19/03/10

Essere guidati

L'esistenza è un gigantesco essere olografico connesso in ogni sua parte, organico, amorevole. In questo essere viviamo e abbiamo la nostra parte da recitare, qualunque essa sia, e in questa recita abbiamo ruoli e destinazioni che non sono fissati ma fluidi e mutevoli. L'universo (che io chiamo esistenza, ma per me sono la stessa cosa) non solo accoglie ogni nostra scelta cosciente o non cosciente, ma ha la capacità e la prontezza di riorganizzare questo gigantesco ologramma per farci andare nella direzione scelta, specialmente quando questa scelta è consapevole a tutti i nostri livelli. Le varie 'recite' che interpretiamo non sono solo un trastullo o una illusione come molti spiritualisti vorrebbero farci credere, ma sono uno dei compiti che l'anima si prefigge per evolvere ed è dunque fondamentale che viviamo a fondo questi nostri ruoli terreni, senza attaccamento certo, ma anche senza sufggire a ciò che essi vogliono insegnarci.
Nel fare questo non si è mai soli, privi di indicazioni o buttati alla mercè delle forze del caso. Siamo dotati di sistemi di navigazione, segnalatori di posizione, mappe e anche di guide ben precise che ci indicano dove andare e cosa fare, sebbene tutto questo abbia bisogno di consapevolezza e un po' di lavoro interiore per essere sfruttato al meglio. Mi permetto di indicarvi alcuni di questi strumenti per vedere a che punto siete nel percorso che la vostra anima vi sta sottoponendo e per vederlo da voi senza appoggiarvi a nessun'altro.

- Ogni persona o situazione all' "esterno" di voi che vi dà fastidio e vi provoca rabbia, frustrazione, odio, rancore o comunque un sentimento o una sensazione che non sia pace, gioia, amore, accettazione, ecco quella cosa che apparentemente è la fuori rappresenta un corrispondente aspetto interiore di voi stessi su cui dovreste lavorare, altrimenti non avreste questa reazione così forte (sì questo riguarda anche le grandi tragedie e le presunte ingiustizie per cui ci indignamo 'giustamente'). Di questo parla molto bene Salvatore Brizzi nei suoi libri e seminari ed è conosciuto come il principio dello specchio. Tutto ciò che è là fuori, compreso il brutto (ma anche il bello), è il riflesso di una parte di me, è proprio me rispecchiato nella realtà e in questo senso possiamo affermare che creiamo la nostra realtà.

- Quando ci siamo posti un obiettivo a livello interiore (una guarigione, un cambiamento nello stile di vita etc.) e lo manteniamo come un punto fermo della nostra coscienza cominciando a dirigere pensieri ed emozioni verso la sua realizzazione, tutta la nostra vita comincia ad allinearsi a quel contenuto di coscienza. Potrebbe darsi tuttavia che accadano anche cose che non corrispondono al nostro desiderio o che a noi sembrano non corrispondere. Ma anche i casini e le tragedie conducono a un risultato positivo se ci fidiamo e 'lasciamo fare', anzi è frequente che corrispondano proprio a una distruzione di vecchie energie consunte e quindi in un certo senso a una pulizia.

- Si capisce che si è guidati da una intelligenza superiore quando si inizia a valutare la vita e tutte le sue vicende in maniera 'simbolica' e non 'personale'. Quello che ci succede va visto in maniera qualitativa, ossia dietro ogni evento della nostra esistenza - specialmente quelli che catturano tutte le nostre attenzioni ed energie - si celano molti livelli di significato che, se facciamo 'attenzione' e siamo consapevoli, cominciano a rivelarsi a noi con tutto il loro prezioso contenuto. Una malattia non è mai solo un virus o un batterio capitato lì per caso, e un incidente o un infortunio non vengono mai fortuitamente o senza un preciso messaggio. Anche le parti del corpo dove ci facciamo male (o che si bloccano, vibrano, si intorpidiscoo etc.) sono precisi simboli della nostra coscienza che si esprime laddove non vogliamo vedere, sentire, fare qualcosa che ci porterebbe più avanti.

- Le coincidenze (di cui si è detto di tutto di più) sono anche loro parte di questo sistema di segnaletica e accadono principlamente nel momento in cui vibriamo 'alti', ossia siamo in sintonia con la nostra anima e il suo piano. Seguendole andremo sempre in direzione della nostra evoluzione.

- Il segreto per alzare la propria energia e rilevare il funzionamento del nostro sistema direzionale è la consapevolezza. Essere presenti a qualunque cosa stia succedendo nel qui e ora (anche brutta, orribile, pessima) è il modo più veloce per attivare le nostre facoltà percettive, per entrare in sintonia con l'anima e per avviare tutta una serie di processi che portano alla trasformazione interiore, e questo è sempre a portata di mano. Nessuno può togliercelo. In effetti tutta la questione dell'essere guidati si riduce a un (come dice Igor Sibaldi) 'accorgersi' di qualcosa. Vi dovete accorgere di quello che succede fuori e dentro di voi, e per farlo dovete attivare una presenza mentale, una partecipazione alla vostra vita piena, totale, e così facendo incarnate quella essenza divina che possedete e potete diventare creatori consapevoli della vostra realtà.

- La vostra vita è la vostra mappa. Studiatevela bene. Gli eventi che si sono succeduti, le ciclicità, le persone, gli affetti, i lavori che avete fatto, le case, le macchine, le passioni. Tutto ha un contenuto energetico e un significato simbolico ben preciso che indica sempre una direzione (che voi avete o seguito o accuratamente evitato di seguire). Conoscere la direzione è importante perchè consente di risparmiare tempo, fatica e malattie e, soprattutto, seguendo la propria direzione si ha una 'spinta' che coloro che non la seguono non riescono ad avere. La vostra direzione è costituita da tutto quello che ancora non sapete di voi, quello che ancora non funziona, quello che si nasconde alla vostra comprensione e non da quello che va bene e fila. Tutto quello che l'anima è venuta a fare qui è cercare di mettere a posto queste cose e 'crescere' perchè è questa crescita che vi porterete fra una vita e l'altra e non certo la vostra personalità. Quello che fuziona, va bene e 'fila' è il carburante per lavorare e trasmutare tutto quanto quello che non va, che è bloccato, che vi ammala, che vi fa arrabbiare. In questo, secondo me, si trova la nostra direzione che è diversa e unica per ognuno di noi.

Namastè.

1 commento:

  1. Quindi, non è sempre stato così sbagliato dare importanza alle "vibrazioni".
    Percepire i cambiamenti ha i suoi aspetti positivi, ci si prepara ad enormi valanghe di sensazioni spesso ingestibili. L'importante è non credere di aver fallito.
    Spesso viene scambiata per superficialità, incoerenza o debolezza la capacità di vedere il "contenuto energetico e il significato simbolico" degli eventi...io, che ho sempre creduto di rifiutare di essere guidata pur sapendo che non era così, continuerò a seguire chi o cosa mi fa comprendere e vivere ogni giorno.
    Grazie, a modo mio.

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