24/10/10

L'arte di saper sbagliare

... capita che certi eventi ti arrivino addosso inaspettati, facendoti più male di quello che avresti pensato e capita che siano simili o uguali a cose successe tanti anni prima su cui pensavi di aver già lavorato e che pensavi di aver risolto... Capita che stai interi giorni a pensare a cosa hai sbagliato e come potevi evitare che succedesse e a provare ogni genere di brutte sensazioni, di rabbie, di paure, di delusioni e sconforti. Capita soprattutto quando ti senti 'arrivato' a una certa vetta di pace o realizzazione quasi come se qualcuno cercasse di buttarti giù da un cocuzzolo di sicurezza autocostruita. Qualcuno che amavi ti lascia, vieni licenziato da un certo lavoro, ti diagnosticano la tale malattia, e la tua vita cambia completamente colore nel giro di qualche ora. Ecco che improvvisamente l'angoscia, la rabbia e la paura del fallimento (più o meno illusorie) ti aprono gli occhi a cose che prima non volevi vedere o ti sforzavi di far finta che fossero differenti. E' così che facciamo. Ci raccontiamo un mucchio di (sorry) cazzate sulla vita, gli eventi, gli 'amici', ma la realtà è che ci guardiamo e ci conosciamo davvero poco e quando succedono certi casini spesso e volentieri (e nel mio caso direi sempre) la vita ci sta dicendo qualcosa che non stavamo sentendo. Cos'è che non stavi sentendo poco prima che qualcuno ti trattasse 'ingiustamente'? Magari eri tu che stavi giudicando male quella persona dentro di te da mesi, anni, e facevi finta che andava tutto bene. Magari prima di essere cacciato via da quel posto di lavoro o da quel gruppo di amici non ti stavi accorgendo che quella situazione non andava più bene per te e non c'era più energia già da un bel po'; magari sommessamente non facevi che maledire quella situazione... ma tu e il tuo senso dell'io stavate lì a dirvi che ne avevate bisogno che quelle cose erano 'te'. Magari volevi cambiare quella persona o quella situazione e non sapevi come fare. E allora ecco che la vita per permetterti di farla finita con le bugie (sorry... le cazzate) ha pensato bene di crearti la situazione per uscirne o per vedere riflessa nella cattiveria dell'altro la stessa cattiveria che tu avevi nei suoi confronti. E' uno specchio. E tu che fai? Ti incazzi? Ti deprimi? Stai male? Se è così è perchè non stai capendo la lezione che c'è dietro l'evento e perchè probabilmente non stai facendo spazio al nuovo che deve arrivare. Inutile affannarsi. Inutile piangere e dare la colpa a qualcosa di esterno da te. Inutile meditare vendetta. Se sei un Mago Errante è chiaro che non dai più la colpa fuori anche se quello che succede può farti un male cane e anche se ti sembra di essere stato vittima di qualche ingiustizia. Ma non esiste ingiustizia che io sappia. E se qualcuno ti sta giudicando male o ti sembra di non essere capito\accettato\amato è perchè tu stai facendo questo a te stesso o a qualcun altro, ed è ora che evolvi e fai caso al fatto che è tutto sempre e unicamente una tua responsabilità.

11/10/10

Io?... Io chi? (Da una conversazione con i miei)

Quando si accompagnano altri nei primi contatti con gli spiriti guida, viene spesso posto l'interrogativo se non potremmo essere noi che stiamo inventando tutto. Ci sono sempre persone che hanno paura di sentirsi stupide e inventare e per questo non riescono a lasciare che il contatto si verifichi e la mano riporti sulla carta le conversazioni. Di fronte a queste domande provo a spiegare che siamo sempre noi in effetti che stiamo inventando, creando e usando l'immaginazione per contattare le parti più alte della nostra coscienza, attraverso le quali gli spiriti guida possono comunicare con noi e darci non soltanto messaggi generali sulla nostra vita, ma veri e propri insegnamenti tecnici. Quando accade che parlando con i miei (come spiritiosamente Igor chiama gli spiriti guida) loro mi rivelano qualche conoscenza che non avevo e che poi si rivela giusta nella realtà, rimango sempre molto colpito e, dato che la frequenza di questi eventi aumenta sempre più e la precisione diviene sempre maggiore, ho deciso di chiedere delle delucidazioni a loro e questo è quello che ne è uscito:

(IO) "Ma quindi sapete tutto tutto?"
(Loro) "Si e no. In teoria sapremmo tutto se tu ti lasciassi essere un po' di più ma solo di recente ti stai lasciando essere, mentre prima eri piuttosto limitato"
(IO) "Cioè?"
(Loro) "Voi umani fate tutti la stessa cosa. Vi costruite una stretta stanzina con le vostre tantissime cose importanti (quasi tutte provenienti dal passato) e cercate di vivere lì dentro, con tutte quelle cose inutili, mentre provate a sentirvi a vostro agio. Così facedo nella stanzina non potrà mai entrrare qualcosa di più grande della stanzina stessa. I vostri IO sono così. Ma usciti dalla stanzina c'è un IO molto più vasto, diremmo sconfinato, che voi vi rifiutate di vedere".
(IO)" E io sono così?"
(Loro) "Certamente! Quante certezze hai difeso finora? Sono quelle certezze che ti hanno impedito di ricevere le informazioni che ora ricevi da noi. Vedi, non siamo noi che siamo capaci o alti, come tu dici a qualcuno per impressionare. Sei solo e sempre tu che decidi di essere più o meno di ciò che sei ora. E noi ci adattiamo di conseguenza, devi considerare anche che non possiamo dirti nulla che tu non possa credere o non voglia sentirti dire"
(IO) " Ma quindi se voi vi adattate a come sono io come avete fatto a predire il futuro o a darmi i nomi delle persone che avrei incontrato? Come fate a darmi conferme nella realtà se io quella realtà non la conosco?"
(Loro) "Te lo abbiamo già detto varie volte... ma tu sei un po' lento ad apprendere. Tutte queste cose al di fuori della tua stanzina le sai già. L'onniscienza di cui parla il tuo amico (Lester Levenson) e il modo in cui ne parla ci sembrano molto appropriati. Tu sai già. Voi tutti sapete già tutto perchè al di fuori della stanzina vi estendete per tutto l'universo e non avete spazio ne tempo. Tuttavia avete sempre paura di perdere le vostre tante cosine a cui siete affezionati e anche la stanzina in cui abitate di solito è per voi un conforto notevole e quindi non ne uscite se non per qualche grosso problema o perchè qualcun altro a un seminario vi fa sentire abbastanza sicuri."
(IO)"Si mi è chiaro. Le cose nella stanzina cosa sono?"
(Loro) "Tu le chiami rozzamente le forme-pensiero nel subconscio o le memorie. Qualcun altro lo chiama inconscio. Fatto sta che è un bagaglio di cui non avete alcuna necessità e che se decidete può essere alleggerito, ripulito... e perchè non lo fate?"
(IO)"Perchè?"
(Loro) "Perchè il vostro IO sente che morirà se si libera di tutte queste cose. Se smettete ad esempio di credere che avete bisogno di tre pasti al giorno (di cui non avete bisogno) e che potete vivere di sola acqua e luce solare, la prima cosa ad acuirsi sarà il senso di fame e il pensiero di cosa penseranno gli altri vedendo che non mangiate più. Questo ammasso di abitudini che voi chiamate IO guardandovi allo specchio è una bestia che tenta di non morire e per questo voi vorreste tenervelo stretto. Ma anche questo desiderio è opera di questa specie di mostro. Quasi tutti i desideri che credi di avere sono opera sua e tu ti guardi allo specchio e dici 'sono io...'. Ma non sei tu... capisci?"
(IO sconsolatamente...) "...sì..."
(Loro) "Tu hai fatto per più di 15 anni una vita che non ti interessava davvero e ti definivi attraverso alcune 'passioni'. Dicevi 'Amo la musica rock'. 'Amo il ballo'. E così via. Ma adesso che quegli IO sono morti molte di quelle cose non ti piacciono più e ti sei accorto che invece amavi stare da solo e fare lunghe passeggiate. Poi anche quell'IO è morto e hai scoperto che amavi le letture di stampo mistico. Ma noi ti chiediamo. Quale 'IO' sei tu?"
(Io... sempre più sconsolato) "Non lo so... esiste un IO? un Me? un Andrea?"
(Loro) "Ecco finalmente una domanda intelligente. Capisci che tutti i problemi del mondo, dei tuoi amici e conoscenti, ci sono perchè loro stanno difendendo qualcosa che non esiste e che potrebbero sradicare essendo molto più liberi e felici? Non c'è un IO o un Me che sia eterno o immutabile. In effetti non c'è un Andrea ma solo un cumulo di informazioni di pensieri, abitudini e tendenze che a voi piace chiamare IO. Fino ad oggi Andrea è stato questo insieme di cose che hanno creato ad Andrea una sensazione di esistere e di essere separato e un certo tipo di realtà ed esperienze, ma tutto questo può essere cambiato."
(IO) "Quindi anche la realtà che vivo dipende dal mio senso dell'io?"
(Loro) "Non 'dipende'. Le due sono facce di un'unica medaglia. L'interno e l'esterno sono interconnessi e interdipendenti e sono a conti fatti la stesa cosa. Ma a voi tutto questo fa come mimimo terrore. Sappiamo che molti di voi temono ad esempio che rinunciare a questo IO porti a una specie di demenza o all'apatia, ma anche questo è un trucchetto dell'IO per non andarsene e non liberarvi dall'angusta stanzina. Il temperamento non è destino. E soprattutto non c'è una sola cosa al mondo, nemmeno il tuo carattere o i tuoi pensieri, che sia veramente tua. Tutto ciò di te che lasci andare, libera energia e cambia la tua vita in meglio perchè Tu non sei altro che la somma totale dei penseri-emozioni-sensazioni accumulati durante le tue innumerevoli vite. Perciò tutte le volte che ti trovi a dire IO chiediti sempre IO? IO chi?"

08/10/10

Il bisogno di approvazione: un potente veleno

Oggi parliamo di quello che ritengo uno dei più grandi veleni dei nostri giorni.
Iniziamo dal fatto che il nostro subconscio è programmabile dall'esterno anche da minimi stimoli purchè ripetuti e consideriamo il fatto che fin dal concepimento veniamo impregnati da tutta una serie di impressioni psichiche a cui non possiamo minimamente opporci. Da adulti iniziamo a funzionare dal punto di vista di queste programmazioni senza esserne quasi consapevoli e senza mai metterle in discussione. Spesso accettiamo senza battere ciglio concetti, regole, previsioni, principii di realtà da coloro che costituiscono i nostri punti di riferimento (genitori, figure di autorità, ma anche maestri e autori di libri o corsi). Le programmazioni ricevute diventano i motori delle nostre vite (motori non coscienti quasi sempre), eppure non sono immutabili. Da una parte la mente razionale potrebbe discriminare e decidere a cosa credere e su quali contenuti agire (pensandoli, ricordandosi di sè, essendo consapevoli)e potrebbe riprogrammare saggiamente il subconscio stesso, neutralizzare emozioni negative e scardinare strati su strati di credenze date per scontate perchè condivise dai molti, dall'altra se non lo fa costantemente viene portata a spasso da ogni influenza esterna, specialmente da quelle che sono di senso comune (condivise). Ma questo non ci viene detto e soprattutto, da sempre e in ogni circostanza (ahimè anche in tantissimi gruppi di pratiche di guarigione e meditazione e simili), ci viene insegnato che ci sono sempre altri più in alto di noi che ne sanno più di noi e che quindi taluni programmi mentali sono necessari (venerare il guru, servire questa o quell'altra setta, nutrire il conto in banca del tale psichiatra, aver bisogno della tale terapia alternatva, credere ciecamente al karma e alla reincarnazione). E' chiaro che se non 'decidiamo' cosa mettere nella nostra mente qualcun altro lo farà per noi o, alle brutte, continueremo ad agire in base a programmazioni già esistenti, e questo in maniera del tutto inconsapevole. Molti seguaci di dottrine spirituali, ad esempio, non fanno che ripetere i concetti del maestro o dei testi sacri che, esistendo da millenni, sono considerati infallibili, senza mettere a conto che i tempi in cui sono stati scritti avevano un livello di comprensione delle dimensioni spirituali del tutto diverso, e che li hanno pur sempre scritti dei fallibili umani (come dice non ricordo chi: Dio è immutabile ma è la sua comprensione che si evolve nei tempi, quindi come puoi comprendere Dio con uno scritto di 3000 anni fa?). Lo fanno senza mai metterli in discussione e per il solo fatto che si sentono sicuri nello sposare quell'ideale che è supportato da altri (tutte le religioni-tradizioni funzionano così). Si sposa alla fine il senso comune, o un qualunque altro "NOI", dando cioè per scontato che - come quando eravamo inconsapevoli nella pancia di mamma - altri più grandi di noi ne sappiano più di NOI in termini di realtà e, avendo paura di scoprire da soli cosa è vero o falso, cerchiamo di sentirci al sicuro. A motivarci è sempre una paura di base! Anche quando agiamo di nostra spontanea volontà, scegliendo un gruppo diverso da quello di origine, a muoverci è quasi sempre la paura della solitudine e il bisogno di approvazione, di controllo e di sicurezza. Una delle risultanti più spiacevoli del non saper\voler gestire la propria mente\consapevolezza è il bisogno di approvazione da parte degli altri, un sottile, continuo veleno che rende l'essere umano uno schiavo e gli impedisce di sperimentare i più alti livelli dell'essere. Il bisogno di approvazione ha molteplici manifestazioni esterne: difendere molto le proprie idee in maniera accesa ad esempio, parlare molto di sè e ascoltare poco gli altri, citare continuamente qualcun altro e appoggiarsi a ciò che altri con più fama e autorità fanno, pensano, dicono o scrivono, parlare di cose che non conosciamo se non per sentito dire, accettare ciecamente insegnamenti ed esibirsi discepolo di questo o quell'altro guru, voler avere ragione (manifestamente o meno). Ma ha anche esteriorizzazioni più sottili. L'odio può essere causato da un bisogno di approvazione frustrato, così come il definirsi schierato dalla parte di questo o quel movimento (sono Vegano, sono di Sinistra, sono della Roma ecc...) è quasi sempre frutto di un bisogno di approvazione, di sentirsi al sicuro in un gruppo, di essere supportati da un 'NOI' (e così l'essere CONTRO qualcos'altro). La coppia può diventare un mutuo soddisfare il proprio bisogno di essere approvati dall'altro anche se i primi tempi l'infatuazione e le passioni possono accecare la vista e farci scambiare questo con l'amore. A conti fatti quasi tutte le coppie che conosco sono in questa condizione nella quale o ci si annulla in un torpore pre-morte o ci si massacra di odio e cattiverie perchè l'altro non risponde ai nostri modelli mentali. Lo sposarsi o il voler fare figli perchè 'si deve' o 'è giusto' nasconde la paura di essere disapprovati dalla società che meglio di noi sa cosa è giusto o sbagliato. Il dover sempre esprimere la propria opinione concorde o contraria su un argomento è sicuro segno del bisogno di essere approvati. Essere un terapeuta, un guru, un insegnante, più spesso di quanto vorremmo credere nasconde un grande bisogno di approvazione da parte degli altri che nutrono energeticamente lo status del 'personaggio' che si sceglie di impersonare. Molte cose che facciamo nella vita, lavori e carriere che intraprendiamo, relazioni nelle quali ci incastriamo, idee che difendiamo a spada tratta fino a farci ammazzare per loro, sono quasi tutte scaturite da un bisogno di approvazione da parte di qualche figura di autorità del nostro passato ed è probabilmente per questo che molte vite sono messe così male. Come dicevo prima, il bisogno di approvazione è il veleno che serpeggia nei nostri corpi sottili (letteralmente) portando a ogni cellula del nostro corpo il messaggio : 'tu non hai nessun potere sulla tua vita se sei da solo, e altri con più autorità ne sanno più di te. Se hai la loro approvazione\considerazione allora vali qualcosa'. Questo messaggio va a inquinare pensieri ed emozioni che, come sapete, sono i fondamenti della realtà materiale. Io credo che eliminando il bisogno di approvazione da ogni area della propria vita e discriminando se quello che stiamo facendo lo stiamo facendo davvero per noi stessi o per gli altri, succedano alcune cose meravigliose:

- Ci svincoliamo dalle forme pensiero collettive e riduciamo drasticamente la perdita di energia dei nostri corpi sottili (non ci prendiamo più l'influenza perchè gira, il nostro conto in banca non è più dipendente dalla 'crisi' per fare due esempi).

- Ci sentiamo, e a conti fatti siamo, molto più liberi, perchè abbiamo più opzioni tra cui scegliere e non soltanto quelle che il 'senso comune' ci vende per sopravvivere.

- Smettiamo di sentirci privi di potere. Succede infatti che la magia irrompe nelle nostre vite quando tutti i nostri bisogni di approvazione, anche quelli più reconditi, vengono cancellati.

- Abbiamo molta più fantasia, creatività e gioia.

- Possiamo diventare veri e propri maestri per noi stessi e per gli altri, senza che questo diventi un palcoscenico.

Quando non hai più bisogno di approvazione e non hai più paura di rimanere solo puoi decidere chi essere secondo ciò che ami e non secondo ciò che altri credono sia giusto. Puoi decidere di essere al cento per cento in quello che fai anche se quello che fai non è approvato e condiviso da nessun altro oltre te perchè è l'anima che ti sta chiedendo di fare quell'esperienza e non una forma pensiero di chissà chi. Quando non hai paura di deludere qualcuno puoi avere con quella persona un rapporto REALE e alla pari, non basato sulla paura ma sull'amore. Puoi dire quello che pensi senza ferire, arrabbiarti o stare male, anche se quello che dici è un rimprovero o una nota negativa e lo puoi fare solo dal punto di vista di una centratura che è garantita in gran parte dall'assenza di qualunque bisogno di approvazione e sicurezza. Puoi farlo perchè scopri che al di là di questi bisogni basati sull'illusione della separazione c'è una fondamentale unità e giustizia in tutto ciò che accade e una sua ragion d'essere in ogni evento apparentemente insensato o tragico, quindi smetti automaticamente di cercare di difendere le tue posizioni perchè capisci che è sostanzialmente inutile, che non c'è più, dopo un po', un 'me' da difendere.
E' come se uccidendo dentro di sè il bisogno di approvazione si uccidesse proprio quell'ego che si cerca da sempre di difendere, mattone per mattone, e il miracolo è che morendo l'ego pre-programmato, automatico e pieno di paure, si inizia davvero a fluire con l'abbondanza, la salute e il successo, per vie che nessun libro di self-help e nessuna legge dell'attrazione avrebbero saputo spiegare. Uccidendo il bisogno di approvazione si può scoprire che tante amicizie scompaiono e tante preferenze mutano perchè semplicemente non erano figlie nostre ma di quei bisogni. Si può scoprire che ci si stava tenendo stretti da 20 anni un problema solo per ricevere approvazione da coloro con i quali lo condividevamo (medici e psicoterapeuti compresi). Si può scoprire che non avevamo successo perchè qualcuno se ne sarebbe risentito, così come potremmo vedere, con sgomento, che vivevamo molto al di sotto delle nostre effettive possibilità, perchè la società nella quale eravamo immersi non avrebbe condiviso l'espressione incontrollata di tutti i nostri talenti.

Un abbraccio.