18/09/13

Psicopatologia del troppo sapere

C'è una nuova patologia in giro, o forse è vecchia ma adesso risalta molto di più ai miei poveri occhi. Troppo sapere lo chiamerei. Troppe teorie, libri, citazioni colte e cognizioni... di altri. E così mi aggiro nei blog e nei siti di vecchi\nuovi personaggi che si pongono contro tutto. Contro i guru, contro i maestri del nuovo millennio, contro i terapeuti. Si citano cospirazionismi vani, ci si inerpica in istrionici tentativi di ridicolizzare tutta la fuffa new age contro la quale, ahimè, anch'io mi sono battuto per lungo tempo. E lo si fa citando autori colti, personaggi importanti, geni della letteratura, dell'arte, piuttosto che altri 'maestri' ritenuti degni di questo nome. Si rema contro tutti coloro che parlano di creazione della propria realtà, di aiutare il prossimo e così via. Si parla male, malissimo di tutta una categoria di persone facendo di tutta l'erba un fascio e parlando per lo più per difendere un'opinione. Per questo credo sia una psicopatologia. Una psicopatologia ti restringe il campo della coscienza e ti fa vedere solo quello, l'oggetto della tua ossessione, del tuo amore o odio. Il sapere troppo fa male alla 'conoscenza' della vita, fa male al vivere. Troppa 'cultura' fa presto a diventare ego, chiacchiera, mentalismo, tracotanza e propaganda. Troppa 'cultura' fa salotto ma, forse, molto poca esperienza pratica. Quando sai troppo smetti di sentire e vivere quello che ti si para davanti perchè sei troppo preso a filtrarlo con tutte le nozioni di cui ti sei riempito la testa. Troppe certezze generano nemici da combattere, giusti e sbagliati da rispettare, classificazioni, mappe che non indicano niente se non le opinioni di chi ha disegnato quella mappa. E soprattutto generano ancora una volta separazione. Forse bisognerebbe studiare di meno e sentire di più. Forse occorrerebbe smetterla di classificare le persone per la corrente 'esoterica' a cui appartengono o per le 'credenze' che hanno, bollandoli come stupidi, idioti o addormentati se credono alla legge di attrazione piuttosto che agli alieni di Sirio. Forse dovremmo iniziare a chiederci perchè siamo tanto indignati con i fautori della legge di attrazione, con i guru dell'ultima ora e con tutti i loro seguaci. Forse, e dico forse, tutta la rabbia che ci sale quando sentiamo qualcuno dire 'namastè' o 'tutto è uno' è figlia proprio di tutto quel sapere che giudichiamo corretto, sano, dalla parte giusta e con cui ci sforziamo di filtrare tutto il resto. Forse questo è il motore che genera separazione, odio, guerra... chissà.

9 commenti:

  1. forse bisognerebbe fare un pò di esercizi di rilascio,... e far fluire tutto con maggiore armonia :)
    Namasté
    Amen
    Ciao
    (metteteci un pò la parola che vi piace di più.. per me èuguale)
    ;)
    L

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  2. Complimenti e grazie Andrea, mi sono letto tutto il blog dal primo all'ultimo post. Anche se non sono nessuno per esprimere giudizi, penso che tu sia molto preparato e abbia l'umiltà caratteristica delle grandi anime.

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  3. Anche secondo me..concordo con Enrico!

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  4. Andrea credo che nel panorama italiano tu sia la persona più centrata che ho avuto la fortuna di conoscere. Ci siamo visti a una tua conferenza a luglio e da allora le tue parole hanno cambiato in meglio molte cose nella mia vita e tante coincidenze incredibili si sono susseguite subito dopo averti conosciuto. Sicuramente non è un caso. Continua così , mago errante.

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  5. Parli di qualcuno in particolare?
    Altrimenti il discorso è solo molto astratto, molto di più dei discorsi psicopatici di cui parli, che se non altro nutrono, in chi li sa ascoltare senza contrarre la presunta malattia, la vigilanza del pensiero e del cuore.

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  6. Anonimo, no non è importante, e ti dirò mi fa sorridere che un anonimo mi chieda l'identità di qualcun'altro. Riguardo a quello che filtra dai discorsi psicopatologici (e non psicopatici) personalmente credo che quello che uno dice di sapere, e la sciorinatura di tutta una serie di citazioni e conoscenze, è rilevante fino a un certo punto se dietro non c'è un certo tipo di persona e ,sempre personalmente, tutto quello che classifica, separa, e divide, non è nel mio interesse per quanto stimolante possa sembrare.

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  7. Mi chiamo Alessandro e ti ho scritto anonimo perché non riuscivo a pubblicare in altre modalità.
    Chiarito questo, in generale l'erudizione fine a se stessa non ha valore, dici bene, se non ha un intento e un'anima. Ma se chi parla non fa solo sfoggio di nozioni parlando e basta ma effettivamente, veramente dice qualcosa, allora è un altro discorso. In tal caso l'erudizione è qualcosa di più: è sapienza (giusto per dare una sfumatura di significato e senza voler caricare troppo questa parola!)
    Ecco perché ti chiedevo a chi ti riferissi, proprio per capire, come dici tu, "che tipo di persona c'è dietro". Fermo restando che è sempre rischioso fare un processo alle intenzioni... Chi può essere davvero uno scrutatore di cuori?
    Sull'ultimissima parte di quello che mi rispondi: è curioso sentirti dire che non ti interessa ciò che classifica, separa e divide...dopo che hai considerato patologico un modo di parlare e argomentare. Rintracciare una patologia psichica (quella del troppo sapere) non è precisamente classificare, separe e dividere?
    Alessandro

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  8. Certo caro Alessandro, anche io non sono esente da svariati tipi di patologie quali giudicare, classificare, dividere e in linea di massima nessuno di noi lo è. E non faccio processi alle intenzioni perchè l'intenzione è la forza più pura e il motivo primario dietro ogni azione e come tale difficilmente comprensibile se non da chi la esprime. E in questo post non parlo certo di quel genere di relatori che esprimono con anima e cuore l'intento della sincera ricerca (e ce ne sono) bensì di alcuni personaggi ai quali, ahimè mi sono approcciato personalmente, che hanno usato e usano la loro cultura per difendere un ego. Come faccia io a sapere questo è difficilmente esprimibile su un blog perchè parliamo di anni e anni di frequentazioni, corsi, lezioni, di speranze e disillusioni (mie); parliamo di studenti che sono stati portati a farsi del male e a lavorare a favore del 'guru' piuttosto che della loro liberazione, parliamo di insegnamenti che sono stati 'ritoccati' per difendere le opinioni dell'insegnante piuttosto che la verità. Come posso raccontarti questo su un blog in poche righe? Per questo non ho fatto e non farò nomi, perchè per me non è importante screditare qualcuno quanto piuttosto far in modo che le persone che hanno a che fare con me, almeno, imparino a non dipendere da quello che si dice, si espone, si crede di sapere. Inoltre , lo ripeto a scanso di equivoci, io non mi ritengo totalmente libero da qualsivoglia vizio dell'ego e anche io sono ricaduto e spesso ricado negli errori che sottolineo perchè sono della precisa opinione che si insegna sempre quello che si ha più bisogno di imparare. Un abbraccio. A.

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