30/10/13

L'arte di lasciar andare

Lasciar andare equivale a un atto della volontà superiore (va bene anche se la volete chiamare anima o spirito, o sè superiore). Quando espongo la tecnica del rilascio ho sempre l'idea che le persone non si rendano conto di quanto sia potente e profonda. Ovviamente il fatto che sia potente e profonda non dipende dalla tecnica in sé che è nient'altro che un riarrangiamento di vecchi principii. L'arte di lasciar andare è una metafora molto precisa. Quando decido di lasciar andare un'emozione o un pensiero sto implicitamente dicendo che voglio affidarmi a qualcosa che va oltre la mia mente e le mie emozioni, quel qualcosa che dirige le fila invisibili della vita e degli eventi. Sto rinunciando all'io piccolo per dedicarmi anima e corpo all'io grande. Quando sto lasciando andare sto facendo nè più nè meno che un atto di fede. Mi rendo conto però che quello che arriva del rilascio e di tutte le sue conseguenze è per lo più il discorso emozionale. Le persone fanno il rilascio per stare un po' meglio quando stanno male, al limite per superare una crisi. Ma il discorso è ben più ampio di così:

 I sei passi del rilascio di Lester Levenson, rivisti e adattati:

- Dovresti volere la pace, l'imperturbabilità e la libertà, più di quanto vuoi approvazione, controllo e sicurezza.

- Esamina il tuo pensiero e correggilo. Puoi sempre decidere cosa mettere nella tua testa. Decidi di essere imperturbabile e applicare il rilascio, decidi che puoi farlo invece che essere reattivo, automatico, inconscio. La decisione è il più importante strumento della coscienza.

- Vedi tutte le tue emozioni\sentimenti culminare nei tre bisogni (approvazione, controllo, sicurezza).
Vedili e immediatamente rilasciali, essendo acutamente consapevole delle emozioni nel corpo. Fai lo stesso con i tuoi pensieri.

- Fallo di continuo, fanne un'abitudine.

- Se incontri un blocco, stai col blocco, osservalo, lascia andare il voler controllare il blocco.

- Ogni volta che rilasci sarai più felice e leggero, se rilasci continuamente sarai continuamente più felice e leggero.

Quello che sfugge è sempre il primo dei sei passi. Dovresti volere la pace e l'imperturbabilità più di quanto vuoi il mondo, con tutte le sue lusinghe di approvazione, controllo e sicurezza. Se non c'è questo in prima posizione tutto il resto sarà perfettamente inutile e ogni rilascio sarà situazionale, sarà un semplice rimedio sintomatico. Quando parlo di imperturbabilità e pace, intendo che niente ci può scuotere, niente può buttarci fuori dalla pace quand'essa è estremamente radicata. Questo è il centro di tutto. Quando c'è quel grado di pace la mente si può acquietare e può fare esperienza di tutto l'altro di cui sempre parliamo e mai sperimentiamo, quando c'è questo grado di pace la vita può fluire. E quando lo sperimentiamo questo diventa una certezza, una visione, e diventa un grande silenzio. Ma se non c'è il primo passo in posizione, se non accettiamo quello, allora il rilascio varrà solo per calmarsi un po' e stare bene (il che è comunque un affare per come la vedo io). Se invece lo accettiamo totalmente, allora riusciamo a capire anche tutti gli altri passaggi e perchè praticarli. Se la pace e la libertà dalla mente sono lo scopo, non smettiamo di rilasciare fin quando non sorge quella pace dentro di noi. Se la pace e l'imperturbabilità sono la pietra miliare di dove effettivamente stiamo, allora tutte le volte che veniamo sbattuti fuori da queste, immediatamente ci mettiamo a rilasciare. Non ci sono se o ma. Si rilascia finchè non si è impeturbabili. E non sto certo dicendo che per me sia facile, o che io ci riesca sempre, anzi, un ricercatore onesto osserverà quante cose non è disposto a sacrificare in favore della libertà e dell'imperturbabilità. Ma c'è di più. Se il primo dei sei passi è in posizione cominceremo a vedere come tutti i nostri desideri, attaccamenti, avversioni, bisogni e spinte ci portino effetivamente sempre più lontano proprio da quell'obiettivo, e perciò inizieremo spontaneamente a rilasciare anche quelli non perchè ci sia qualcuno che ci obblighi ma perchè ci accorgiamo di come ci sospingano lontano dalla centratura e quindi dal nostro flusso. Se il primo dei sei passi è in posizione smetteremo di remare contro le cose che detestiamo, smetteremo di 'combattere' per 'vincere' qualche disputa intellettuale, spirituale e metafisica nel tentativo di dimostrare che siamo dalla parte del 'giusto'. Smetteremo di screditare altri insegnamenti, altre tradizioni, altre scuole, smetteremo di cercare di avere ragione e di difendere un ego ipertrofico e malato nel tentativo di generare un po' di energia a spese di qualcun altro, perchè essere nella pace e nell'imperturbabilità ci darà un sovraccarico di energia che a volte non sapremo come usare. Vedremo come l'arte di non attaccarsi a niente ed essere come l'acqua si potrà applicare non soltanto a emozioni e pensieri ma anche a periodi di vita, persone, eventi, lavori, situazioni nelle quali potremo entrare e dalle quali potremo uscire senza perdere energia e senza esserne vittime o dipendenti. 

Questa secondo me è l'essenza e l'importanza dell'arte di lasciar andare.

24/10/13

Un cuore puro

Nessun attaccamento.
Nessuna avversione.
Nessuna difesa di nessuna opinione.
Posso rinunciare a qualunque pensiero e qualunque certezza,
tutto e il contrario di tutto può essere vero.
Parlo solo di quello che conosco perchè del resto non so nulla.
Non mi interessa vincere, primeggiare, dimostrare
non voglio spingere nessuno a crescere
non pretendo che nessuno sia diverso da quello che è.
Sono lontano dall'aver ragione e l'avere torto non mi spaventa.
Posso stare dovunque e con chiunque.
Non mi interessa dimostrare nulla perchè la mia vita parla per me.
La verità non mi interessa perchè non so cosa sia.
Mi interessa solo la vita e la sua imperfezione, 
perchè nell'imperfezione è il mio unico cammino.




13/10/13

Siate grandi, toglietevi importanza

Questa è un esortazione, sì, ma anche un memento per me stesso. Vi esorto ad essere grandi. Ma grandi come? Non intendo essere grandi nel senso di compiere chissà quali grandi opere, magari sì, ma non è quello che intendo qui. Non penso che dobbiate raggiungere chissà quale vetta in chissà quale pratica o disciplina. No. Sto parlando di un atto di coraggio, un’impresa che vale la pena essere tentata almeno una volta in maniera totale, profonda, spietata. Parlo dell'iniziare a togliervi ogni briciolo di importanza personale e mandare alle ortiche tutto quello che pensate di sapere. E non è che smetterete di saperlo, non è che poi smetterete di parlarne, per carità. Ma smettete di difenderlo e di lottare sottilmente, orientando ogni vostro gesto o parola per dimostrare che avete ragione, che voi 'sapete'. Perché in un certo senso è quello che stiamo facendo un po’ tutti; abbiamo studiato e sappiamo delle cose, abbiamo avute delle esperienze e dei risultati e questi diventano la nuova scienza, i nostri nuovi assunti attraverso i quali analizziamo tutta la realtà. Ben presto queste cose però diverranno anche schema, limite, gabbia. Tutto quello che sappiamo prima o poi diventa la scusa con cui giustifichiamo ogni nostra scelta, ogni nostro errore ed ogni evento. Tutto ciò che sappiamo alla fine va a nutrire la nostra importanza personale, che noi lo vogliamo o meno. E poco importa che io stia qui a farvi questo discorso perché io purtroppo non ne sono esente. A un certo punto diventa dolorosamente chiaro che tutti i grandi che onoriamo e veneriamo sono fallibili come chiunque altro e che tutto quello che crediamo di aver imparato da loro potrebbe essere sbagliato, o che potrebbe esserne vero anche il contrario. Perciò iniziate a togliere importanza a tutto quello che sapete, e fatelo spietatamente, senza riserve e smettete di rappresentarvi con ciò che credete di conoscere o di aver capito. Non difendete più nulla di tutto ciò che avete 'capito', anzi, semplicemente non difendetevi. Quando avete delle intuizioni iniziate a seguirle anche se non c'è nessuna conferma nei vostri libri e se il vostro guru di fiducia non approva. Osate deludere il vostro guru e sperate che prima o poi anche lui vi deluda, altrimenti rimarrete in questa gabbia dorata fatta di certezze, di citazioni, di ammiccamenti fiduciosi che parlano di tutto, meno che di voi stessi. Fate in modo che quello che credete di sapere non diventi un dogma, e se così accade sbarazzatevi del dogma, sbarazzatevi di qualunque sia la vostra certezza e il vostro credo. State nel flusso, nella vita vera quella fatta di persone ed eventi, che vi parleranno e vi insegneranno molto più che qualunque testo sacro o insegnante, non importa quanto illuminato. E così facendo diventerete grandi. Avrete potere nel senso che sarete pienamente voi stessi e vi accorgerete in ultimo che tante delle vostre intuizioni e riflessioni non avevano nulla da invidiare a quelle del vostro testo sacro preferito, e anzi a volte le superano pure. Diventerete grandi del vostro pensiero, della vostra filosofia di vita, di qualcosa che non è impastato di teorie di altri ma di vostre esperienze. Abbiate il coraggio di smettere di citare qualcun altro e di dire la vostra, come la pensate, come vi sentite… siate intuitivi e non abbiate paura di esserlo. L'intuizione è la vostra natura di base e non dovrete fare corsi o leggere altri libri, dovete solo usarla. Toglietevi l'importanza delle vostre grandi cause, dei vostri desideri, dei vostri attaccamenti e delle vostre avversioni e non abbiate paura di sbagliare e di essere oggetto di critiche, rimproveri, precisazioni puntuali e tentativi di correzione. Quando cercheranno di correggervi rinunciate all'importanza e non difendetevi; quando vi criticheranno rinunciate all'importanza e non vi giustificate, mai. La vostra grandezza emergerà in maniera direttamente proporzionale alla vostra capacità di essere 'nulla', di non opporvi e di amare i vostri 'nemici'. Ma ricordatevi anche che tutto quello che sto scrivendo potrebbe essere sbagliato.

09/10/13

Emmet Fox, appunti: i trattamenti spirituali e la legge

Non dovreste mai arrendervi, né abbandonare niente. Non dovreste mai voler accettare niente di meno che Salute, Armonia e Felicità nella vostra esistenza. Rifiutatevi di tollerare qualcosa di meno dell'armonia. Potete avere prosperità, non importa quali siano le vostre circostanze iniziali. Potete avere salute e forma fisica. Potete avere una vita felice e gioiosa. Potete avere una bella casa. Potete avere amici congeniali e compagni. Potete avere una vita piena, libera, gioiosa, indipendente e senza intoppi. Potete diventare il vostro miglior maestro. Ma dovete decisamente afferrare il timone del vostro destino e virare verso quel porto che avete scelto.



L'uomo ha il dominio su tutte le cose quando conosce la legge dell'essere e le obbedisce. La legge vi dà il potere di portare nella vostra vita ogni condizione che non sia nociva a voi stessi e agli altri. La legge vi dà il potere di superare le vostre debolezze ed errori nel carattere, non importa quanto spesso voi possiate aver fallito in passato o quanto tenaci queste sembrano essere state. La legge vi dà il potere di ottenere la prosperità e il lavoro senza violare i diritti e le opportunità di qualcun altro nel mondo. La legge vi dà la libertà; libertà dell'anima, del corpo. La legge vi dà indipendenza così che possiate costruire la vostra vita a modo vostro, in accordo con le vostre idee e ideali; così che possiate pianificare il vostro futuro lungo le linee che voi desiderate per voi stessi. Se non sapete quello che realmente volete per essere felici, allora la legge vi dirà ciò che volete e lo prenderà per voi, e la legge correttamente compresa e applicata vi salverà da un altro pericolo, quello dell'approssimazione, con tutti i suoi rischi e limitazioni. La legge vi consegnerà il dono che è chiamato Originalità; Originalità è fare le cose in modo nuovo, migliore; e l'originalità, che di fatto è distinta dalle sue imitazioni che sono l'eccentricità e il mero atteggiarsi, significa successo nel vostro lavoro. La legge vi darà autorità sul passato così come sul futuro. La legge vi renderà padroni del vostro karma piuttosto che suoi schiavi. Non avete più bisogno di essere miseri e in restrizione. Non avete bisogno di continuare a vivere e a lavorare con persone che non vi piacciono. Non avete bisogno di essere trasandati, malaticci e sovraccarichi di lavoro se studierete e applicherete la legge. Non rimandate ancora lo studio della legge, per piacere. La procrastinazione, come ci è stato raccontato, è il ladro del tempo. E un altro proverbio afferma che l'inferno è lastricato non con le cattive intenzioni ma con quelle buone. Cominciate a controllare il vostro pensiero e dirigerlo giornalmente, con cura e attenzione, come fareste se doveste coltivare un orto.


Sedetevi e scrivete le tre cose che desiderate maggiormente dalla vita, e siate molto sinceri in merito ad esse. Scrivete le tre cose che desiderate veramente, non tre cose che pensate dovreste desiderare. Siate specifici, non vaghi. Poi scrivete tre condizioni che desiderate rimuovere dalla vostra vita. Ancora una volta siate definiti e specifici e non vaghi. Se lo fate candidamente, ora avrete un’analisi estremamente valida della vostra mentalità. Nel corso del tempo questo vi dirà un gran numero di cose su voi stessi che al momento voi non sospettate, cose che vanno molto oltre ciò che avete scritto nei sei punti e, crescendo la vostra conoscenza delle realtà spirituali, sarete capaci di gestire la nuova conoscenza di voi stessi in modo sorprendente.


Ora, avendo i vostri sei punti di fronte a voi, lavorate meditando su ognuno separatamente per qualche minuto attraverso un 'trattamento metafisico', usando tutta la conoscenza e la comprensione di cui disponete. Ricordate che non è importante quanto sapete di metafisica. E' una legge spirituale quella che afferma che usare il 90 per cento di una piccola quantità di conoscenza è più efficace a livello pratico che usare, diciamo, il 50 per cento di una conoscenza più vasta. Ripetete il 'trattamento' per un mese senza mancare un singolo giorno e alla fine di questo periodo sarebbe molto strano se una quantità incredibile di cambiamenti per il meglio non si fosse manifestata nelle vostre condizioni.


Per coloro che non sono familiari con i trattamenti spirituali un metodo semplice ma molto efficace di lavorare è questo: decretate gentilmente ma con fermezza che la grande forza creativa dell'universo sta portando ognuna delle prime tre cose nella vostra esistenza, nel giusto modo, nel giusto tempo e nella giusta forma. Poi affermate che lo stesso grande potere sta dissolvendo ognuna delle ultime tre condizioni sempre a modo suo, a suo tempo. Non provate a dettare la forma esatta in cui le nuove condizioni dovrebbero arrivarvi. Non siate tesi o veementi. Non fate sapere a nessuno quello che state facendo. Non cercate risultati in maniera impaziente ogni giorno ma fate il vostro 'trattamento' e dimenticatevene fino al giorno dopo. E la vostra forza sarà nella vostra quiete e nella vostra fiducia.