21/11/13

Finchè hai paura non sei invincibile

Ieri ho visto un film, After Earth, che, per quanto semplice e scontato nella sua narrazione, conteneva alcuni presupposti metafisici spiegati in maniera molto letterale, quasi sfacciata, come se ci fosse un grosso cartello a indicare 'questo è importante, ricordatevene'. Il film ruota intorno alle figure di alieni particolarmente minacciosi e violenti i quali, ciechi e sordi, possono individuare le loro prede solo attraverso i feromoni che l'animale emette quando è preda del panico e della paura. Uno dei principali personaggi del film è un uomo senza paura, un uomo che ha il perfetto controllo della sua mente e delle sue emozioni, cosa che gli permette di aggirarsi indisturbato in mezzo agli alieni e di eliminarli. C'è un altro dettaglio poi che mi ha colpito. Ogni volta che un 'cadetto' ha paura o sente che sta perdendo il controllo della propria mente, il 'protocollo' prevede che egli si metta in ginocchio e che radichi profondamente le sue sensazioni\emozioni nel momento presente, sulle sue impressioni dell'adesso, calmando così la sua paura ed estinguendo le sue immagini mentali terrorizzanti. Direi che questo è un approccio da manuale. La paura è forse il nemico numero uno di qualunque vita umana, paura dell'ignoto, del futuro, della vecchiaia, della malattia, della povertà, del non essere riconosciuti e del non avere successo, paura di non trovare la propria strada.. e così ci si imbarca spesso in tutta una serie di stratagemmi, atti ad aggirare la paura, a cercare inutilmente di eluderla. Si pratica la meditazione sperando di calmare una mente in preda a paure di ogni tipo, si lavora con l'energia cercando di eliminare l'energia della paura, si cammina assieme a un gruppo, a una scuola o ad un guru, per evitare la paura di essere soli e di sperimentare da soli. Le paure, qualunque esse siano, continuano però, spesso e volentieri, a bollire al di sotto del livello della coscienza e a produrre 'attacchi' dal di fuori, e quasi sempre ciò di cui abbiamo più paura tende a manifestarsi nel momento presente, senza possibilità di evitarlo. Ed ecco il problema. Non vogliamo guardare in faccia il nostro lato ombra. Quasi tutto quello che facciamo per elevarci -chiamandolo con nomi altisonanti come percorso evolutivo, crescita spirituale o risveglio - è in realtà il tentativo di ignorare proprio questa parte di noi stessi che andrebbe invece accettata, compresa, amata o, per usare un termine più appropriato, 'integrata'. Il coacervo di paure che nutriamo in gran segreto viene comunque fuori, prima o poi, attraverso crisi, coincidenze sfortunate, incidenti o disagi d'ogni genere e questo solo ed unicamente perché ci rifiutiamo di fare quell'unica semplice cosa che ci permetterebbe di essere liberi: radicarci nel momento presente, esserci del tutto, amare ciò che c'è. Non mi stancherò mai di dire quanto Eckart Tolle avesse ragione su questo e quanto i libri sul 'potere di adesso' siano essenzialmente dei manuali di sopravvivenza psicologica indispensabili in questo periodo in cui crisi, paure, nervosismi e fobie sono un po’ ovunque. Perché è chiaro come il sole, se avete paura non siete ancora invincibili. Se evitate il vostro lato oscuro esso si proietterà su tutto ciò che fate per evitarlo, sul vostro percorso spirituale e di crescita, così come sui vostri partner a cui affidate la vostra felicità, sui vostri simboli, maestri e guru che finiranno inevitabilmente (e fortunatamente) per deludervi, e in generale su tutto ciò che fate per non esserci, per non guardare là dentro. Guardare e stare con la paura, con accettazione e presenza, è l'atto d'amore che recide questa illusione, e sostenere a lungo questi stati di presenza è l'inizio della vera trasformazione, quella che vi porta rapidamente a non aver più bisogno di mezzi esterni per curare i vostri 'mali', 'mali' che - correttamente compresi - si ridurranno ai soliti tre bisogni dell'ego e al suo senso di separazione, cosa quest'ultima che è la vera a unica causa della sofferenza. Il presente possiede tutto ciò che vi serve a lavorare su voi stessi senza bisogno di altre aggiunte, che non faranno che ritardare ad un tempo indefinito il riconoscimento che voi esistete solo quando siete presenti, attenti, ricettivi, e che siete 'nulla' in tutto il resto del tempo, in tutti quei lunghi periodi in cui la mente è preda di qualunque tipo di pensiero casuale più o meno realistico (poco importa). Perciò, per favore, siate presenti, e siate liberi, adesso!


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