04/07/12

Costruire la fede

Si dice che uno la fede ce l'abbia e basta. Si parla di avere fede come di un dono, un qualcosa di inscritto nel sistema operativo di alcuni uomini e che manca completamente ad altri. Io sono invece arrivato a credere che la fede non sia tanto un dono quanto il risultato di un lavoro su di sé. Sono partito come molti con un grande entusiasmo per la legge di attrazione con tutti i suoi risvolti anche favolistici, con tutte le sue promesse enfatiche. Si diceva ad esempio che 'puoi avere tutto quello che desideri' se solo lo metti a fuoco e lo desideri davvero. Si diceva che le cose arrivavano quando non c'erano dubbi di nessun genere a ostacolarne l'arrivo. Come molti mi eccitavo all'idea che la mia mente fosse così potente e quell'eccitazione mista a curiosità la chiamavo fede, una fede cieca, in un certo senso stupida perchè era tutta emozione, era tutta nell'astrale. Andavo in giro a evangelizzare la gente sulla LDA e su altre amenità pur non avendo avuto la minima prova che funzionassero davvero. Per diverso tempo mi sono gingillato con l'idea che tanto c'era la LDA che metteva tutto a posto. Poi è arrivato il momento di testare questa 'legge' che molti definivano addirittura universale. E sono iniziati i problemi. Si fa presto a dire 'devi desiderare con certezza, senza il minimo dubbio' oppure 'devi sentirti come se avessi già quello che desideri'. Si fa prestissimo a dirlo, a spiattellarlo e a scriverlo su facebook in mille e una citazione. Quando ho provato a farlo mi sono accorto che domare la mente - e ancora di più domare le emozioni - non era affatto semplice. Che i dubbi venivano già dopo una sola settimana di focalizzazione se non c'erano risultati. Pian piano sono passato dagli enfatici e miracolistici libri sulla legge di attrazione e affini a quelli dei padri del nuovo pensiero (William Walker Atkinson, Neville Goddard, Genevieve Behrend e così via) perchè il tarlo in me era che ci doveva comunque essere un modo diverso di vivere e che quelle leggi esistevano davvero. Pian piano ho scoperto che non era pensabile separare la LDA da un concetto di lavoro su di sé, da una pratica coerente, continua. Soprattutto capivo che ciò che impediva alle cose di funzionare era essenzialmente una serie di meccanismi inconsci, gli stessi che mi rendevano difficile visualizzare, sentirmi 'come se', gli stessi che mi mandavano su di giri leggendo un testo, ma poi non mi facevano fare nessun tipo di esercizio. Ho capito che il fatto che la coscienza crei una realtà di un certo tipo non era una cosa che avveniva solo quando facevo esercizi di visualizzazione, ma avveniva sempre, 24 ore su 24. In quelle 24 ore funzioniamo da proiettore e quello che mandavo là fuori era semplicemente quello che c'era al di sotto del livello della coscienza, in automatico, sempre. Quindi era chiaro che non potevo modificare la realtà se non modificavo quello che inconsciamente facevo in queste 24 ore e che pochi minuti di meditazione non sarebbero mai bastati a cambiare la mia realtà. Riscoprendo i testi originari in inglese (alcuni dei quali vengono finalmente tradotti in italiano), mi sono accorto di quanto più prudenti e profondi fossero gli insegnamenti da cui sono usciti i vari autori moderni e più in generale 'la cricca di The Secret'. Innanzitutto gli autori dell'epoca insistevano molto sul fatto di praticare questa legge come parte di una più grande e più mistica forma di unione con Dio e col tutto del quale facciamo parte. La LDA era appunto insegnata come forma di fede in una divinità e non come una forza da usare a piacere, a capriccio di un ego frustrato e viziato. Quasi tutti gli autori originari di questo filone evidenziavano infatti che l'atto di creare forme pensiero positive e la capacità di visualizzare fossero importanti certo, ma erano fondamentalmente solo una parte dell'opera. L'altra parte, ben più laboriosa e profonda, consisteva per loro nella costante auto-osservazione e nel costante negare, rifiutare e rilasciare i pensieri negativi e tutto ciò che allontanava dall'idea di 'unione', scaricando così tutta la serie di automatismi inconsci che sabotano puntualmente il lavoro di materializzazione. Molti alla fine sono addirittura arrivati a dire che l'essenziale è proprio questo negare potere ai pensieri negativi piuttosto che farne di potenti e positivi, il che mi trova essenzialmente d'accordo. Sono dell'idea quindi che la fede vada costruita e che per costruirla servano un metodo e una pratica costanti che fanno necessariamente parte di un percorso di crescita individuale. Vi consiglio quindi dei testi recenti che sono essenziali e preziosi per praticare e alcuni più teorici per chi voglia cimentarsi nell'allenare questa magnifica facoltà e che vanno molto oltre ciò che è stato il tormentone della legge di attrazione:

Henry Tomas Hanmblin: "Il miglior modo di pensare" Ed. Bis

Neville Goddard: "Libera il tuo potere interiore" Ed. Bis

Emmet Fox: "Metafisica originale" Editrice Italica.

e ovviamente tutta l'opera di Vadim Zeland e del Transurfing (di cui è appena uscito il volume Transurfing Vivo).

Buono studio. A.

3 commenti:

  1. Grazie Andrea per questi illuminanti post!

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  2. Sto leggendo Il miglior modo di pensare...grazie per il consiglio..davvero interessante. Ilaria

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