05/10/11

Pono: l'efficacia è la misura della verità

Uno dei principii Huna è Pono che, riassunto alla maniera di Serge Kahili King, uno dei miei autori preferiti, suona circa così: "L'efficacia è la misura della verità". Questo per un mago errante in formazione è di primaria importanza, forse è il principio più importante di tutti. Eppure mi sembra che nel campo dell'invisibile e di certa letteratura spirituale sia quello meno seguito di tutti, e che ci si concentri più sul parlare che sul fare. Ma i maghi erranti vogliono cose che funzionino e che migliorino la propria vita. E ciò che funziona, funziona non perchè qualcun altro l'ha detto, ma perchè ne è stato testato personalmente il risultato, altrimenti diventa solo una fede cieca. Sento già qualcuno lá fuori affermare: "Hai sempre detto di avere fede, nonostante quello che la realtà sembra mostrare, perchè cambiando la coscienza il mondo cambierà...". Senz'altro sì, l'ho detto, lo credo e lo continuo a sperimentare, e sono convinto che anche una terapia fatta male o una tecnica assolutamente priva di potere può dare risultati e\o guarire qualora il subconscio di chi la riceve le dia il potere di farlo (fede). Tuttavia credo anche che un minimo di razionalità non faccia male in un mondo (quello della 'nuova' spiritualità) dove si sente tutto e il contrario di tutto. A questo punto chiunque può dire o scrivere qualunque cosa su qualunque argomento, perchè l'invisibile è - appunto - invisibile e non c'è modo di verificare, se non mettendoli alla prova, gli insegnamenti che si ricevono. Chiunque sta scrivendo libri, aforismi, blog o interi siti su argomenti che partono dall'esoterismo e arrivano alle invasioni aliene passando per una ricca dose di amore cosmico. Sarebbe anche un buon segnale, eppure trovo che molti libri e messaggi spirituali che circolano in questo momento siano quella che io chiamo "spiritualità consolatoria", ossia la voce di qualcuno che sta cercando di convincere sé stesso di qualcosa e condivide con il mondo fuori nel tentativo di convincere anche gli altri. Sono pochi quelli che stanno scrivendo da una base di conoscenza vissuta. E' però ora di iniziare pensare con la NOSTRA testa e non con quella di insegnanti e autori (per quanto accreditati), e di imparare a essere svegli e a mettere in pratica quello che ci viene insegnato cercando delle 'prove', cercandole da noi stessi. L'autorità a qualunque livello (anche libresca, perchè diamo molto potere ai nostri cari libri) si basa sul bisogno di approvazione, ma noi dovremmo fare lo sforzo di diventare bravi a mettere in pratica prima di dar retta a qualche frase che viene spacciata per principio spirituale. Per esempio, come facciamo a dire che la legge di attrazione è una legge universale? Per caso conosciamo tutto l'universo? Come si fa a dire che c'è un risveglio planetario? Conosciamo tutto il pianeta? Che senso ha parlare di grandi sistemi, di griglie planetarie, di federazioni galattiche e di fratelli di luce? Questo a mio parere non fa che fuorviare e ritardare l'apprendimento. Sono tutte cose che possono esistere e non esistere ma sulle quali non possiamo far niente. Quello che possiamo fare invece è guardare il nostro microcosmo, i rapporti che abbiamo, le persone con le quali lavoriamo giornalmente, gli esseri umani con i quali è più difficile stare, ad esempio, e partire da lì per fare degli esperimenti. Per esempio, si legge dappertutto che bisogna amare i propri nemici e che abbastanza amore può risolvere ogni problema, giusto? Quante volte lo abbiamo letto e scritto sul nostro facebook? Ma lo stiamo facendo!? Anche io spesso e volentieri mi sono trovato a sciorinare motti e lezioncine fondati su insegnamenti che non avevo vissuto fino in fondo, è umano, risponde al principio secondo il quale insegnamo ciò che abbiamo più bisogno di imparare (Richard Bach) e quindi chi ci insegna è incasinato come noi, per quanto cerchi di darsi un tono da guru. In questo momento però più che mai c'è bisogno di sperimentare e mettere in pratica. E sperimentare seriamente richiede un calarsi completamente nell'esperimento e richiede un tempo sufficientemente lungo affinchè l'esperimento possa iniziare a dare i suoi risultati. Dobbiamo diventare alchimisti. Ma non abbiamo pazienza. Abbiamo fretta, vogliamo risultati. Ma alcuni risultati potrebbero arrivare dopo 10\15 anni di lavoro su di noi, quindi non dobbiamo avere fretta. Una cosa molto intelligente che mi hanno detto i miei (spiriti guida) è stata questa: "la genialità non passa mai per le citazioni". Intendendo dire che per usare la mente in modo differente bisogna fare proprie le conoscenze spirituali, interiorizzarle, rielaborarle e applicarle alla propria vita, non prenderle semplicemente in prestito da altri per parlarne con gli amici. Solo così possiamo capire se e cosa funziona davvero e poi, casomai, parlarne con cognizione. L'era dell'autorità esterna, dei guru, dei maestri e dei discepoli a mio parere è bella che finita e a questo punto siamo in una condizione energetica che ci peremette di trovare da soli le risposte a ogni domanda o, come dice Hew Len, "solo la tua divinità interiore sa cosa è meglio per te". Perciò, semplicemente, pensiamo con la nostra testa.
A.


Blessings.

3 commenti:

  1. Ciao. Ho trovato il sito per caso. Grazie per ciò che scrivi e per come lo scrivi.
    Paolo.

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  2. Grazie Andrea condivido pienamente!La teoria è facile da apprendere, ma è metterla in pratica che fa la differenza!!

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  3. Grazie Andrea per le tue parole mai sviolinate ma sempre umili e decise ...un abbraccio

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