuronali, un nuovo paradigma? si pian piano...nel frattempo anche per quanto mi riguarda mi piacerebbe riprendere con la passione per le cose...per la vita. Ciao Enrico

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  4. Io credo che le tue esperienze siano state tutte necessarie e, come hai detto anche tu, non le rinneghi. Del resto ti hanno portato a questa consapevolezza. Il bagaglio ce lo portiamo dietro e fa di noi quello che siamo adesso. Capire che è tutto qui è facile con la mente.. viverlo è altra cosa

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  5. Questo mi è stato facile leggerlo... perchè è nelle mie corde.

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  6. grazie bellissimo...me lo stamperò..ieri questi incipit l'ho ascoltato nella tua trasmissione/intervista radio.
    Poi quando hanno parlato altri...ho interrotto...non mi sentivo in sintonia...forse dovevo aspettare che tu riprendessi a parlare.
    Un abbraccio

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  7. Mi ritrovo tanto in queste parole...anche per me, con la scoperta di Hamer e delle 5 leggi si è come stracciato il velo dietro cui cercavo di nascondermi. Nel lontano 2007 un'amica mi aveva regalato un libro che parlava proprio delle scoperte di Hamer, ma io non ero mai andata oltre il primo capitolo, preferendo dare inizio ad un periodo di ricerca spasmodica di tutte ciò che mi potesse dire che la realtà poteva essere migliore, e che il mondo era pieno di complotti, e che bisognava lottare per sostenere le proprie idee, e migliorarsi per arrivare ad essere più saggia, illuminata ed equilibrata, e nel frattempo pensare che tutto è uno anche quando continui ad odiare il collega in ufficio.
    Poi ho letto alcuni libri di alchimia trasformativa e di Salvatore Brizzi, e di Morelli...e mi è caduto il mondo addosso. Eppure ho cominciato a provare un senso di sollievo e di sensazione che "oh, che bello.."
    Con Hamer, ora che sono pronta a fare questo passo nell'onestà e nel vuoto, ho sentito un senso di liberazione magnifico, assieme alla prima disperazione iniziale del non aver capito molto finora.
    Eppure, nel 2007 non avrei mai potuto comprendere queste cose con tanta facilità...Dovevo prima lottare contro le multinazionali, la carne, il latte, le emozioni e i pensieri.
    Ora, sono finalmente pronta ad abbandonare queste lotte, per dedicarmi alla realtà.

    Grazie delle tue parole.
    Ciao e buona serata
    Alice

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