06/04/13

Sviluppo interiore, telepatia e la menzogna del libero arbitrio

"Ad un certo punto del tuo percorso di sviluppo dovrebbe succederti qualcosa... il qualcosa dovrebbe essere almeno un'elevazione di frequenza tale da permetterti di sapere con certezza che non sei solo questo corpo. Dovresti cominciare a sentire di più, a vedere di più, a percepire di più in generale e se questo non ti sta succedendo allora forse il percorso che stai facendo non è quello giusto per te, o semplicemente non è affatto un percorso"

Leggevo qualcosa del genere quando ho realizzato che in effetti era proprio così. C'è stata una speciazione (termine che ho appreso da Igor Sibaldi) in tutto ciò che è la spiritualità, la ricerca interiore. Per speciazione intendo che si sono essenzialmente generati due tipi di personaggi in questo ambiente: quelli che praticano e quelli che non praticano. E anche tra coloro che praticano quello che apprendono ci sono almeno due specie: quelli che praticano con risultati e quelli che praticano senza risultati, quindi in linea di massima abbiamo persone che hanno avuto più energia, piu potere e persone che non ne hanno avuto. Senza voler scendere nel dettaglio di ciò che impedisce a qualcuno di avere risultati in una qualunque pratica evolutiva, mi preme sottolineare quanto a un certo punto dopo una pratica onesta e consistente si debba necessariamente arrivare a generare un certo grado di potere personale, di energia che è possibile usare per diversi scopi, tra cui anche quello di crescere ulteriormente, ci si dovrebbe cioè accorgere che la propria vita è migliorata da un qualunque tipo di cammino. Certo sono in molti a continuare a dirmi che col potere, col miglioramento delle condizioni terrene la spiritualità ha poco a che fare. Sono sempre in troppi a percorrere il sentiero di una spiritualità consolatoria di dolori, una spiritualità che porta a uno stato narcotico in cui ci si racconta che la vita è illusione e che a nulla vale il miglioramento delle cose terrene se non a rinforzare l'illusione. Sono in molti a dire che è stupido usare il proprio potere 'spirituale' per migliorare la vita a sé stessi e agli altri. Ma io credo che questo sia un inganno e credo fermamente che non ci possa essere una crescita spirituale che prescinda dall'esperienza di "essere di più", il che significa esserlo in tutte le aree della propria esistenza. Ad esempio, una cosa che certamente ha cambiato in meglio la mia vita e quella di alcuni 'psichici' di mia conoscenza con i quali mi trovavo d'accordo ultimamente sull'argomento, è stato accorgermi che la cosiddetta telepatia, considerata da molti una specie di superpotere occulto, è in realtà una dotazione di base dell'essere umano, un qualcosa che è lì di default. Me ne sono appunto accorto praticando consistentemente (per quanto posso, essendo un inguaribile disordinato) alcune discipline, per arrivare a comprendere che quello che ti impedisce di sentire i pensieri degli altri (oltre che tutta un'altra serie di segnali provenienti dall'ambiente, dall'inconscio collettivo, dall'astrale etc.) è semplicemente il caos della  mente, il rumore di fondo del pensiero casuale. Riuscendo a fermare quello, o a ridurlo per un tempo sufficiente, si inizia a percepire tutto il resto, che in realtà già percepivamo ma che andava perduto in mezzo a quel marasma. Ecco perchè, ad esempio, fare Ho'oponopono incessantemente ti può mettere in condizioni di percepire tutte le cose che Hew Len dice di percepire. Ma a parte questo la cosa che mi ha fatto riflettere è stato il fatto che quando sei psichicamente consapevole ti accorgi di un fatto preoccupante... che alcuni pensieri non sono tuoi. Alcune emozioni che vivi e senti come se le stessi provando tu stesso non sono le tue... possono provenire dall'ambiente circostante - un centro commerciale, un cinema, - oppure da una persona che è li vicino, fatto sta che mi sono accorto che spesso e volentieri se non sono 'centrato' tendo a risuonare pigramente con quello che ho vicino. E questo può indurmi desideri, tendenze, pensieri ripetuti, può farmi venire fame, sete, sonno... mi sono poi accorto di quanto sia sottile il meccanismo manipolativo che è 'dovunque'. Qualunque 'simbolo' parla al tuo inconscio, e ogni cartellone pubblicitario per strada è pieno di simboli appositamente collocati per dirti qualcosa che tu non senti ma che il tuo  subconscio ha comunque recepito. Qualunque figura d'autorità può veicolarti qualche messaggio su ciò che è bene o ciò che è male, su ciò che dovresti o non dovresti fare. Sono più di 10 anni che non accendo la tv e quando mi trovo in una stanza con una televisione accesa ecco che altri 'messaggi' cercano di farsi ascoltare dalla mia stazioncina di trasmissione\ricezione: paura, morte, malattia, guerra...  E in tutto questo c'è ancora qualche buontempone che ha il coraggio di dire che siamo esseri dotati di libero arbitrio! Io a questo punto credo che il libero arbitrio non possa esistere fin quando non ci si rende conto di come siamo incastrati in un meccanismo, e non voglio fare ipotesi cospirazioniste, ma sembra proprio un meccanismo alla Matrix , dove la tua energia psichica viene mangiata da centinaia di migliaia di ore di 'assenza', nelle quali pensi pensieri non tuoi, hai desideri non tuoi, provi emozioni non tue. In sostanza ore in cui non ci sei. E anche io penso che se un percorso di 'evoluzione', di 'liberazione' non ti porta ad accorgerti che in realtà il libero arbitrio non esiste, e non ti dà un maggior potere personale, allora forse c'è bisogno di cambiare qualcosa.

5 commenti:

  1. Grande andrè.. spero che ti sei deciso a pubblicare il libro finalmente, se questi sono i contenuti non vedo l'ora di leggerlo.

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  2. Grazie. Fammi sapere quando passi da Milano.

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  3. Quello che Sibaldi definisce speciazione è semplicemente un'attitudine che fà parte della condizione umana.
    Non a caso alcuni hanno più capacità di altri anche nella disciplina spirituale.Si nasce con le attitudini.
    Una centro di spiritualità non sarà e non potrà essere un centro di culturisti e palestrati ,come si usa dire oggi .
    Questi ultimi non potranno mai , nella maggioranza dei casi, concepire la dieta vegetariana .
    Nella loro embriologia c'è altro ,nello spirituale c'è altro.
    Sono semplicemente due tipologie costituzionali differenti.
    Ai tempi di Cristo c'erano i romani costituzionalmente diditi a
    conquistare e lottare (i palestrati di oggi ), il cristo era ,secondo me, semplicemente uno spirituale che sapeva leggere questi aspetti.E' stato forse il primo e più profondo e ,visto che faceva presa quel che diceva si è pensato bene a farlo fuori.
    Questo è per me oggi ,il vero quesito.
    Sono corsi e ricorsi storici dai quali non si esce ,la vita di tutti i giorni è difficile e bisogna guadagnarsi da vivere,ognuno come può districandosi tra le differenze dei soggetti che vivono
    il nostro tempo.
    La storia conosciuta più o meno bene da 2000 anni in quà,non
    da scampo . Non si riesce a cambiare ...Qual'è il motivo?

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  4. Quando parlo con le persone, guardo in me e li leggo come libri. Non è che le emozioni o i pensieri sono di qualcuno, sono collettivi. Sono condivisi. E' quel brusio. E' come se fossimo io e te in una stanza e suonasse un'orchestra e non riuscissimo a comunicare. Quell'orchestra non è ne mia ne tua. Si anch'io sto prendendo consapevolezza di alcune cose, riesco meglio a comprendere la funzionalità magnifica di ogni cosa. Le cose che ci circondano hanno delle loro virtù, sono virtuose. Riguardo alla tv, anch'io l'avevo spenta per anni, oggi posso guardarla... è sempre una questione di come io vedo quelle cose. Se mi parlano di guerre e quant'altro, ben volentieri. E' sempre una opportunità. L'opportunità di vedere le mie reazioni, di prendermene cura. C'era un tempo in cui cercavo la positività o comunque pensavo che se noi creiamo ciò che pensiamo allora dobbiamo "evitare" ciò che potrebbe buttarci giù... ma in verità cos'è che ci può buttare giù? Perchè evitare qualcosa? Posso pulire le mie reazioni. Posso pulire la tv, posso pulire ciò che vedo in tv, sono contento di interagire con questo fenomeno di questa società che è la tv. Posso godermi ciò che è divertente, ciò che mi ispira e allo stesso tempo pulire ciò che mi turba, mi annoia, mi deprime.

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