25/01/10

Amare ciò che è

Nello sviluppo spirituale e psichico di una persona il più grosso freno è rappresentato dal bagaglio della propria storia personale, e intendo con questo non tanto i fatti che si sono succeduti nella nostra time-line, quanto piuttosto il come noi abbiamo interpretato e reagito a tali fatti. Queste sono le 'memorie' di cui si discute in ho'oponopono e che cerchiamo di cancellare, e sono il materiale di lavoro su cui il mago errante in fieri deve basare tutte le sue ricerche o esperimenti. Quando parliamo di ricerca spirituale, crescita interiore e sviluppo psichico, sono in molti a essere convinti del fatto che occorra andare in un 'centro' o da qualche 'esperto' per imparare complesse tecniche e meditazioni di ogni tipo con le quali esercitarsi ogni giorno per anni nel tentativo di raggiungere un presunto livello di elevazione spirituale. Sono ancora molti quelli che sono convinti di fare lavoro su di sè meditando ore e ore, senza poi preoccuparsi di lavorare sul proprio carattere e senza cercare di portare nella vita quotidiana quello che sperimentano durante le meditazioni. La piaga di una certa spiritualità moderna è stata quella di allontanare gli uomini dal proprio vissuto quotidiano bollandolo come illusorio, e di portarli a detestare cose come l'ego o la materialità, tutti ingredienti necessari per un lavoro di crescita interiore. Io sono convinto che non si possa uscire dal mondo senza prima esserne completamente parte. Sono convinto che lavorare su di sè sia possibile per un essere umano solo nella quotidianità, nelle sfide, nella vita yang a cui siamo sottoposti, perchè se ci siamo incarnati qui ed ora in questo momento\nazione\pianeta un motivo c'è e non credo che sia per fuggire la realtà o il nostro ego bollandoli come errori, illusioni, mali. Credo che l'ego sia necessario viverlo in maniera estremamente consapevole per poterne uscire, e credo che negarlo, rifiutarlo, o intavolare lunghe discussioni su cosa sia ego o cosa non lo sia secondo gli insegnamenti di qualche presunto maestro, sia solo una ennesima attività proprio di quell'ego che cerchiamo di abbattere. Questo non fa che rinforzarlo secondo i principii universali. Invece esiste un sistema più funzionale che è anche un essenziale punto di partenza dello sviluppo interiore ed è la matrice dalla quale possiamo partire per sviluppare la nostra vita spirituale oltre che fisica. Parlo di amare ciò che è. Ciò che c'è in questo momento qualunque cosa sia, bella o brutta, dentro di me o fuori di me io cercherò di amarla. Quando non riuscirò e laddove io riesca ad individuare sentimenti o sensazioni fisiche di rifiuto e negazione, lì avrò trovato ill materiale col quale lavorare e lì proprio lì e non ai piedi di qualche guru, dovrò applicare le mie 'conoscenze' finchè non sarò in pace totale con quella cosa qualunque essa sia. Sento già le voci dei molti che obietteranno che i loro problemi sono troppo grandi per essere trasformati in questo modo. Ciononostante io credo fermamente che questo, o le varianti di questo, siano gli unici metodi in grado di darci potere oltre che elevazione. Tutti i motivi e le ragioni per le quali non riusciamo a essere in pace con un aspetto della nostra realtà sono le barriere che impediscono il libero fluire dell'energia che porterebbe quello stesso problema alla sua naturale soluzione o scomparsa, e i motivi per i quali resistiamo all'amare quell'aspetto di noi o della nostra realtà sono quasi sempre paura della crescita e del cambiamento, camuffati da tante altre cose che riteniamo giuste o importanti. Il Corso in Miracoli attesta che non sono mai turbato per il motivo che credo io, e non posso che dargli ragione. Amare ciò che è significa non giudicare, accettare incondizionatamente, abbracciare, donarsi e vivere quella situazione per quanto brutta o dolorosa ci possa sembrare, poichè la realtà del momento è tutto ciò che abbiamo. Mi sono però reso conto che molti occidentali quando abbracciano queste idee a volte si chiedono "sì, bello, e poi?". Abbiamo bisogno di un fine, di uno scopo. Io non credo più alla ricerca 'senza scopo', non credo all'assenza di un punto d'arrivo. Credo invece che per evolverci dobbiamo necessariamente avere dei punti d'arrivo, anche se ideali magari, degli obiettivi, che si possano evolvere con noi indefinitamente che possano cambiare col cambiare di noi stessi. Dunque qual è l'obiettivo di tutto ciò? Trasformare e amare ciò che c'è ci porterà a controllare in larga misura le nostre vite. Ci porterà a smettere di soffrire e ci porterà più vicini alla nostra natura, a ciò che realmente siamo e ci darà la possibilità di vedere l'interconnessione fra esterno ed interno.Smettere di reagire al 'male'  ci porterà a smettere di voler avere ragione ma ad essere immensamente felici, e ci porterà a smettere ci cercare sette, guru, e scuole da cui dipendere e a cui affidare il nostro potere. Questo accadrà perchè l'energia, che prima investivamo a tenere su le nostre battaglie col reale verrà riassorbita e potrà finalmente essere usata per rendere più forti i nostri pensieri e i nostri scopi.

08/01/10

Sulla creazione della realtà

(Come si fa a creare la propria realtà?)


"Questo non è qualcosa che tu possa non fare, la stai sempre creando momento per momento, perciò non c'è un 'come fare'."

Non serve una tecnica precisa

"Le tecniche sono solo simulacri. Ti servono solo a darti l'autorizzazione a procedere ma non ne avresti bisogno. Sei sempre tu che ti autorizzi. Basterebbe invece capire chi veramente sei, e questo può essere difficile. "

"Quello che siete non sono queste piccole inezie delle quali tu ci chiedi sempre. Sarebbe bello che ci chiedessi di più perchè sei molto più di questo, tuttavia ti è così difficile uscirne, è un sacrificio troppo grande per te e per molti come te."

(Come sarebbe?)

"Le piccole cose che credi di essere ti identificano, ti danno un sistema di riferimento. Identificano e danno sicurezza a te come ad altri, ma queste quattro piccole cose vi limitano, vi sbarrano la strada, vi chiudono occhi e orecchie e non le volete lasciare andare perchè altrimenti vi sentireste così tremendamente soli. Sai che si paga un prezzo per essere liberi? Il prezzo è che avere molto potere, molta magia, inizialmente ti farà sentire molto solo. E questo è il solo motivo per il quale infinitamente pochi riescono ad arrivare alla vera magia."

"Voi siete convinti che esista la legge dell'attrazione, come voi la chiamate, solo perchè ancora non avete capito che il vostro voi-più-grande è tutto ciò-che-è quindi è anche le cose\eventi di cui avete bisogno. Allora se voi siete tutto, che bisogno ci sarebbe di attrarre qualcosa a voi? Lo siete già. Ma non ci credete e fate finta di non saperlo, allora inventate storie... la legge d'attrazione è una di queste storie ma è solo una storia e niente più. Un'altra versione della storia è quella che parla di una corrente al cui flusso voi dovreste abbandonarvi e questa corrente sembrerebbe preesistere a voi... .ma chi ha creato la corrente? "

(Non lo so..)

"Voi, ovviamente."

(... la creiamo con la mente?)

"La create con la vita. La vostra vita è l'espressione di quello che scegliete di vivere, a seconda di come vivete e vibrate, tendete a far capitare una cosa o l'altra, e a creare la concatenazione di eventi che sembra portarvici."

(Non ho capito... in che senso?)

"Capiamoci bene, noi non stiamo parlando dei "fatti" o delle "azioni", di cui non ci interessa molto. Noi di qua vi vediamo vibrazionalmente e vediamo quello che vi fa bene o vi fa male. Noi di qua vediamo cosa fate e come lo fate come un cambiamento di vibrazione. Quello che fate è dare una forma al mondo che vi circonda a seconda di come vi sentite e di quello che mettete nel proiettore. Perchè è proprio come se proiettaste un film. Lo fate di continuo e molto rapidamente perciò poi ve ne dimenticate. Dato che siete in realtà grandi come il tutto, nel momento in cui una emozione viene lasciata passare o un pensiero viene pensato, questi sono presenti in tutto l'infinito campo (che voi siete) e perciò possono smuovere interi universi per realizzare ciò su cui siete sintonizzati. Questo è un modo di intendere la questione".

(Quindi è come dire che se immagino che qualcosa ci sia già nella mia vita questa prima o poi arriverà?)

"Questa è solo una piccola parte di tutta la materia di cui discutiamo, poi ci sarebbe tutta la parte relativa alla domanda 'di chi è questo desiderio?' e poi anche quella parte in cui voi date troppa importanza alle cose che desiderate".

(Mi spiegate questi due punti per favore?)

[..]

"Molti desideri che credete di avere non sono nemmeno vostri. Alcuni sono ispirati da tutto fuorchè da voi, genitori, figli, antenati e altri abitanti dell'astrale con cui avete risonanza. Alcuni desideri si hanno dalla società, dal senso comune e da ciò che è accettato e condiviso da tutti. Per questo poi ci mettono una infinità di tempo per essere prodotti nella realtà e lo sono con grande sforzo, perchè non è roba vostra ma di altri, che voi avete accettato come l'autorità".

[..]

"Invece la troppa importanza che date a un desiderio, quando questo ha il potere di rendervi felici o tristi, è il maggior impedimento alla sua realizzazione.
L'importanza che date a un desiderio diventa eccessiva quando non potete fare a meno di quel desiderio, e stranamente quando riuscite a fare a meno della sua importanza allora proprio quel desiderio lo avete realizzato in poco tempo e con poco sforzo... come accade questo? La cosa può accadere nello stesso modo in cui vi 'accade' di voler prendere un bicchiere d'acqua. Prendere il bicchiere non richiede focalizzazione, meditazione, pensiero positivo o visualizzazione creativa, richiede solo la limpida intenzione di "fare" e tutto il vostro complicatissimo intrico di nervi e muscoli si organizza per farvi bere. Allo stesso modo quando volete in modo naturale, senza dubbi, incertezze e senza paura di non ottenere, è esattamente come allungare una mano per prendere il bicchiere."

[..]

"... Voi dovreste immaginare di più, desiderare e volere di più ed essere sempre disposti ad ampliare il vostro immaginare, che è stanco e spento e limitato da ciò che credete di dover desiderare, potenzialmente non avreste limiti se non quelli che avete accettato come veri e che potete superare solo essendone consapevoli."

(da una conversazione con i miei Maestri)

continua..