26/02/12

Salvare gli 'altri' (?)

L'evoluzione non è obbligatoria. Dal punto di vista naturale, biologico, il percorso interiore non è affatto una delle opzioni previste. La spinta a una evoluzione interiore arriva solo in seguito a una maturazione individuale che può essere frutto delle più svariate condizioni e queste condizioni possono essere diametralmente opposte per ciascun individuo. Quando scopriamo qualche principio o qualche percorso che ci è stato utile, alcuni di noi hanno la tendenza a voler immediatamente cercare di diffondere questa conoscenza acquisita con l'intento di aiutare o peggio ancora (come ho sentito spesso ripetere ultimamente) di svegliare le coscienze che ancora dormono. Ne parliamo infevorati, cerchiamo di convincere quelli che ancora non 'credono', e generalmente accettiamo la convinzione che il nostro percorso possa essere somministrato a chiunque altro a cui teniamo con gli stessi risultati che ha avuto per noi. Questo atteggiamento genera diversi disastri da cui poi è difficile tirarsi fuori. In genere iniziamo a fare delle distinzioni tra coloro che sono sul percorso e coloro che non lo sono. Facciamo classificazioni arbitrarie sui gradi di sviluppo interiore e ci mettiamo fra i buoni, catalogando tra i cattivi tutti quelli che non sono della nostra stessa opinione. Purtroppo sono stato per tanto tempo in questa frequenza. Ho assaggiato personalmente il sapore dolce-amaro di sentirsi al di sopra di qualcuno e l'arroganza di credere di sapere qualcosa di più degli altri e dovergliela quindi insegnare. Questo approccio è figlio di alcune percezioni arbitrarie e molto pericolose delle quali un onesto ricercatore farebbe meglio a liberarsi, per vivere più sereno lui e non diventare antipatico al prossimo. La prima percezione da correggere secondo me è che esistano persone che vadano risvegliate. Essendo il risveglio o comunque l'evoluzione una esigenza personale e affatto surrogabile, non può essere venduta a chiunque indiscriminatamente. Non voglio dire che ci sono persone che 'non sono pronte' perchè ritengo che anche questo sia un'atto di presunzione imperdonabile (ed è una frase di cui molti si fregiano con tanto di scintillio negli occhi mentre la pronunciano). Il fatto di mettersi a cercare delle risposte nella spiritualità o in qualunque percorso di crescita è una scelta che si può fare solo dopo una serie di esperienze di vita in prima persona, ed è un qualcosa che viene richiesto a gran voce da tutta l'essenza della persona. Non può essere venduto. Non può essere preso a prestito. Un'altra percezione pericolosa è il credere che esistano percorsi o scelte di vita 'sbagliate'. Una persona a qualunque livello del proprio sviluppo è sempre nel posto giusto al momento giusto per come è configurata a livello subconscio e sta vivendo\imparando proprio ciò che ha più bisogno di imparare. Ho visto persone crescere molto più rapidamente vivendo rapporti fallimentari, abusi o esperienze di privazione di quante ne abbia viste crescere seguendo qualche percorso spirituale. La vita secondo me è il miglior maestro che esista, al momento, per ciascuno. Inoltre il credere che si debba mettere a posto qualcuno nasconde quella insidiosa trappola che consiste nel ritenere che esista un là fuori indipendente da ciò che abbiamo dentro. Se ciò a cui reagiamo degli altri rispecchia una parte di noi che non è guarita, è qui dentro che dobbiamo correggere qualcosa e il fuori seguirà secondo i suoi tempi e modi. Forse l'unica maniera in cui possiamo davvero aiutare quelli che sembrano essere là fuori è insegnare con l'esempio. Si può insegnare solo ciò che si è, e se lo si è non c'è bisogno di parlare. Quello che si fa, quello che si emana a livello sottile in ogni attimo della propria esistenza, attesta ciò in cui si crede e in ultima analisi insegna molto più di centinaia di migliaia di parole.

4 commenti:

  1. Uno dei principali ostacoli finchè, o mentre, crediamo di "sapere" o ne abbiamo disperato bisogno: la nostra presunta sapienza ci arrotola istantaneamente nella bandiera del proselitismo. Per insegnare quello di cui vorremmo leggere come certezze nell'assenso altrui. Brrr!! :)

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  2. Non potrei essere più d'accordo Andrea.
    Tanto che da tempo la intro delle nostre condivisioni come Josaya è:

    Non è necessario che tu cambi niente di te stesso, non devi diventare qualcuno di diverso da quello che sei, soprattutto non è necessario che tu impari nulla di più di quello che sai già. Devi soltanto imparare ad Amarti a tal punto da essere finalmente Te Stesso con tutto Te Stesso! Farai venire a galla tutto ciò che già sai nella misura in cui ti sarà più utile. Per questo ti consigliamo di conservare solo il meglio di ciò che leggerai qui, di buttare tutto ciò che non ti è affine e di non crederci senza verificare ciò che ti diciamo. Solo così troverai la tua Verità ed essa ti renderà sempre più libero!

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  4. Davvero ispirato, Andrea! Lo condivido davvero appieno..

    Però mi sale una vecchia leggenda su Buddha che raccontava Osho: "Un giorno Buddha, sentendosi inutile, di sua spontanea volontà, decise di morire e di salire in cielo. Appena arrivato gli chiesero sorpresi: ma che fai qui? Non è ancora il tuo momento! E lui: Beh, ma chi è sveglio, non ha bisogno certo di me, e chi dorme profondamente non mi sente affatto, quindi...
    Torna indietro! (fu la risposta) Tu sei giù per chi è nel dormiveglia! Magari si sveglia!"

    Un abbraccio

    :-)

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