09/09/10

Promemoria: Credi ancora che ci sia un "LA' FUORI?"

Tu crei il 100% della realtà che vivi... non il 50, non l'80, ma il 100%.
Se non accetti questo, è inutile che continui a leggere libri, andare a seminari, fare meditazioni ed esercizi di qualunque genere. E' altresì inutile che ti metti a servire qualunque movimento, setta, guru o tradizione perchè alla fin fine si tratta di capire e accettare questa fondamentale legge.
Tu non sei qui per servire né venerare alcun 'DIO'. Non sei qui per parlare di amore cosmico, di uguaglianza, di belle energie. Sei qui per essere felice e aiutare gli altri ad esserlo servendoti dei mezzi che hai e di quelli che il flusso ti mette a disposizione.
Se qualcuno ti fa arrabbiare lo hai attratto\creato tu. Arrabbiarti è inutile. Accusare è inutile. Reagire è inutile.
Se odi qualcuno o combatti contro qualche situazione, sappi che se tutto ciò è nella tua coscienza, c'è anche dentro di te, altrimenti non ne faresti alcuna esperienza.
Se combatti contro qualcosa sappi anche questo: il tuo subconscio non distingue se combatti contro qualcun altro o se ce l'hai con lui.
Sei qui per essere presente a te stesso in ogni momento della tua vita. E' solo stando qui che risolvi, trasmuti, trasformi, guarisci.
Non sei qui unicamente per compiacere te stesso e i tuoi istinti, tuttavia non sei qui nemmeno per fare l'eremita.
Sei qui per usare la tua 'energia' in modo da creare un mondo e situazioni migliori ma:
- Se ti lamenti perdi energia.
- Se ti perdi in chiacchiere inutili perdi energia.
- Se esprimi giudizi perdi energia.
- Se ti disperdi in pensieri casuali perdi energia.
- Se hai una causa per cui combattere perdi energia (il male è solo un errore di percezione... ricordi?).
- Se dai la colpa ad altri o altro di qualunque cosa non ti piaccia perdi energia.
- Se dai la colpa ad altri di qualunque tua reazione emotiva (positiva o negativa) perdi energia.
- Se cerchi approvazione perdi energia.
- Se cerchi controllo perdi energia.
- Se cerchi sicurezze perdi energia.
- Parlare di Dio è perdere energia.
- Parlare di energia divina è un chiacchierare che ti fa perdere energia.
- Parlare di amore (divino, cosmico, assoluto, incondizionato) è perdere energia nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore stai cercando di influenzare qualcuno e dimostrarti più illuminato di quello che sei.

A fronte di questo, ora, quanta energia pensi di avere per creare la vita che desideri?
(ecco perchè esiste il sonno....)

Non hai bisogno di cercare maestri. La vita ti dà tutto ciò di cui hai bisogno per lavorare su di te, anche i 'maestri' giusti, visibili o invisibili... potresti sorprenderti a notare che il tuo maestro potrebbe essere la persona che odi di più. Non hai bisogno di fare regressioni nelle vite passate o di esplorare il subconscio. Tutto il tuo subconscio e il tuo karma sono riflessi in tutto ciò che vivi e quello è il tuo piano di lavoro. E' qui che sta il lavoro da fare non in qualche paese oppresso dalla fame dallo sfruttamento o nelle cause lontane da dove stai, perchè se il flusso ti ha messo lì un motivo c'è. Tuttavia se il flusso ti porta a servire qualche causa o a lavorare in qualche paese oppresso allora fallo, ma sapendo che è solo una illusione. Il Karma va sempre onorato, ma non credere alle tragedie. Mai. I tuoi nemici sono te. I tuoi guai sono te. Le tue malattie sono te. Le ingiustizie che vivi sono te. I disastri in cui perdi la vita sono te. Capisci quanto è importante sapere di essere infiniti, immortali?

Detto questo, credi ancora che ci sia un là fuori?

06/09/10

Un vecchio amico: Richard Bach

Il flusso mi porta quello di cui ho bisogno quando ne ho bisogno, senza alcuno sforzo. Quando l'allievo è pronto il maestro compare. E' una delle mie convinzioni più profonde, anche se a volte mi incaponisco a non voler dar retta proprio a ciò che cerco di insegnare (ma si sa che chi insegna è colui che ha più bisogno di imparare). E così mentre aggiornavo il corso di Sviluppo Psichico (che adesso si chiamerà Spiritualità Pratica & Sviluppo Psichico) in un turbinio di nuove scoperte e una rinnovata energia, ecco che salta fuori il libro di Richard Bach "Il cielo ti cerca" che non avevo ancora mai letto. Un libriccino modesto come dimensioni (tipico di Bach), che si leggerebbe in un attimo se non fosse che ogni tanto mentre leggevo strabuzzavo gli occhi perchè tra le paginette di questo libro ci sono le stesse intuizioni che sono arrivato a vivere di recente, incorporandole nel corso. Mentre le pagine del libro scorrevano tra le mie dita, ripercorrevo le mie tappe come apprendista-mago-errante e riassumevo la mia esistenza con la sintetica e potente affermazione del protagonista del libro: "Sono l'abitante ipnotizzato di un pianeta psicosomatico". E' chiaro che si deve imparare a liberarsi da una ipnosi per poter liberare anche gli altri, e mi è palese ora che per tutti questi anni non ho cercato altro che questo: liberarmi dalle mie innumerevoli ipnosi. Quei momenti-giorni-ore in cui ho vissuto lo stato di non-ipnosi sono stati il propellente per tutti questi anni di ricerca, studio e sperimentazione e mi fa sorridere il fatto che il maestro Richard, come al solito, riesca a condensare anni e anni dei miei sforzi e delle mie esperienze in poco più di 150 pagine. Leggerlo mi ha dato anche da riflettere su quanto i libri di Bach siano in definitiva sottovalutati e bollati come bassa new-age. Al suo interno infatti ho trovato diverse cose valide anche sotto il profilo dello sviluppo mentale, così come ne avevo trovate tante in Illusioni. Ma si tratterebbe di avere la buona volontà di rimboccarsi le maniche e cominciare a pensare in maniera radicalmente diversa, pensieri diversi da quelli che l'ipnosi collettiva ci instilla ogni giorno, e questo per qualcuno è tutt'altro che facile (spesso proprio per quelli che etichettano alcuni libri come facilonerie o new age). Comunque sposo la sua tesi su tutta la linea! Il messaggio del libro è essenzialmente questo: tutto ciò che ho accettato come vero nella mia vita si è trasformato in una suggestione ipnotica definendo la realtà di ciò che vivo secondo parametri che non ho deciso io. Inutile resitere o cercare di sfondare le pareti dell'illusione quando ci sono dentro (come prova a fare Jamie Forbes nel momento in cui è ipnotizzato). Posso solo deprogrammarla, saggiamente, con meticolosità e costanza fino a far scomparire i suoi effetti. Purtroppo molti sono fin troppo pigri per arrivare anche solo a pensare che sia possibile. Il risveglio dall'ipnosi richiede lavoro di fatica e astuzia a non finire. Qualcuno è arrivato anche a dire che non esiste niente di tutto ciò, che la legge dell'attrazione ad esempio è una trovata commerciale e tutte queste menate sui poteri della mente sono solo storie, il che secondo me testimonia solo come le forze dell'ipnosi collettiva abbiano avuto la meglio su queste persone. Tuttavia io credo a Bach più che a qualunque altro spiritualista della domenica e ci credo per un motivo: ho sperimentato e sperimento tutt'ora che è proprio così. Ci si può staccare da un sogno collettivo solo avendo un proprio sogno e perseguendolo come se fosse la cosa più importante della propria vita (anche più importante dell'incolumità e della vita stessa, perchè no) e non c'è futuro per mezze calzette piene di scuse. Ci vuole fegato e costanza (costanza di anni magari e non di qualche settimana passata a ripetere due o tre pensieri o visualizzazioni...) per riprogrammare il proprio subconscio e vincere resistenze, memorie, retaggi karmici e suggestioni di tutti i tipi provenienti da gente ben intenzionata come familiari e colleghi di lavoro che vogliono fare il nostro 'bene' dicendoci cosa è 'normale' e cosa non lo è, cosa 'si può' e cosa 'non si può'. Ci vuole costanza ad andare contro tutto e contro tutti e anche contro parti di sè che ti 'consigliano' di essere 'realista' o almeno 'prudente' annullando così ogni tuo potere creativo (divino) e ributtandoti nell'ipnosi, ed è per questo che sento una profonda verità in questo libro di Bach, ma ho anche il presentimento che questo verrà bollato come il 'solito' libro di Richard Bach che parla delle 'solite' cose strane. E allora meno male che c'è chi scrive cose strane!

Namastè