03/02/13

Egregore, pendoli e l'arte di darsi in affitto

Chissà se Vadim Zeland esiste davvero o se non sia invece un fenomeno mediatico, una qualche scuola di pensiero dietro la quale si nasconde un gruppetto di filosofi, psicologi e rivoluzionari vari che hanno deciso di tagliare i legami con la Matrix... tutto sommato comunque mi interessa poco, dato che le sue teorie sono utili e soprattutto funzionali a qualsiasi mago errante in formazione. In questo periodo mi sto accorgendo sempre di più di quanto Egregore e Pendoli siano onnipresenti nella vita 'reale' in  maniera davvero soverchiante a volte.  Basta farsi un giro in un centro commerciale e, se si è minimamente ricettivi a livello psichico, non si possono non notare i tredici-milioni-di-differenti-segnali che arrivano da là fuori pronti a rincretinirti e in buona sostanza a convincerti di avere bisogno di questo e quello. Ma questo sarebbe anche il minimo. Il problema è quello che c'è dietro, appunto, le egregore, i pendoli e tutte quelle forme pensiero collettive accumulate dal desiderare collettivo per le quali noi finiamo per credere di volere o di aver bisogno di determinate cose. Ogni tanto è bello farsi un giro in questi posti per capire a che punto di neutralità\pace si sia interiormente. Devo dire che pensavo di essere messo molto meglio. La potente egregora del consumo, del dover comprare qualcosa a tutti i costi, dello shopping terapeutico e altre amenità simili, stava avendo la meglio su di me quando una lucina si è accesa dentro di me e la mia testa ha cominciato a fare un discorso\ragionamento. Io non credo molto alle cospirazioni eppure credo ci si trovi tutti in un grande meccanismo molto preciso: si vende energia yang, stimoli a basso costo (a limite a rate) ed emozioni a buon mercato che danno agli esseri umani, incastrati nel mondo dell'automatismo, la sensazione di sentirsi vivi. Quindi qualsiasi cosa può fare al caso, perché anche il solo fatto di dover pagare per qualcosa di nuovo e luccicante può bastare a far sentire vivi per un po'. Così per pochi euro si può comprare un po' di energia, un po' di emozioni, e attaccarsi a qualche egregora (quella del consumo, quella dei fan di qualche film o di qualche attore o di qualche musicista etc.) che dia una sensazione di continuità, di sicurezza, di appartenenza. Per pochi euro si può, per un po', dimenticarsi di una vita in automatico (una vita nel tic-toc come la chiama Stuart Wilde), e arrivare a credere che quella vita in automatico abbia un senso anche se, in fondo al cuore, sappiamo che non ce l'ha. E' più o meno come farsi una dose. Questo accade unicamente per un motivo: non siamo capaci a creare energia da soli. Spendiamo continuamente energia in assenze, fughe dalla realtà, distrazioni, stimoli, yang, eccitabilità, ricerca delle emozioni, pensiero casuale, chiacchiera incontrollata, opinioni, difesa delle opinioni e queste e altre malsane abitudini ci privano di un certo quantitativo di energia-prana e ci costringono a cercare dei sostituti. A questo serve la gran parte delle cose che compriamo e di cui ci nutriamo, cibi compresi, perché gran parte del cibo che mangiamo ha valore di conforto emozionale più che di nutrimento. Avere tanta energia e averla nel sistema corporeo come un flusso continuo e indisturbato, fa sì che ci sentiamo quasi sempre bene, centrati, allegri, sereni, e in linea di massima ci porta a non aver 'bisogno' di niente, mentre averne poca ci attira ogni sorta di ansia, stress, depressione e bisogni diretti a cose esterne. Il sistema sembra disegnato proprio per cercare di togliere energia con lo scopo poi di rivendercela attraverso surrogati. A questo punto è inutile cadere nell'essere contro il sistema-matrix ed è superfluo combattere. Il 'sistema'-  o la matrix che dir si voglia - è un insieme di strutture che Zeland (se esiste) chiama i pendoli: strutture energetico-psichiche che sia che si amino, sia che si odino, hanno comunque l'effetto di accaparrarsi energia per continuare a esistere. La soluzione credo sia un tantino meno estrema del combattere a muso duro, e soprattutto un po' più economica a livello energetico: si tratta di (sempre come suggerisce il nostro evanescente amico Zeland) darsi in affitto, oppure come diceva qualcun altro, essere nel mondo senza essere del mondo. In primo luogo a mio avviso è di vitale importanza imparare ad andare piano. Se la vita si auto-struttura in una sorta di continua corsa contro il tempo (cosa che a me è senz'altro avvenuta di recente), è facile che dietro ci sia qualche forma pensiero collettiva in azione, qualche 'devo', qualche 'bisogno', che sono in genere i modi con i quali l'influenza psichica si esprime. Se tutti vanno veloci occorre che impariamo ad andare lentamente. Occorre che impariamo ad apprezzare quello che abbiamo, a ringraziare per quello che c'è piuttosto che vaneggiare continuamente quello che manca. Questo è il primo antidoto. Il secondo è essenzialmente il darsi in affitto vero e proprio: qualunque cosa si faccia, qualunque egregora cerchi di agganciarci luccicando, proviamo a lasciarci trascinare sì, ma senza appartenervi. E' un esercizio molto semplice. Non è che non devi comprarti più libri, dischi, dvd, ma devi farlo con la consapevolezza che stai essenzialmente spendendo dei soldi per avere un po' di energia dall'esterno, perché ancora credi che qualcosa là fuori possa renderti felice. Si tratta di essere consapevoli e non sentire di 'dover' comprare in maniera compulsiva. Non si tratta di non cercare più il 'divertimento', 'l'eccitazione'. Si tratta di non dipenderne, di non farne una droga, di non esserne schiavi.
Altra segnalazione: egregore e pendoli si trovano praticamente in quasi tutti i gruppi mistico\esoterico\spirituali e in quasi tutti i movimenti legati a una persona-guru, o a una bandiera,  un simbolo. Anche questi si nutrono di energia e sono anche più pericolosi, perché spesso e volentieri si propongono come l'alternativa al mondo materiale. La realtà materiale è male e noi siamo il bene. Vi diranno che chi fa un percorso-spirituale è risvegliato, chi non lo fa è addormentato. E così facendo si succhiano il vostro prana (e i vostri soldi molto spesso). Per favore se vi capita di entrare in gruppi del genere, andateci piano e datevi in affitto anche in quelli, perché ogni gruppo può insegnare e in effetti insegna qualcosa di utile. Ma non date la vostra totale adesione e appartenenza e non pensate che quella sia gente tanto migliore di quella che c'è li fuori nel mondo.

5 commenti:

  1. "Perché ancora credi che qualcosa là fuori possa renderti felice"...è proprio così...grazie per questo blog

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  2. potresti spiegarmi cos'è un pendolo? grazie <3

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  3. Perfetto!!!!!!! ;-)))))))))))) Quando smettiamo di combattere...abbiamo già vinto.Angie

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  4. Benissimo! Quando arrive a questa consapevolezza voi dire che hai trovato l'equilibrio tra un poco del spirituale e un po di materiale...e possiamo con entrambe vivere nell'armonia!

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