21/11/12

Portatori sani di un 'Ego Spirituale'

Di recente più di una persona mi ha fatto notare quanto poco io stia parlando di spiritualità su facebook (e quanto poco io stia scrivendo sul blog) e quanto invece il mio profilo sia divenuto più leggero e assolutamente meno 'new age' del solito. Qualcuno è anche arrivato a lamentarsi con me del fatto che è quantomeno strano che uno come me, che 'sa tutte queste cose',  a un certo punto decida di mettersi a parlare quasi esclusivamente di fumetti e di musica o a pubblicare foto poco serie, e di trascurare il blog. Quel qualcuno mi ha scritto che certe cose sono davvero poco spirituali o illuminate, specialmente certi pezzi di musica rock che ogni tanto ho condiviso. E' vero, sto scrivendo di meno di spiritualità, sto parlando molto meno di spiritualità, e, nel tacere di queste cose, sto vivendo la mia vita. Ma il fatto che io ne parli di meno o che tenda a non parlarne affatto, ha per me un senso ben preciso: a mio sentire probabilmente non è più tempo di parlare, divulgare o credere di sapere, ma è il momento di agire partendo da ciò che si sa e iniziare a metterlo in pratica nella vita quotidiana, con consistenza. L'energia della 'divulgazione' di certe cose si è per me affievolita ora che è praticamente un settore di businness come un altro, perchè sento che è stato detto tutto e il contrario di tutto, sento che il materiale pubblicato, le parole spese e le possibilità di imparare sono assolutamente sovrabbondanti rispetto ai concetti che sono più o meno sempre gli stessi. Quello che mi sembra continui a mancare però è la pratica e - almeno per me - la pratica in questi ultimi due anni è diventata più importante ed essenziale di qualsiasi nuovo seminario, nuovo libro o nuova scoperta possa essere stata fatta di recente. Sappiamo ormai tutto - e anche troppo a livello mentale - di legge di attrazione, capacità della mente di guarire il corpo, spirito, anima e altri argomenti ancora, ma difficilmente ci decidiamo a vivere quotidianamente secondo la prospettiva acquisita attraverso studi e letture. Preferiamo parlare di perdono e di pace piuttosto che essere il perdono e la pace. Preferiamo parlare e disquisire su cosa ha detto davvero il tale maestro o il tale libro piuttosto che metterlo in pratica e vedere se funziona, se è reale per noi. A un certo punto della mia vita, circa un paio di anni fa, ho iniziato a sentire che c'era una discrepanza tra ciò che insegnavo nei miei seminari e la percentuale che ne applicavo alla mia esistenza, che era di poco inferiore al 50%. Ho spesso parlato per intuizione, ho scritto seguendo una specie di dettatura interiore (non voglio chiamarla canalizzazione perchè ero e sono sempre stato assolutamente cosciente di quello che ho fatto e non sono mai stato 'occupato' da alcuna entità) e verificato almeno la metà di quello che arrivava e che prontamente veniva pubblicato sul blog o inserito in qualche parte di qualche corso. Ma, c'è un ma. Ora manca tutto il restante 50% da verificare. Mancano ancora tutta una serie di informazioni da provare e di pratiche da effettuare e di tutto questo materiale non posso parlare con certezza perchè non l'ho sperimentato. Quindi non posso nemmeno scriverne. Sospetto che in molti stiamo facendo questo errore: nutriamo opinioni in merito a cose che non conosciamo e le difendiamo a spada tratta come se fossero una verità assoluta, come se fossero dogma, senza metterle alla prova. E a mio parere la difesa di un'opinione è sempre dell'ego. Parlare di cose che non conosciamo è sempre dell'ego. Sentire il bisogno di illuminare gli altri, di ispirare, di risvegliare qualcuno significa ancora una volta giudicare (ego) che c'è qualcuno là fuori che non è sveglio, illuminato, significa separare, e la separazione è ego, che, in teoria, è proprio quello che cercavamo di guarire. E anche io sono caduto in questa trappola, anche in me purtroppo si è formato un ego spirituale di cui ero portatore inconsapevole, almeno fino a poco tempo fa. Anche io ho sottilmente sentito di essere un po' migliore (solo un po') di coloro che non praticano la spiritualità. Anche io ho avuto a tratti la sensazione di essere sulla terra per aiutare, risvegliare, spingere gli altri verso cose più 'alte'. A un certo punto però ho visto chiaramente che questo mi stava separando dalla vita stessa. Avevo escluso parecchie cose e persone 'poco spirituali' dalla mia esistenza, quelle cose e persone che mi stavano facendo perdere tempo prezioso per il mio percorso, quelle cose che, mi ripetevo, erano solo maya : illusione. Ho sentito che c'è una grande insidia nell'attaccarsi a concetti come 'è tutto illusione', 'siamo tutti uno', 'tutto è amore', senza averne mai avuto esperienza diretta. Una grande pericolosissima ipnosi è stata perpetrata dal pensiero incondizionatamente positivo, che conduce la sua nascosta guerra contro il negativo, il brutto, il problematico, escludendolo dalla coscienza e relegandolo in un buio angolo dell'inconscio (dal quale prima o poi verrà fuori comunque, proiettato nella realtà per essere finalmente riconosciuto). E mi sono chiesto se lo scopo dell'evoluzione spirituale non sia piuttosto che vedere il positivo in tutto e ripetersi che va tutto bene, riuscire a trascendere le differenze, smetterla di separare il positivo dal negativo, il bene dal male, lo spirituale dal profano, e imparare ad accettare qualunque cosa si presenti  arrivando ad una equanimità che accolga tutto e tutti e non rifiuti nulla, nessun aspetto dell'esistenza. Così ho sentito che era il momento di fermarsi per un po' e di schiarire le idee su quello che stavo scrivendo e facendo. Mi sono reso conto che separare cose spirituali da cose meno spirituali è stato un grosso errore, e mi sono costretto a una veloce retromarcia, con grande beneficio della mia situazione di vita generale e del mio umore. Mi sono guardato allo specchio e ho visto una persona seria e accigliata, uno che credeva di aver davvero capito qualcosa in più degli altri... e mi sono fatto una grossa risata.

8 commenti:

  1. Ogni tanto al mio EGO gli ricordo due frasi che ho sentito e letto e mi hanno subito colpito per il loro reale significato e gia sperimentato nel mio camino.

    Nel film Il guerriero di pace: Dan e Socrate sono dentro al bar, quando Socrate ordina penso un whisky e tira fuori un sigaro e inizia a fumare.

    Dan: lo guarda sconcertato
    Socrate: bhe che c'e?
    Dan: ma mi prendi in giro ? non ricordi noi non lo facciamo più queste cose, siamo migliori!
    Socrate: Non sarai mai migliore di nessun altro, come non sarai peggiore. L'importante e essere consapevoli delle proprie scelte e responsabili delle proprie azioni.

    Nel libro di Hua Hu Ching di Lao Tsé egli scrive:

    Non ti illudere che raggiungerai la verità accumulando conoscenza.
    La conoscenza genera dubbi, e i dubbi ti affamano ancora di più di altra conoscenza.

    Buona continuazione a tutti.

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  2. Andrea, anch'io ho fatto una scelta, "ahimè" anche senza sperimentare, anche senza l'azione. Sento un enorme senso di distacco, è effettivamente un peso, un fardello per l'ego abituato a prendersi carico di tutto, ci SONO e non desidero altro...a volte penso che il primo inganno sia proprio la "ricerca"..non c'è alcun modo; per molto tempo mi sono adoperato trascinandomi sulle spalle un cadavere, cioè me stesso e mi sono accorto di essere un essere che internamente muore continuamente, cambia, evolve o involve, è sempre movimento, ma cavolo resto sempre aggrappato a una idea di me stesso, ad una fotografia( non so che l'ha scattata!)che non corrisponde alla mia molteplice espressione che va compresa e lasciata andare. Ho navigato in oceani di incomprensione, di fatiche inutili, di lavori, di prostituzione, ma in effetti, alla coscienza bastano poche e semplici cose, spesso senza apparente significato, per diventare Felicità.

    Enrico

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  3. Serio e accigliato... già... Non ricordo nemmeno un tuo sorriso :)
    Condivido tutto quello che hai scritto!
    Lo scopo delle parole è portare silenzio e tutti sti seminari, disquisizioni intellettuali, ecc, ecc... Non portano da nessuna parte!
    Penso che nè la conoscenza/saggezza nè la spiritualità devono mancare nella vita. Sono ciò che tengono gli occhi aperti... Hai ragione che ci vuole più pratica. Le parole non possono mostrare ma non aprire la porta. Comunque non si può passare da un estremo all'altro solo perchè l'ego ha creato una sovrastruttura anche nella spiritualità (anche se si interrompe la pratica prima o poi la mente la cerca...desiderio di libertà). Il problema non è l'ego. L'ego è solo un insieme di memorie e ricordi, uno strumento della coscienza. L'importante è essere consapevoli che l'ego è limitato e imperfetto. E per quanto bravo e intelligente si può diventare il risultato non è più felicità. hehehe
    L'importante è essere spirituali quel tanto che basta per far scattare lo stupore e la meraviglia che dissolvono l'ego ed espandono la consapevolezza della nostra ignoranza! Per questo anche un pecoraro sardo può essere meravigliosamente spirituale ed illuminato! E un brano heavy metal può stupire per come è stato meravigliosamente composto! Wooow, fantastico!
    Come lo spiegherebbe un bambino? Forse un bambino non lo spiegherebbe nemmeno... Rimarrebbe nello stupore e nella nella gioia della meraviglia!

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    1. Giusto!. E poi ho diretta esperienza di pecorari sardi illuminati che neanche sanno di esserlo, meraviglioso! Bel post grazie :)

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    2. Ottimo, condivido e vivo pienamente. Ora è solo il tempo di essere e vivere tutte le nostre aquisizioni spirituali nella pratica del quí ed ora quotidiano. Ho riscoperto il valore e la forza primigenia della Famiglia, degli amici ed in primis di me stessa... come amare se non amiamo abbastanza noi stessi? Solo nell'azione lo viviamo... e condividiamo... grazie a te per condividere ed aiutare a sentire riflettendo! :-)

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  4. Grazie della sincerità nuda e cruda con cui hai parlato di te. Sei stato, proprio per questo, illuminante... grazie anche per quello che hai fatto prima, ma da portatrice sana o consapevole di ego... a tutti i livelli, quindi anche spirituale, grazie dell'aria fresca che hai fatto entrare nei miei polmoni, fisici mentali e spirituali con questa dichiarazione. Un abbraccio e buon divertimento!

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  5. Le stesse conclusioni a cui sono arrivata una settimana fa. Quindi immagino che sia una tappa che rientra nel Cammino... Nutrirsi di saggezza, ricevere la sapienza, capire di aver toppato tutto e tornare nel mondo.
    Ps: Il pensiero positivo mi spaventa perché quale veleno trasformiamo in farmaco se "grazie" al pensiero positivo allontaniamo ogni minima forma di negatività>?

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  6. Che introspezione nuda e cruda. Condivido pienamente. È tempo di Essere.

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