13/10/13

Siate grandi, toglietevi importanza

Questa è un esortazione, sì, ma anche un memento per me stesso. Vi esorto ad essere grandi. Ma grandi come? Non intendo essere grandi nel senso di compiere chissà quali grandi opere, magari sì, ma non è quello che intendo qui. Non penso che dobbiate raggiungere chissà quale vetta in chissà quale pratica o disciplina. No. Sto parlando di un atto di coraggio, un’impresa che vale la pena essere tentata almeno una volta in maniera totale, profonda, spietata. Parlo dell'iniziare a togliervi ogni briciolo di importanza personale e mandare alle ortiche tutto quello che pensate di sapere. E non è che smetterete di saperlo, non è che poi smetterete di parlarne, per carità. Ma smettete di difenderlo e di lottare sottilmente, orientando ogni vostro gesto o parola per dimostrare che avete ragione, che voi 'sapete'. Perché in un certo senso è quello che stiamo facendo un po’ tutti; abbiamo studiato e sappiamo delle cose, abbiamo avute delle esperienze e dei risultati e questi diventano la nuova scienza, i nostri nuovi assunti attraverso i quali analizziamo tutta la realtà. Ben presto queste cose però diverranno anche schema, limite, gabbia. Tutto quello che sappiamo prima o poi diventa la scusa con cui giustifichiamo ogni nostra scelta, ogni nostro errore ed ogni evento. Tutto ciò che sappiamo alla fine va a nutrire la nostra importanza personale, che noi lo vogliamo o meno. E poco importa che io stia qui a farvi questo discorso perché io purtroppo non ne sono esente. A un certo punto diventa dolorosamente chiaro che tutti i grandi che onoriamo e veneriamo sono fallibili come chiunque altro e che tutto quello che crediamo di aver imparato da loro potrebbe essere sbagliato, o che potrebbe esserne vero anche il contrario. Perciò iniziate a togliere importanza a tutto quello che sapete, e fatelo spietatamente, senza riserve e smettete di rappresentarvi con ciò che credete di conoscere o di aver capito. Non difendete più nulla di tutto ciò che avete 'capito', anzi, semplicemente non difendetevi. Quando avete delle intuizioni iniziate a seguirle anche se non c'è nessuna conferma nei vostri libri e se il vostro guru di fiducia non approva. Osate deludere il vostro guru e sperate che prima o poi anche lui vi deluda, altrimenti rimarrete in questa gabbia dorata fatta di certezze, di citazioni, di ammiccamenti fiduciosi che parlano di tutto, meno che di voi stessi. Fate in modo che quello che credete di sapere non diventi un dogma, e se così accade sbarazzatevi del dogma, sbarazzatevi di qualunque sia la vostra certezza e il vostro credo. State nel flusso, nella vita vera quella fatta di persone ed eventi, che vi parleranno e vi insegneranno molto più che qualunque testo sacro o insegnante, non importa quanto illuminato. E così facendo diventerete grandi. Avrete potere nel senso che sarete pienamente voi stessi e vi accorgerete in ultimo che tante delle vostre intuizioni e riflessioni non avevano nulla da invidiare a quelle del vostro testo sacro preferito, e anzi a volte le superano pure. Diventerete grandi del vostro pensiero, della vostra filosofia di vita, di qualcosa che non è impastato di teorie di altri ma di vostre esperienze. Abbiate il coraggio di smettere di citare qualcun altro e di dire la vostra, come la pensate, come vi sentite… siate intuitivi e non abbiate paura di esserlo. L'intuizione è la vostra natura di base e non dovrete fare corsi o leggere altri libri, dovete solo usarla. Toglietevi l'importanza delle vostre grandi cause, dei vostri desideri, dei vostri attaccamenti e delle vostre avversioni e non abbiate paura di sbagliare e di essere oggetto di critiche, rimproveri, precisazioni puntuali e tentativi di correzione. Quando cercheranno di correggervi rinunciate all'importanza e non difendetevi; quando vi criticheranno rinunciate all'importanza e non vi giustificate, mai. La vostra grandezza emergerà in maniera direttamente proporzionale alla vostra capacità di essere 'nulla', di non opporvi e di amare i vostri 'nemici'. Ma ricordatevi anche che tutto quello che sto scrivendo potrebbe essere sbagliato.

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