14/09/11

Self Identity Through Ho'oponopono (Riccione 10-11 / 9 / 2011)

Premessa: io amo l'identità del sé di Ho'oponopono.

"Se hai già fatto il corso di Ho'oponopono perchè lo rifai?" mi sono sentito chiedere da più di una persona. E, pur non essendo l'unico ripetente presente tra le oltre seicento persone al palacongressi di Riccione, non mi veniva nessuna risposta plausibile. Sapevo solo che volevo esserci, per la seconda volta. E così mi sono imbarcato di nuovo in questo viaggio iniziatico alla volta dell'identità del sè. Ispirazione? Forse... Purtroppo il mio viaggio è stato devastato dai postumi di una specie di influenza che mi ha stremato, con dolori che non avevo mai provato prima, ma con la quale alla fine sono sceso a patti: anche lei era un'altra memoria da pulire e come tale l'ho trattata, seppur non senza difficoltà. La seconda volta è stata per me nettamente più forte, profonda e istruttiva della prima. Mentalmente ricordavo tutto eppure era come se non sapessi nulla davvero in profondità, soprattutto quando mi trovavo davanti a Hew Len e alla sua dedizione totale all'applicazione del metodo, che è molto di più che quattro frasette ripetute a memoria. Nulla viene lasciato alla mente razionale, non una domanda di troppo, non un commento superfluo e anche quando le persone si sono innervosite perchè il microfono dei partecipanti che facevano domande era basso di volume, sono state invitate a pulire dentro sé stessi e a non arrabbiarsi, perchè ogni evento della nostra vita è un prodotto delle nostre memorie.
Molti credono che Ho'oponopono sia solo un mantra e credono che Zero Limits spieghi gran parte del discorso. Qualcuno continua a criticare Hew Len per il prezzo eccessivo del seminario e per il fatto che non vedono l'utilità di una tale spesa. Forse il nuovo libro di Mabel Katz ha aiutato un po' di più a comprendere cosa davvero sia Ho'oponopono. Eppure io continuo a credere che immergersi completamente in due giorni dove si parla, si vive e si ragiona solo in termini di 'pulizia' e di identità del sé, sia tutto un altro paio di maniche e che imparare a fare Ho'oponopono non abbia prezzo. Stare due giorni con Hew Len può essere una esperienza al contempo molto bella e molto frustrante. In molti altri insegnamenti la non-dualità o l'essere al 100% responsabile sono solo insegnati e spiegati attraverso richiami a testi sacri o con metafore, mentre in questa disciplina si viene quasi costretti (anche se gentilmente) dal dottor Len a iniziare a vivere questo stato in ogni pensiero, parola e azione e a non ingannarci pensando che ci sia qualcosa di separato da 'noi'. A molte domande viene risposto seccamente con un 'pulisci e lascia che sia la divinità a rispondere', per far uscire il partecipante dai mentalismi e dal ragionamento, e questo può alla lunga portare qualcuno a irritarsi. La parte simbolico\sciamanica attraverso l'uso di strumenti e procedure viene quasi lasciata in secondo piano rispetto al fatto centrale che dobbiamo ricordarci continuamente che siamo noi la causa dei nostri problemi e che siamo noi la nostra unica soluzione e che la soluzione è amare i nostri problemi e lasciare che la divinità in noi faccia il lavoro di pulizia. Ho'oponopono è questo. Fare continuamente mente locale sul fatto che tu stai creando quello che vivi ma anche sul fatto che purtroppo (o per fortuna direi io) non sai esattamente cosa sia in te che lo sta creando. Hai in te quelli che Hew Len chiama gli errori segreti perchè nascosti al vaglio della mente cosciente. Perciò è sempre inutile cercare di capire, è sempre inutile cercare cause o colpevoli ed è sempre inutile pensare che qualcosa di 'esterno' stia facendo qualcosa a noi.
Ho'oponopono è un antidoto allo strapotere dell'intelletto che crede di sapere, di potere. E' un balsamo contro la corrosiva tendenza di cercare di mettere a posto gli altri e credere di poter 'guarire' qualcuno o qualche situazione. Solo la divinità guarisce. Per questo il seminario può non essere adatto a tutti, perchè non lascia spazio a niente che non sia il puro processo di pulizia.
Dal canto mio sono felice di aver rinnovato il mio impegno verso questa meravigliosa disciplina che non è un mantra ma un modo di vivere. :)
Peace of 'I'

7 commenti:

  1. Condivido completamente! Ho-oponopono non è un mantra, è un atteggiamento mentale ... uno stile di vita... un modo di essere!

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  2. Secondo te il libro di Mabel Katz può essere utile o è solo una ripetizione di Zero Limits? Sono indecisa se comprarlo o no...
    In "through" hai saltato una h... ;-)

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  3. bellissima descrizione del seminario, Andrea. Grazie

    POI

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  4. CIAO ANDREA SONO YVANA DELL PIEMONTE QUELLA CHE ESTAVA AL SOLE SUL ESCALINO A FUMARE,TE RICORDI DI ME?SUDAMERICANA DELL URUGUAY QUELLA CHE FA IL CORSO DI MAETRI INVISIBILE....
    BENE TI SCRIVO PERCHE CIO CHE HAI DETTO MI E PIACIUTO MOLTO,PAROLLE SEMPLICE E DI CUORE,E VERO TANTI NON POSSONO CAPIRE RAPORTO DENARO E ENERGIA,IO HO SENTITO IL DOTTOR 15 GIORNI PRIMA DELL INCONTRO ETERICAMENTE,E QUESTO E CAMBIATO UNA PARTE DELLA MIA VITA,HO CHIUSO UNA ATIVITA COMERCIALE CHE ANDAVA BENE,ECONOMICAMENTE,MA NON MI RIEMPIVA IL CUORE FORZE , PER UN GRANDE CAMBIAMENTO ....TI RINGRAZIO INFINITAMENTE E TI AUGURO TANTO AMORE E FELICITA E SERENITA,TI AMO.IL MIO EMAIL E ivanamamain@hotmail.com

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  5. Emanuela.. difficile risponderti Mabel Katz spiega meglio alcune cose , non e' un libro essenziale ma non è neanche da buttare via...fai quello che ti senti :)

    x YVANA: CIAO!! ;) Certo che mi ricordo. Come stai? Un abbraccio.

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