25/10/11

Il cambiamento e il bisogno di sicurezza

La vita è un sistema di biofeedback e, come tale, ti manda costantemente segnali e indicazioni su dove ti trovi e su dove stai andando. Per coglierli devi diventare uno sciamano e iniziare a vedere la realtà a livello simbolico in ogni istante e in ogni evento. Qualunque cosa accada nella tua vita porta in sé una informazione preziosa su quello che il tuo subconscio sta proiettando lì fuori, quindi per un Mago Errante in formazione è essenziale apprendere l'arte dell'osservazione e dell'ascolto silenziosi. Infatti non è possibile osservare né ascoltare profondamente con una mente piena di pensieri e opinioni. Non è possibile abbracciare l'essenza della vita senza rinunciare a credere di sapere qualche cosa. La crisi (lì fuori) fa parte della disintegrazione di vecchie tradizioni di pensiero e schemi che non hanno più ragione di esistere e ci sta dicendo a livello simbolico di lasciar andare tutto ciò che sappiamo sulla realtà. Questo è chiaro a molti di noi, tuttavia una gran parte dell'umanità è ancora aggrappata a quello che sa sulla realtà. Coloro che sanno (o credono di sapere) fanno e faranno più o meno sempre le stesse cose in virtù del fatto che uno dei tre veleni, il bisogno di sicurezza, li tiene prigionieri dell'illusione della conoscenza, che come un angusto ripostiglio limita l'essere il quale non è così più capace di esprimersi, gioire, giocare, cambiare. Il bisogno di sicurezza è il secondo dei tre veleni che disintegra la vita degli umani (gli altri due sono il bisogno di approvazione, di cui già abbiamo detto, e il bisogno di controllo, di cui diremo) ed è uno dei principali responsabili del nostro non cambiare e non ascoltare la vita in maniera profonda. L'esistenza infatti è molto spesso imprevedibile e chi ha imparato a cogliere i segnali può facilmente accorgersi di quando qualcosa sta iniziando o finendo o di cosa significhi davvero un determinato evento. Il bisogno di sicurezza distrugge e limita tutto ciò che è novità, freschezza, gioia, riducendolo in pezzi e rinchiudendolo dietro sbarre fatte di doveri e principii (anche spirituali) e soprattutto impedisce di 'vedere' la realtà. A quanto pare, come evidenzia anche Igor Sibaldi, in questa epoca quelli che sono disposti a rinuciare al bisogno di sicurezza (come anche agli altri bisogni) e, aggiungo io, quelli che sono disposti a non credere alla tragedia, al senso comune e alla giusta indignazione per i fatti di cronaca, hanno accesso a un database di possibilità finora accessibili solo a pochi. Più critico è il momento storico\politico, maggiori sono le possibilità di risolvere problemi accedendo alla sfera invisibile dell'esistenza poichè, come dissero i miei maestri anni fa, all'inizio della nostra amicizia, 'solo chi è disperato e rinuncia a qualunque altra soluzione può ricevere aiuto dall'invisibile'. Mi viene quasi da pensare che la crisi collettiva in cui sembra ci si trovi sia in realtà un gigantesco tentativo di portarci alla rinuncia del controllo e della sicurezza per guidarci al di là delle limitazioni umane, ma forse è un punto di vista un po' arrogante e non sono comunque sicuro si tratti solo di questo. Tuttavia vedo molti abbracciare il cambiamento, lasciar andare la paura e le sicurezze e farcela. E inevitabilmente quelli che lo hanno fatto si sono trovati a contatto con un universo parallelo fatto di segnali, coincidenze e soluzioni inaspettate. Lo stesso è ed è stato per me. Quando nei momenti di crisi ho gettato la spugna e ho rinunciato alla sicurezza sono scivolato in un'altra realtà quasi senza accorgermene e senza sforzo da parte mia. Rinunciare al bisogno di sicurezza può essere per molti il peggiore dei loro incubi e non posso affatto biasimare chi non riesce a farlo, magari ipnotizzato dalla minaccia di una vita senza lavoro dipendente o terrorizzato dalla fine di una relazione tossica ma comunque 'sicura' perchè conosciuta. In fondo anche io sono stato e a volte sono ancora come loro. E a tutti i fricchettoni, new ager, figli della pace e del 'siamo amore' che puntanto il dito contro quelli che non si sono ancora evoluti e che sono ancora attaccati alle vecchie strutture sociali, io consiglierei di fare silenzio per un po' e provare e smettere di giudicare, perchè se molta gente non si è liberata da queste cose è anche perchè noi stessi che ci professiamo evoluti non abbiamo fatto abbastanza pulizia dentro di noi (tutto infatti è uno specchio della nostra coscienza). Ognuno ha la sua storia e ognuno è differente e procede con i propri tempi sul sentiero evolutivo. A tutti però consiglio di cominciare a non preoccuparsi dei cambiamenti per quanto disastrosi possano sembrare all'inizio e di immergersi con fiducia nel flusso dell'esistenza provando a cercare le soluzioni non solo nel visibile e nel conosciuto, ma anche in ciò che ancora non si vede. A tutti consiglio di iniziare a rinunciare al bisogno di sicurezza.

16/10/11

Pea Horsley e gli 'altri' maestri

Io non seguo questo genere di seminari. All'inizio, quando mi fu chiesto di partecipare a 'Comunicare con gli animali' di Pea Horsley, in veste di traduttore, avevo le mie belle resistenze. Innanzitutto non conoscevo il lavoro di Pea né sapevo nulla della comunicazione telepatica con gli animali, o meglio, conoscevo in via teorica il funzionamento di questa tecnica per averne letto in altre circostanze, ma non avevo mai partecipato a un workshop sull'argomento (e sinceramente non credevo potesse interessarmi). Lo scetticismo era relativo anche alla possibilità di trovarmi in un gruppo di persone un po' new age intente a parlare di cose astratte senza nessuna utilità pratica (e io sono fissato con l'utilità pratica dei seminari). Tuttavia sono felice di essermi ricreduto. Mi sono infatti trovato dinnanzi ad un seminario di sviluppo psichico estremamente ben strutturato e pieno di esercizi efficaci, privo di sovrastrutture, paroloni o tempi morti. Pea è una persona assolutamente pulita e umile (il che al giorno d'oggi è francamente una cosa rara in questo ambiente) oltre che una insegnante incredibilmente dotata a livello psichico, e mi sono trovato di fronte a qualcuno che non dà spettacolo delle sue capacità ma che anzi non fa che dirti che tutti ne sono in grado e che chiunque può imparare. Sono stato felice inoltre di aver avuto la possibilità di acquisire una grande quantità di informazioni nuove e di poter affinare le mie conoscenze nel campo dei poteri psichici. Avevo imparato un po' la telepatia (da Laura Day) e a leggere l'energia delle persone (da Martin Broffman) in particolare nelle sessioni con i clienti e sapevo a livello teorico (studiando Huna) che questo poteva essere esteso a tutto ciò che esiste, compresi quindi gli animali. Ma vederlo fare (soprattutto ai partecipanti del corso che provavano per la prima volta) dal vivo è stato per me sorprendente ed ho definitivamente capito che gli 'spiriti guida' (materia a me molto cara), non sono solo ciò che pensavo. Gli animali sono infatti spiriti altamente evoluti. La quantità di informazioni verificabili e profonde che si possono ricavare da una comunicazione con gli animali è stata per me sorprendente. Pea li chiama i 'maestri' o gli 'insegnanti' e dopotutto non posso darle torto. I nostri animali sono in effetti il più delle volte qui per 'noi' e stanno aiutando e armonizzando la nostra energia, le nostre vite e le nostre relazioni in maniera molto più profonda di quanto saremmo disposti a credere. Per molti sembrerà fantascienza. Ma per chi ha un minimo di conoscenza in campo psichico il fatto è abbastabza normale: gli animali conoscono gli umani, il mondo che li circonda e probabilmente tutto l'universo molto meglio degli umani stessi e i motivi di ciò sono semplici. Sono connessi. Sono sempre nel presente. Sono centrati nell'amore. Il fatto che si possa dialogare con loro e il fatto che un cane, un gatto, un coniglio o un criceto possano diventare maestri, soci d'affari, counselor e che questo avvenga telepaticamente mi ha fatto fare un certo balzo in avanti nella comprensione della connessione col tutto dell'essere umano, ma mi ha fatto anche vedere quanto poco ne sappia l'uomo della vita in generale. La bellezza di questo seminario è stata tutta nella semplicità con la quale Pea ha insegnato materie importanti come la visione a distanza (per recuperare animali scomparsi) la percezione dell'energia e la comunicazione empatica o il contatto con l'animale guida, e l'ho trovata molto più efficace rispetto a insegnanti e corsi più blasonati. Pea è stata capace di traghettare un gruppo di persone diversissime fra loro dalla riva dell'emisfero sinistro - eccesso di analisi, paura e razionalità - alla riva dell'emisfero destro, fatta di intuitività ed empatia, nell'arco di due giornate intense e, devo ammettere, abbastanza emozionanti. E' riuscita a insegnare con poche sempici parole l'arte della connessione col tutto e a farne sperimentare a tutti la realtà tangibile senza mai andare a parare sul mistico o sul fantastico, e questo per me è stato più che un regalo che l'universo ha voluto farmi. Grazie.

05/10/11

Pono: l'efficacia è la misura della verità

Uno dei principii Huna è Pono che, riassunto alla maniera di Serge Kahili King, uno dei miei autori preferiti, suona circa così: "L'efficacia è la misura della verità". Questo per un mago errante in formazione è di primaria importanza, forse è il principio più importante di tutti. Eppure mi sembra che nel campo dell'invisibile e di certa letteratura spirituale sia quello meno seguito di tutti, e che ci si concentri più sul parlare che sul fare. Ma i maghi erranti vogliono cose che funzionino e che migliorino la propria vita. E ciò che funziona, funziona non perchè qualcun altro l'ha detto, ma perchè ne è stato testato personalmente il risultato, altrimenti diventa solo una fede cieca. Sento già qualcuno lá fuori affermare: "Hai sempre detto di avere fede, nonostante quello che la realtà sembra mostrare, perchè cambiando la coscienza il mondo cambierà...". Senz'altro sì, l'ho detto, lo credo e lo continuo a sperimentare, e sono convinto che anche una terapia fatta male o una tecnica assolutamente priva di potere può dare risultati e\o guarire qualora il subconscio di chi la riceve le dia il potere di farlo (fede). Tuttavia credo anche che un minimo di razionalità non faccia male in un mondo (quello della 'nuova' spiritualità) dove si sente tutto e il contrario di tutto. A questo punto chiunque può dire o scrivere qualunque cosa su qualunque argomento, perchè l'invisibile è - appunto - invisibile e non c'è modo di verificare, se non mettendoli alla prova, gli insegnamenti che si ricevono. Chiunque sta scrivendo libri, aforismi, blog o interi siti su argomenti che partono dall'esoterismo e arrivano alle invasioni aliene passando per una ricca dose di amore cosmico. Sarebbe anche un buon segnale, eppure trovo che molti libri e messaggi spirituali che circolano in questo momento siano quella che io chiamo "spiritualità consolatoria", ossia la voce di qualcuno che sta cercando di convincere sé stesso di qualcosa e condivide con il mondo fuori nel tentativo di convincere anche gli altri. Sono pochi quelli che stanno scrivendo da una base di conoscenza vissuta. E' però ora di iniziare pensare con la NOSTRA testa e non con quella di insegnanti e autori (per quanto accreditati), e di imparare a essere svegli e a mettere in pratica quello che ci viene insegnato cercando delle 'prove', cercandole da noi stessi. L'autorità a qualunque livello (anche libresca, perchè diamo molto potere ai nostri cari libri) si basa sul bisogno di approvazione, ma noi dovremmo fare lo sforzo di diventare bravi a mettere in pratica prima di dar retta a qualche frase che viene spacciata per principio spirituale. Per esempio, come facciamo a dire che la legge di attrazione è una legge universale? Per caso conosciamo tutto l'universo? Come si fa a dire che c'è un risveglio planetario? Conosciamo tutto il pianeta? Che senso ha parlare di grandi sistemi, di griglie planetarie, di federazioni galattiche e di fratelli di luce? Questo a mio parere non fa che fuorviare e ritardare l'apprendimento. Sono tutte cose che possono esistere e non esistere ma sulle quali non possiamo far niente. Quello che possiamo fare invece è guardare il nostro microcosmo, i rapporti che abbiamo, le persone con le quali lavoriamo giornalmente, gli esseri umani con i quali è più difficile stare, ad esempio, e partire da lì per fare degli esperimenti. Per esempio, si legge dappertutto che bisogna amare i propri nemici e che abbastanza amore può risolvere ogni problema, giusto? Quante volte lo abbiamo letto e scritto sul nostro facebook? Ma lo stiamo facendo!? Anche io spesso e volentieri mi sono trovato a sciorinare motti e lezioncine fondati su insegnamenti che non avevo vissuto fino in fondo, è umano, risponde al principio secondo il quale insegnamo ciò che abbiamo più bisogno di imparare (Richard Bach) e quindi chi ci insegna è incasinato come noi, per quanto cerchi di darsi un tono da guru. In questo momento però più che mai c'è bisogno di sperimentare e mettere in pratica. E sperimentare seriamente richiede un calarsi completamente nell'esperimento e richiede un tempo sufficientemente lungo affinchè l'esperimento possa iniziare a dare i suoi risultati. Dobbiamo diventare alchimisti. Ma non abbiamo pazienza. Abbiamo fretta, vogliamo risultati. Ma alcuni risultati potrebbero arrivare dopo 10\15 anni di lavoro su di noi, quindi non dobbiamo avere fretta. Una cosa molto intelligente che mi hanno detto i miei (spiriti guida) è stata questa: "la genialità non passa mai per le citazioni". Intendendo dire che per usare la mente in modo differente bisogna fare proprie le conoscenze spirituali, interiorizzarle, rielaborarle e applicarle alla propria vita, non prenderle semplicemente in prestito da altri per parlarne con gli amici. Solo così possiamo capire se e cosa funziona davvero e poi, casomai, parlarne con cognizione. L'era dell'autorità esterna, dei guru, dei maestri e dei discepoli a mio parere è bella che finita e a questo punto siamo in una condizione energetica che ci peremette di trovare da soli le risposte a ogni domanda o, come dice Hew Len, "solo la tua divinità interiore sa cosa è meglio per te". Perciò, semplicemente, pensiamo con la nostra testa.
A.


Blessings.