17/07/12

Compiti per le vacanze

Un mago errante non va mai in vacanza. In uno stato ideale di centratura non esiste qualcosa come il 'lavoro' e qualcosa come le 'vacanze'. Idealmente il mago porta con sé la sua centratura e la sua qualità di presenza ovunque egli si trovi ad essere e se fluisce con la vita sarà la vita stessa a indicargli dove stare, quando e quanto lavorare, quanto e come riposarsi. In uno stato ideale di centratura e di pace un mago errante non percepirebbe la differenza tra la normale vita di routine e la vacanza, almeno a livello interiore. Tuttavia mi rendo conto che questa visione può risultare troppo idealistica e mi rendo anche conto che l'estate, che è arrivata con tutta la sua carica di energia yang è uno di quei periodi nei quali chiunque faccia un lavoro su di sé può tendere a perdere la centratura molto facilmente. Sono davvero tanti i fattori di disturbo della propria quiete, dal caldo al decidere dove e come passare i giorni che probabilmente avremo disponibili per noi, ma, soprattutto, almeno per qualcuno, l'idea di doversi assolutamente rilassare, di dover staccare, di doversi divertire. Durante l'estate è particolarmente facile essere agganciati dalla forma pensiero collettiva che tende a trascinarci verso una idea forzata di vacanza che può però non essere quello che il nostro sé più vero vuole fare. Qualunque cosa decidiate o vi troviate a fare per questa estate, ecco quello che vi suggerirei a livello di pratica interiore. Innanzitutto non pensiate di dover fare qualcosa a tutti i costi. Il 'devo' fa parte di quella sottile forma di influenza psichica proveniente da ciò che il senso comune considera appunto come 'vacanze' e più in generale il 'devo' è un concetto che tende a soffocare la spontaneità, la creatività individuale. Il senso comune, quella forma pensiero collettiva costituita da una serie di regole che ereditiamo inconsciamente dalle persone che ci circondano, ci porterà molto probabilmente a stressarci nel tentativo di rilassarci o divertirci a tutti i costi, perché così si fa. Ci suggerirà che dobbiamo evadere, fare qualcosa per sfuggire all'antipatica routine della vita quotidiana, ci dirà che dobbiamo assolutamente goderci le nostre ferie spendendo soldi, risorse ed energia per inseguire un modello che potrebbe non appartenerci affatto. Ci porterà a ingegnarci per fare qualcosa di nuovo, di diverso, qualcosa che ci consenta di staccare la spina, secondo strade già tracciate da altri. Per quest'estate, almeno per qualche giorno, proviamo ad ascoltare quello che ci suggerisce la nostra voce interiore e proviamo a lasciarci trasportare dal flusso e dalle sincronicità. Magari quest'anno vogliamo davvero permetterci di non fare niente e dedicarci a scrivere quel libro o a iniziare quel progetto che da tanto rimandiamo. Magari vogliamo fare qualcosa di completamente diverso da ciò che credevamo di dover fare, magari vogliamo fare un viaggio solitario camminando fra boschi e vallate piuttosto che immergerci in acque esotiche, musica estiva e cocktails. Qualunque sia la nostra vera idea di vacanza per quest'estate diamoci retta, diamoci ascolto. Proviamo a seguire più l'intuizione che la ragione. Qualcuno potrebbe, per una volta, voler partire senza una mappa, senza un progetto specifico, senza una meta, il che potrebbe regalare grandi di sorprese se ci riusciamo a fidare e affidare. Inoltre mi piace pensare all'estate come a un periodo di semina. Durante le vacanze estive sono stato spesso esortato dalla mia voce interiore (o spirito guida o intuito che dir si voglia) a usare questo tempo per seminare nel terreno del subconscio pensieri potenti, pensieri di fede, pensieri di abbondanza e salute, approfittando del fatto di avere meno stress e più tempo libero. Seminare durante questo periodo può permettere di generare un flusso di eventi favorevoli che seguirà nei mesi successivi, specialmente se lo facciamo in situazioni di estremo relax. Durante le nostre vacanze allora proviamo a ricordarci di continuo che i pensieri sono forze reali, che siamo noi a generare la nostra realtà circostante e che qualunque situazione bella o brutta in cui ci imbattiamo siamo noi ad averla attratta. Proviamo a dedicare qualche minuto del nostro tempo a pensare pensieri potenti (come suggerito nello scorso articolo). L'estate può diventare un momento magico di riappropriazione delle proprie forze ed energie se vissuta in questa prospettiva. A volte non riusciamo a cambiare la nostra vita nonostante tutto quello che facciamo, leggiamo, studiamo e il motivo è che non mettiamo in pratica ciò che impariamo trovandoci sempre al punto di partenza, anche dopo anni di 'percorsi' di crescita. Questa estate allora proviamo a farci un regalo e cominciamo a sviluppare le nostre facoltà, dato che l'unico vero segreto del cambiamento e del successo è allenare la mente a fare cose delle quali finora non era capace, per mancanza di pratica e di disciplina. Se abbiamo fatto qualche seminario nel quale ci hanno insegnato delle tecniche, cominciamo a usarle, se già conosciamo qualcosa di nostro, mettiamolo in pratica. Principalmente approfittiamo di questo periodo di stacco per iniziare a cambiare pensieri ed emozioni e iniziare ad avere il controllo di quello che passa nella nostra stazioncina di trasmissione\ricezione chiamata mente. Ognuno di noi ha la possibilità di sviluppare il suo cervello destro con tutte le capacità che esso consente (intuizione, chiaroveggenza, creatività, guarigione, ecc), ma sono ancora troppo pochi a voler fare gli esercizi che questo richiede e a farli con costanza. Mentre è normale pensare di dedicare del tempo ad allenare il corpo per motivi di salute o estetici, non sembra altrettanto ovvio dedicare del tempo ad allenare la mente. Sembrerebbe quasi che siamo alla ricerca della bacchetta magica, ma questa, a mio parere, ancora non esiste. E forse la necessità di esercizio e applicazione sono anche conseguenza del nostro essere nella materia e, più in generale, lezioni che dobbiamo apprendere nella nostra incarnazione. Questo tempo estivo allora usiamolo per dare vita a nuovi pensieri, per avere nuove idee, per istituire una sorta di allenamento mentale e facciamolo per un tempo sufficientemente lungo affinché le forme pensiero che creiamo possano germogliare dentro di noi e darci un raccolto reale nelle stagioni successive.

04/07/12

Costruire la fede

Si dice che uno la fede ce l'abbia e basta. Si parla di avere fede come di un dono, un qualcosa di inscritto nel sistema operativo di alcuni uomini e che manca completamente ad altri. Io sono invece arrivato a credere che la fede non sia tanto un dono quanto il risultato di un lavoro su di sé. Sono partito come molti con un grande entusiasmo per la legge di attrazione con tutti i suoi risvolti anche favolistici, con tutte le sue promesse enfatiche. Si diceva ad esempio che 'puoi avere tutto quello che desideri' se solo lo metti a fuoco e lo desideri davvero. Si diceva che le cose arrivavano quando non c'erano dubbi di nessun genere a ostacolarne l'arrivo. Come molti mi eccitavo all'idea che la mia mente fosse così potente e quell'eccitazione mista a curiosità la chiamavo fede, una fede cieca, in un certo senso stupida perchè era tutta emozione, era tutta nell'astrale. Andavo in giro a evangelizzare la gente sulla LDA e su altre amenità pur non avendo avuto la minima prova che funzionassero davvero. Per diverso tempo mi sono gingillato con l'idea che tanto c'era la LDA che metteva tutto a posto. Poi è arrivato il momento di testare questa 'legge' che molti definivano addirittura universale. E sono iniziati i problemi. Si fa presto a dire 'devi desiderare con certezza, senza il minimo dubbio' oppure 'devi sentirti come se avessi già quello che desideri'. Si fa prestissimo a dirlo, a spiattellarlo e a scriverlo su facebook in mille e una citazione. Quando ho provato a farlo mi sono accorto che domare la mente - e ancora di più domare le emozioni - non era affatto semplice. Che i dubbi venivano già dopo una sola settimana di focalizzazione se non c'erano risultati. Pian piano sono passato dagli enfatici e miracolistici libri sulla legge di attrazione e affini a quelli dei padri del nuovo pensiero (William Walker Atkinson, Neville Goddard, Genevieve Behrend e così via) perchè il tarlo in me era che ci doveva comunque essere un modo diverso di vivere e che quelle leggi esistevano davvero. Pian piano ho scoperto che non era pensabile separare la LDA da un concetto di lavoro su di sé, da una pratica coerente, continua. Soprattutto capivo che ciò che impediva alle cose di funzionare era essenzialmente una serie di meccanismi inconsci, gli stessi che mi rendevano difficile visualizzare, sentirmi 'come se', gli stessi che mi mandavano su di giri leggendo un testo, ma poi non mi facevano fare nessun tipo di esercizio. Ho capito che il fatto che la coscienza crei una realtà di un certo tipo non era una cosa che avveniva solo quando facevo esercizi di visualizzazione, ma avveniva sempre, 24 ore su 24. In quelle 24 ore funzioniamo da proiettore e quello che mandavo là fuori era semplicemente quello che c'era al di sotto del livello della coscienza, in automatico, sempre. Quindi era chiaro che non potevo modificare la realtà se non modificavo quello che inconsciamente facevo in queste 24 ore e che pochi minuti di meditazione non sarebbero mai bastati a cambiare la mia realtà. Riscoprendo i testi originari in inglese (alcuni dei quali vengono finalmente tradotti in italiano), mi sono accorto di quanto più prudenti e profondi fossero gli insegnamenti da cui sono usciti i vari autori moderni e più in generale 'la cricca di The Secret'. Innanzitutto gli autori dell'epoca insistevano molto sul fatto di praticare questa legge come parte di una più grande e più mistica forma di unione con Dio e col tutto del quale facciamo parte. La LDA era appunto insegnata come forma di fede in una divinità e non come una forza da usare a piacere, a capriccio di un ego frustrato e viziato. Quasi tutti gli autori originari di questo filone evidenziavano infatti che l'atto di creare forme pensiero positive e la capacità di visualizzare fossero importanti certo, ma erano fondamentalmente solo una parte dell'opera. L'altra parte, ben più laboriosa e profonda, consisteva per loro nella costante auto-osservazione e nel costante negare, rifiutare e rilasciare i pensieri negativi e tutto ciò che allontanava dall'idea di 'unione', scaricando così tutta la serie di automatismi inconsci che sabotano puntualmente il lavoro di materializzazione. Molti alla fine sono addirittura arrivati a dire che l'essenziale è proprio questo negare potere ai pensieri negativi piuttosto che farne di potenti e positivi, il che mi trova essenzialmente d'accordo. Sono dell'idea quindi che la fede vada costruita e che per costruirla servano un metodo e una pratica costanti che fanno necessariamente parte di un percorso di crescita individuale. Vi consiglio quindi dei testi recenti che sono essenziali e preziosi per praticare e alcuni più teorici per chi voglia cimentarsi nell'allenare questa magnifica facoltà e che vanno molto oltre ciò che è stato il tormentone della legge di attrazione:

Henry Tomas Hanmblin: "Il miglior modo di pensare" Ed. Bis

Neville Goddard: "Libera il tuo potere interiore" Ed. Bis

Emmet Fox: "Metafisica originale" Editrice Italica.

e ovviamente tutta l'opera di Vadim Zeland e del Transurfing (di cui è appena uscito il volume Transurfing Vivo).

Buono studio. A.