DAN, I SENTIMENTI CAMBIANO. A VOLTE C'E' SOFFERENZA, A VOLTE C'E' GIOIA. MA, DIETRO TUTTO CIO', RICORDA SEMPRE L'INNATA PERFEZIONE DELLA TUA VITA. QUESTO E' IL SEGRETO DELLA FELICITA' IRRAGIONEVOLE. (La via del guerriero di pace, Dan Millman)
Siamo tutti abituati a credere che la felicità sia la risposta a una serie di stimoli esterni. Solo quando avrò questo, sarò questo, non avrò più quest'altro, allora potrò essere felice. Non prima. La felicità è la nostra reazione al verificarsi di determinati eventi esteriori. Ma alcune menti rivoluzionarie ci stanno dicendo il contrario da sempre, e questo concetto di una felicità senza oggetto è forse la lezione che l'ego teme di più. Lester Levenson asseriva che il vero motivo per cui si è felici quando si realizza un desiderio è che momentaneamente cessa quella tensione spasmodica che si era creata nel cercare di esaudirlo. Gli ottenimenti non sono mai la causa della felicità, comunque non di una felicità duratura. E' un concetto che si fa fatica ad accettare, eppure molti di noi in fondo sanno che è così. Per me è sempre stata una fissazione quella di sviscerare la problematica dell’origine della felicità. Superficialmente avevo maturata la tranquilla convinzione che si è sempre felici per o di qualcosa, e ho passato larga parte della mia vita a convincermi che ci sono cose 'là fuori' che ti rendono felice e quindi a cercarle. Non sei mai felice e basta, senza specificazioni o “cause”. C'è sempre qualcosa da cercare e quel qualcosa non basta mai, perchè sembra proprio che la via dell'ego sia "cerca ma non trovare mai". Poi un giorno a un seminario, qualcuno disse una frase che suonava più o meno così: "non si può essere sempre come boe che subiscono l'alzarsi e l'abbassarsi delle onde del mare... un giorno su, un giorno giù a seconda degli eventi. Bisogna essere come un surfista che cavalca le onde e le domina". A quel punto qualcosa in me si accese. Paxton Robey nella prefazione del suo libro ‘No Time For Karma’ racconta che Ram Dass rispose a chi, nel corso di una conferenza, gli chiedeva come facesse a sapere per certo che le informazioni ricevute in canalizzazione fossero credibili: “perché è d’accordo con me. come altro lo si potrebbe sapere?”. E io ero pienamente d'accordo con quanto appena ascoltato, sapevo che c'era uno stato di felicità (che oggi chiamo centratura) che va oltre le cose materiali e gli accadimenti del mondo. Questo pensiero ha dato il via a un turbine di altre riflessioni, forse da tanto tempo segretamente e silenziosamente attive in background nella mia testa. Esiste davvero la felicità senza motivo? Ha senso? E’ ‘giusta’? Si può davvero essere felici quando gli eventi esterni del mondo ci sono avversi?
Forse sì. Forse bisogna solamente cambiare programmazione. Non ancorarci più con riflesso pavloviano a un evento piacevole determinato, a un dono o a un complimento ricevuto, ma ergerci al di sopra dei flutti, osservare il mare e gioire del paesaggio.
Essere felici se succede qualcosa di bello e tristi se accade qualcosa di brutto ci rende in effetti burattini nelle mani della vita, degli eventi esterni, e soprattutto ci rende schiavi dell'illusione del 'là fuori', visto che siamo sempre noi a orchestrare tutto ciò che ci accade. Lavorare sulla centratura personale e sganciarsi dagli automatismi può avvicinarci a quel nuovo potere che ci permette contemporaneamente di essere felici a prescindere e di creare una realtà migliore. Senza diventare aridi e indifferenti al mondo, possiamo imparare a osservarlo e, con esercizio, a restare in piedi sulla nostra tavola da surf. A distanza di qualche anno da quel messaggio ho ritrovato lo stesso concetto di felicità irragionevole quale sintesi e corollario del vivere nel presente nel libro ‘La via del guerriero di pace’. L’autore, Dan Millman, racconta di come il suo maestro Socrate lo esortasse a essere felice ORA e senza nessun motivo. “Uno sciocco è felice quando soddisfa i suoi desideri, un guerriero è felice senza motivo. E’ questo che fa della felicità la disciplina finale, superiore a tutto quello che ti ho insegnato. La felicità non è qualcosa che devi sentire, la felicità è ciò che sei.” Dan Millman dopo un percorso di anni, entra infine in contatto con questo principio, comprendendo che inseguire qualcosa così come ottenerlo non porta in realtà da nessuna parte. E’ durante il viaggio che dobbiamo essere felici, mentre osserviamo il paesaggio, mentre sentiamo i muscoli tendersi, odoriamo l’aria e respiriamo profondamente. Non ha senso attendere di essere in vetta per potersi concedere la felicità.
“Non c’è bisogno di cercare e ottenere qualcosa. Non porta da nessuna parte. Non fa nessuna differenza, quindi sii felice adesso!” (Dan Millman, La via del Guerriero di pace)
Ce lo stanno dicendo ormai in tutte le salse, il saper generare un autonomo sentimento di felicità è alla base dell'evoluzione personale e per farlo occorre a conti fatti sapersi distaccare dalle condizioni esterne, qualsiasi esse siano.
E’ forse questo il segreto della felicità irragionevole?
Sicuramente questa nuova prospettiva non causalistica – o almeno non immediatamente ed esclusivamente causalistica – ci dà molto potere. Ci riconduce al centro del nostro universo. Ci sgancia da abitudini acquisite e vecchie e migliora la nostra esistenza. Per chi studia un po' di scienza della mente è palese che il controllo della propria vita emotiva interiore è il più grande dei poteri poichè è attraverso pensieri ed emozioni che si plasma la realtà, e tutti coloro che fanno un onesto lavoro su di sè prima o poi arrivano a dover fare questa scelta: lasciare che la realtà esterna plasmi il loro stato emotivo o viceversa. Ma è una scelta che richiede coraggio, perché richiede innanzitutto piena responsabilità della nostra esistenza e un esercizio costante, una centratura costante, una inflessibile vigilanza sui propri pensieri e stati d'animo.
O, per dirla ancora una volta alla Socrate:
“Dan, questo è l'ultimo esercizio che ti do, e durerà per sempre. Agisci felicemente, sii felice, senza una ragione al mondo. Allora potrai amare e fare ciò che vorrai.”
The Seeker
Spiritualità pratica e strumenti della coscienza.
13/02/12
05/01/12
Ecco il 2012! Non resistetegli!!
Parecchi anni fa il 2012 era la data più temuta. Il 2012 era l'anno della svolta, il punto di non ritorno. Il 2012 avrebbe rappresentato l'inizio di un nuovo salto vibrazionale dove tutto sarebbe andato a posto, si parlava ad esempio di ascensione terrestre, di apparizioni di massa degli alieni e di accelerazione energetica. Ora che ci siamo dentro qualcuno comincia a insospettirsi. La crisi generale è più che evidente ma dove questa crisi ci stia portando non è minimamente percepibile a meno di non avere la vista molto lunga o il terzo occhio molto aperto, e non si capisce cosa davvero stia succedendo. Sembra che le cose peggiorino in continuazione e che non si veda via d'uscita. In effetti una via d'uscita non c'è nel senso di ciò che normalmente si vede e si considera 'reale'. Dobbiamo passare attraverso questa 'crisi' perchè fa parte di una particolare iniziazione a cui gli esseri umani in massa saranno sottoposti chi più e chi meno nel prossimo periodo. I miei maestri parlano del 2012 come di un anno di schieramenti. C'è chi si metterà decisamente dalla parte dei rivoluzionari spirituali, quel genere di persone che stanno portando in giro un nuovo modo di vedere la realtà che anch'io sposo. C'è chi cercherà di mettersi al sicuro con le sue solite vecchie conoscenze, ma strizzerà l'occhio al nuovo mondo, e magari riuscirà a cavarsela a buon mercato senza perdere troppo di quello che ha e senza guadagnare nulla di nuovo. E ci saranno i conservatori incalliti. Quelli convinti di un mondo frutto di casualità e sostenitori del nichilismo più sfrenato, che coglieranno l'occasione per fare ancora più casino di quanto non ne stiano già facendo. Per cavarsela, dicono i miei, l'unico modo è non giudicare. Non giudicare nulla, dal fatto più brutto al più esaltante. In questo 2012 niente sarà come sembra perchè ognuno sta affrontando i suoi mostri, messi a nudo dall'alta densità vibrazionale, e tutti sembreremo a tratti essere un po' matti. Ma fa parte del gioco. Potranno esserci svolte definitive, cambiamenti repentini e improvvise rivelazioni che la nostra strada non è quella che seguivamo un attimo prima. Bisogna tenere duro e fidarsi. Più di ogni altra cosa in qesto periodo sarà essenziale per ogni mago errante che si rispetti coltivare l'arte di ascoltare la voce interiore e cominciare a darle retta anche se sembra dire cose assurde. Qualcuno mi scriveva tempo fa che la sua voce interiore lo aveva messo in delle situazioni pazzesche, delle avventure da film dell'orrore e che non capiva come mai questo gli fosse accaduto. Gli ho chiesto come si sentiva adesso che tutto era passato. E lui mi ha risposto 'beh, in effetti non sono mai stato più sereno in vita mia...'. Probabilmente dobbiamo attraversare un po' di melma per arrivare dall'altra parte e trasmutare un po' di karma residuo, perciò se la vostra voce interiore vi mette nei casini non pensiate che sia una cosa negativa. Non lo è mai a mio parere. Il 2012 ci insegnerà molto probabilmente a non resistere al male e a passarci attraverso dissolvendolo con la pura consapevolezza, per questo può darsi che l'atmosfera là fuori si faccia davvero calda. I miei non fanno che ripetermi 'dovete essere come un pilastro in mezzo al disastro'. Ci stanno insegnando che l'illusione è mantenuta dalla nostra paura che continua a proiettare sullo schermo della realtà immagini nefaste che noi stessi abbiamo creato. Il 2012 sarà probabilmente l'inizio del test per quelli che dicono di saper perdonare e lasciar andare. In realtà tutto questo è già iniziato molto tempo fa, ma ora sarà necessario farlo davvero. Per tutti noi.
18/12/11
Il culto della personalità
Quando facevo vita rockettara, il che avveniva pressappoco 10 anni fa, avevo un costante dissidio interiore riguardo quello che vivevo. Da una parte era ben chiaro che il mondo della musica che frequentavo era un mondo di energia, emozioni e passione. Dall'altra mi accorgevo anno dopo anno che quasi tutto ciò che era palco, gruppo e idee musicali, era una sottospecie di religione, con regole sommesse e manipolazioni psicologiche, con appartenenze e avversioni. Era altresì chiaro che gran parte di quella che chiamavamo arte o musica era in realtà la richiesta di attenzioni di un artista-ego che attirava su di sé attenzioni ed energia. Il che era logico perchè è quello che deve fare una rockstar. Tuttavia dopo un po' sono entrato in crisi col modello egoico e accentratore e non capivo il senso di molto di quello che era il mondo musicale (perlomeno la mia nicchia) e mi sono dedicato ad altro. Ora sto assistendo a un fenomeno simile nell'ambito della spiritualità o comunque si voglia chiamare quell'ambiente fatto di persone che danno insegnamenti che servirebbero a migliorare la vita (perchè a questo dovrebbe servire in primis la spiritualità secondo me): i guru\maestri\insegnanti\divulgatori sono diventati un nuovo culto, il culto della personalità. E' dura ammetterlo ma tanta, troppa gente ha difficoltà a ingranare con tecniche e insegnamenti vari perchè sta delegando il suo potere a una pletora di personaggi che non fanno che riempirli di parole e concetti consolatori, tanto che mi sono deciso a chiamare questo tipo di spiritualità spiritualità consolatoria. Quello che fanno questi personaggi è di notevole importanza dal punto di vista del mago errante perchè gli spiega ciò da cui il mago deve astenersi per non disperdere il proprio potere. In primo luogo cercano l'affiliazione, la dipendenza delle persone e il riconoscimento dello stato di insegnanti\maestri. Lo fanno perchè in linea di massima debbono vendere un prodotto che quasi sempre richiede che si abbracci una specifica forma di pensiero o peggio di culto. E più riescono a fare in modo che la gente parli di loro come dei maestri più gente andrà li per sentirli e apprendere le loro teorie\tecniche\conoscenze. Ma è quasi sempre una bufala. Lo dico per esperienza, il problema è che tutta questa spiritualità consolatoria non dà potere ma lo toglie. Non dà certezze ma 'speranze'. La seconda cosa che fanno è usare termini altisonanti e misticheggianti, parlare di altri mondi, reincarnazione, morte e dopo morte, per cercare di dare l'impressione che ne sappiano qualcosa e molti di loro ne sanno magari perchè hanno ricevuto delle 'canalizzazioni' da qualche 'entità'. Il mago errante si limita sempre e solo a parlare di ciò che ha messo in pratica e che ha scoperto da sé, solo allora ne può parlare con competenza. Il giorno che morirò e tornerò dalla morte ne parlerò anch'io così come il giorno che incontrerò di persona Gesù Cristo potrò dire con certezza chi esso sia stato. Ma prima di allora me ne sto zitto perchè altrimenti sto esibendo solo la mia personalità. E attenzione: quasi tutti questi mestri e guru sono infetti da bisogno di approvazione e dal mal di status. Se provate a criticarli e a buttarli giù dalle loro posizioni si incazzano come delle bestie perdendo tutta la loro santità. Come fate a capire quali sono i veri maestri del nuovo millennio? Il vero maestro non cerca affiliazione. Non vi riempie mai di belle parole e concetti, anzi a volte può essere anche abbastanza duro per farvi risvegliare. Probabilmente non vi dirà mai frasi come 'siamo tutti uno', 'siamo amore', 'siete dei' per non alimentare le infantili emozioni di speranza che queste frasi suscitano nelle persone. Non diranno mai 'devi fare questo'. Non cerheranno mai di dimostrarvi nulla perchè non ne hanno bisogno. Cercheranno di rendervi indipendenti il prima possibile e vi inciteranno sempre a camminare con le vostre gambe e a dimostrarvi le cose da voi. Nella loro voce avvertirete sempre e costantemente l'assenza di qualsivoglia traccia di ego. Se non fanno così vi stanno privando del vostro vero potere e nel 90% dei casi anche sei vostri soldi, e per carità qualche volta è anche utile spendere i soldi in questo modo. Io stesso sono stato incastrato in sette e gruppi per diverso tempo perchè a volte è necesario fare questa esperienza. Tuttavia credo che continuare ad andare all'ultimo seminario del tal tizio o al quindicesimo livello della tale tecnica possa significare che siamo finiti in un equivoco, dato che il culto della personalità dà potere al guru molto più che a te. Accorgiamoci di come molte volte andiamo a sentire qualcuno più per la sua energia che per le sue parole. Non è sbagliato farlo ma dobbiamo imparare anche e soprattutto a sviluppare da noi stessi questa energia e non continuare a dipendere da un altro come un tossico con lo spacciatore. Paxton Robey autore di No Time For Karma, in una intervista per il numero 3 di oltreconfine non fa che ripetere che l'apprendimento più importate è imparare ad ascoltare la propria voce interiore più di qualunque altro maestro, libro, insegnamento e che la soluzione per uscire dalla 'crisi' di questi tempi è nel fidarsi e seguire questa voce interiore. Ed io non posso che essere d'accordo con lui.
20/11/11
Giuramento del mago errante
Mi impegno a investigare il vero potere, invisibile e silenzioso.
Questo potere non è mio e non è legato alla mia personalità. Mi impegno a ricordarmelo sempre.
Questo potere non è qualcosa di cui si possa parlare. Quando avrò bisogno di parlarne sarà la mia personalità a volerlo fare, perciò ricorderò sempre che il vero potere cresce solo nel silenzio.
Questo potere non è qualcosa che si possa trasmettere o insegnare. E' qualcosa che c'è e alla quale tutti possono accedere, dunque, mi impegno a insegnare soltanto, e per lo stretto tempo necessario, i modi per restare in contatto con questo potere.
Mi impegno a eliminare dalla mia personalità i tre grandi veleni:
Il bisogno di approvazione.
Il bisogno di controllo.
Il bisogno di sicurezza.
Mi impegno a non parlare degli argomenti che non conosco, ma solo di quelli che conosco e che ho sperimentato.
Mi impegno a non aver nulla da dimostrare perchè è solo l'ego che vuole dimostrare.
Mi impegno a non avere scuse e a non aver paura di sbagliare perchè solo attraverso l'ammissione dell'errore posso evolvere.
Mi impegno a non fuggire il dolore, la sofferenza e tutto ciò che giudico negativo. Tutte queste sono mie creazioni e solo passandoci attraverso posso vederne l'illusorietà.
Mi impegno altresì a non focalizzarmi solo sul bello e sul positivo, poichè so che la crescita è integrazione e superamento e non esclusione degli opposti.
Mi impegno a lasciar andare la mia storia personale, chiunque io sia stato, per essere una persona nuova in ogni momento. Se questo implica rinunciare a vecchie idee e convinzioni, rinuncerò a queste idee e convinzioni che non assolvono più al loro scopo. Se questo implica abbandonare vecchie persone o ambienti che non risuonano più con la mia frequenza, lo farò.
Mi impegno a ricordarmi che amare non è possedere o essere posseduto e che lasciar andare è la capacità che ogni mago errante deve sviluppare prima di tutte le altre.
Mi impegno a ricordarmi che lasciar andare è fluire e non trattenere e non implica mai la perdita ma la trasformazione.
Mi impegno a dar retta alla mia guida interiore prima che a qualunque altra forma di conoscenza, mi ricorderò di questo tutte le volte che dovrò decidere quello che è giusto e quello che è sbagliato, perchè solo la mia guida interiore può dirmi quello che è giusto o sbagliato per me.
Mi impegno a ricordarmi che giusto o sbagliato sono solo categorie della mente e che il mio livello evolutivo sarà misurato da quanto io riesca ad essere pace con tutto ciò che c'è.
Mi impegno a ricordarmi che parlare di magia non è fare magia. Così come parlare di spiritualità non è fare spiritualità.
Mi impegno a ricordarmi che là fuori e qui dentro sono la stessa identica cosa e che questa legge è sempre in funzione.
Mi impegno ad ascoltare molto di più di quanto parli e a parlare molto meno di quanto vorrei.
Mi impegno a ricordarmi che le parole sono energia e come tali hanno un loro potere e un loro costo.
Mi impegno a fare in modo che i miei pensieri casuali siano il minor quantitativo possibile, perchè niente è pericoloso per un mago errante come un pensiero casuale protratto nel tempo.
Mi impegno a ricordarmi che sono sempre nel posto giusto al momento giusto e che ogni problema che incontro sul mio cammino non è una coincidenza ma qualcosa sulla quale io dovrò lavorare come proiezione della mia mente subconscia.
Mi impegno a stare dove sto, con chiunque sto, e a starci pienamente perchè riconosco che l'amore è attenzione, presenza, non giudizio.
Mi impegno a ricordarmi che abbastanza amore può guarire ogni situazione, anche se la guarigione può prendere direzioni a me ignote.
Mi impegno altresì a ricordare che non posso 'capire' tutto, per questo mi impegno anche a smettere di cercare di capire e di trovare soluzioni, perchè così facendo sto dando il permesso al 'me più grande' di agire al posto della mia personalità.
Mi impegno a ricordare che dietro la mia esistenza c'è un piano, e che questo piano può essere percepito ma non compreso del tutto. Quando saprò dove andare ci andrò senza esitazione. Quando non saprò dove andare cercherò di affinare i sensi e sentire quale sarà la prossima mossa da fare.
Mi impegno a sviluppare la mia voce, le mie idee, la mia energia, ricordandomi sempre che la genialità non passa mai per le citazioni di altri. Quand'anche citassi qualcosa di altri, lo farò attraverso la mia personale modalità, affinchè si esprima la mia essenza e non quella di qualcun altro.
Mi impegno, infine, a ricordarmi di essere pace piuttosto che qualunque altra emozione negativa.
Nel muovermi sarò pace. Nello stare fermo sarò pace. Nell'attesa sarò pace. Mi impegno infatti a ricordarmi che nella pace nasce e prospera il vero potere del mago errante, invisibile e silenzioso.
A.
Questo potere non è mio e non è legato alla mia personalità. Mi impegno a ricordarmelo sempre.
Questo potere non è qualcosa di cui si possa parlare. Quando avrò bisogno di parlarne sarà la mia personalità a volerlo fare, perciò ricorderò sempre che il vero potere cresce solo nel silenzio.
Questo potere non è qualcosa che si possa trasmettere o insegnare. E' qualcosa che c'è e alla quale tutti possono accedere, dunque, mi impegno a insegnare soltanto, e per lo stretto tempo necessario, i modi per restare in contatto con questo potere.
Mi impegno a eliminare dalla mia personalità i tre grandi veleni:
Il bisogno di approvazione.
Il bisogno di controllo.
Il bisogno di sicurezza.
Mi impegno a non parlare degli argomenti che non conosco, ma solo di quelli che conosco e che ho sperimentato.
Mi impegno a non aver nulla da dimostrare perchè è solo l'ego che vuole dimostrare.
Mi impegno a non avere scuse e a non aver paura di sbagliare perchè solo attraverso l'ammissione dell'errore posso evolvere.
Mi impegno a non fuggire il dolore, la sofferenza e tutto ciò che giudico negativo. Tutte queste sono mie creazioni e solo passandoci attraverso posso vederne l'illusorietà.
Mi impegno altresì a non focalizzarmi solo sul bello e sul positivo, poichè so che la crescita è integrazione e superamento e non esclusione degli opposti.
Mi impegno a lasciar andare la mia storia personale, chiunque io sia stato, per essere una persona nuova in ogni momento. Se questo implica rinunciare a vecchie idee e convinzioni, rinuncerò a queste idee e convinzioni che non assolvono più al loro scopo. Se questo implica abbandonare vecchie persone o ambienti che non risuonano più con la mia frequenza, lo farò.
Mi impegno a ricordarmi che amare non è possedere o essere posseduto e che lasciar andare è la capacità che ogni mago errante deve sviluppare prima di tutte le altre.
Mi impegno a ricordarmi che lasciar andare è fluire e non trattenere e non implica mai la perdita ma la trasformazione.
Mi impegno a dar retta alla mia guida interiore prima che a qualunque altra forma di conoscenza, mi ricorderò di questo tutte le volte che dovrò decidere quello che è giusto e quello che è sbagliato, perchè solo la mia guida interiore può dirmi quello che è giusto o sbagliato per me.
Mi impegno a ricordarmi che giusto o sbagliato sono solo categorie della mente e che il mio livello evolutivo sarà misurato da quanto io riesca ad essere pace con tutto ciò che c'è.
Mi impegno a ricordarmi che parlare di magia non è fare magia. Così come parlare di spiritualità non è fare spiritualità.
Mi impegno a ricordarmi che là fuori e qui dentro sono la stessa identica cosa e che questa legge è sempre in funzione.
Mi impegno ad ascoltare molto di più di quanto parli e a parlare molto meno di quanto vorrei.
Mi impegno a ricordarmi che le parole sono energia e come tali hanno un loro potere e un loro costo.
Mi impegno a fare in modo che i miei pensieri casuali siano il minor quantitativo possibile, perchè niente è pericoloso per un mago errante come un pensiero casuale protratto nel tempo.
Mi impegno a ricordarmi che sono sempre nel posto giusto al momento giusto e che ogni problema che incontro sul mio cammino non è una coincidenza ma qualcosa sulla quale io dovrò lavorare come proiezione della mia mente subconscia.
Mi impegno a stare dove sto, con chiunque sto, e a starci pienamente perchè riconosco che l'amore è attenzione, presenza, non giudizio.
Mi impegno a ricordarmi che abbastanza amore può guarire ogni situazione, anche se la guarigione può prendere direzioni a me ignote.
Mi impegno altresì a ricordare che non posso 'capire' tutto, per questo mi impegno anche a smettere di cercare di capire e di trovare soluzioni, perchè così facendo sto dando il permesso al 'me più grande' di agire al posto della mia personalità.
Mi impegno a ricordare che dietro la mia esistenza c'è un piano, e che questo piano può essere percepito ma non compreso del tutto. Quando saprò dove andare ci andrò senza esitazione. Quando non saprò dove andare cercherò di affinare i sensi e sentire quale sarà la prossima mossa da fare.
Mi impegno a sviluppare la mia voce, le mie idee, la mia energia, ricordandomi sempre che la genialità non passa mai per le citazioni di altri. Quand'anche citassi qualcosa di altri, lo farò attraverso la mia personale modalità, affinchè si esprima la mia essenza e non quella di qualcun altro.
Mi impegno, infine, a ricordarmi di essere pace piuttosto che qualunque altra emozione negativa.
Nel muovermi sarò pace. Nello stare fermo sarò pace. Nell'attesa sarò pace. Mi impegno infatti a ricordarmi che nella pace nasce e prospera il vero potere del mago errante, invisibile e silenzioso.
A.
25/10/11
Il cambiamento e il bisogno di sicurezza
La vita è un sistema di biofeedback e, come tale, ti manda costantemente segnali e indicazioni su dove ti trovi e su dove stai andando. Per coglierli devi diventare uno sciamano e iniziare a vedere la realtà a livello simbolico in ogni istante e in ogni evento. Qualunque cosa accada nella tua vita porta in sé una informazione preziosa su quello che il tuo subconscio sta proiettando lì fuori, quindi per un Mago Errante in formazione è essenziale apprendere l'arte dell'osservazione e dell'ascolto silenziosi. Infatti non è possibile osservare né ascoltare profondamente con una mente piena di pensieri e opinioni. Non è possibile abbracciare l'essenza della vita senza rinunciare a credere di sapere qualche cosa. La crisi (lì fuori) fa parte della disintegrazione di vecchie tradizioni di pensiero e schemi che non hanno più ragione di esistere e ci sta dicendo a livello simbolico di lasciar andare tutto ciò che sappiamo sulla realtà. Questo è chiaro a molti di noi, tuttavia una gran parte dell'umanità è ancora aggrappata a quello che sa sulla realtà. Coloro che sanno (o credono di sapere) fanno e faranno più o meno sempre le stesse cose in virtù del fatto che uno dei tre veleni, il bisogno di sicurezza, li tiene prigionieri dell'illusione della conoscenza, che come un angusto ripostiglio limita l'essere il quale non è così più capace di esprimersi, gioire, giocare, cambiare. Il bisogno di sicurezza è il secondo dei tre veleni che disintegra la vita degli umani (gli altri due sono il bisogno di approvazione, di cui già abbiamo detto, e il bisogno di controllo, di cui diremo) ed è uno dei principali responsabili del nostro non cambiare e non ascoltare la vita in maniera profonda. L'esistenza infatti è molto spesso imprevedibile e chi ha imparato a cogliere i segnali può facilmente accorgersi di quando qualcosa sta iniziando o finendo o di cosa significhi davvero un determinato evento. Il bisogno di sicurezza distrugge e limita tutto ciò che è novità, freschezza, gioia, riducendolo in pezzi e rinchiudendolo dietro sbarre fatte di doveri e principii (anche spirituali) e soprattutto impedisce di 'vedere' la realtà. A quanto pare, come evidenzia anche Igor Sibaldi, in questa epoca quelli che sono disposti a rinuciare al bisogno di sicurezza (come anche agli altri bisogni) e, aggiungo io, quelli che sono disposti a non credere alla tragedia, al senso comune e alla giusta indignazione per i fatti di cronaca, hanno accesso a un database di possibilità finora accessibili solo a pochi. Più critico è il momento storico\politico, maggiori sono le possibilità di risolvere problemi accedendo alla sfera invisibile dell'esistenza poichè, come dissero i miei maestri anni fa, all'inizio della nostra amicizia, 'solo chi è disperato e rinuncia a qualunque altra soluzione può ricevere aiuto dall'invisibile'. Mi viene quasi da pensare che la crisi collettiva in cui sembra ci si trovi sia in realtà un gigantesco tentativo di portarci alla rinuncia del controllo e della sicurezza per guidarci al di là delle limitazioni umane, ma forse è un punto di vista un po' arrogante e non sono comunque sicuro si tratti solo di questo. Tuttavia vedo molti abbracciare il cambiamento, lasciar andare la paura e le sicurezze e farcela. E inevitabilmente quelli che lo hanno fatto si sono trovati a contatto con un universo parallelo fatto di segnali, coincidenze e soluzioni inaspettate. Lo stesso è ed è stato per me. Quando nei momenti di crisi ho gettato la spugna e ho rinunciato alla sicurezza sono scivolato in un'altra realtà quasi senza accorgermene e senza sforzo da parte mia. Rinunciare al bisogno di sicurezza può essere per molti il peggiore dei loro incubi e non posso affatto biasimare chi non riesce a farlo, magari ipnotizzato dalla minaccia di una vita senza lavoro dipendente o terrorizzato dalla fine di una relazione tossica ma comunque 'sicura' perchè conosciuta. In fondo anche io sono stato e a volte sono ancora come loro. E a tutti i fricchettoni, new ager, figli della pace e del 'siamo amore' che puntanto il dito contro quelli che non si sono ancora evoluti e che sono ancora attaccati alle vecchie strutture sociali, io consiglierei di fare silenzio per un po' e provare e smettere di giudicare, perchè se molta gente non si è liberata da queste cose è anche perchè noi stessi che ci professiamo evoluti non abbiamo fatto abbastanza pulizia dentro di noi (tutto infatti è uno specchio della nostra coscienza). Ognuno ha la sua storia e ognuno è differente e procede con i propri tempi sul sentiero evolutivo. A tutti però consiglio di cominciare a non preoccuparsi dei cambiamenti per quanto disastrosi possano sembrare all'inizio e di immergersi con fiducia nel flusso dell'esistenza provando a cercare le soluzioni non solo nel visibile e nel conosciuto, ma anche in ciò che ancora non si vede. A tutti consiglio di iniziare a rinunciare al bisogno di sicurezza.
16/10/11
Pea Horsley e gli 'altri' maestri
Io non seguo questo genere di seminari. All'inizio, quando mi fu chiesto di partecipare a 'Comunicare con gli animali' di Pea Horsley, in veste di traduttore, avevo le mie belle resistenze. Innanzitutto non conoscevo il lavoro di Pea né sapevo nulla della comunicazione telepatica con gli animali, o meglio, conoscevo in via teorica il funzionamento di questa tecnica per averne letto in altre circostanze, ma non avevo mai partecipato a un workshop sull'argomento (e sinceramente non credevo potesse interessarmi). Lo scetticismo era relativo anche alla possibilità di trovarmi in un gruppo di persone un po' new age intente a parlare di cose astratte senza nessuna utilità pratica (e io sono fissato con l'utilità pratica dei seminari). Tuttavia sono felice di essermi ricreduto. Mi sono infatti trovato dinnanzi ad un seminario di sviluppo psichico estremamente ben strutturato e pieno di esercizi efficaci, privo di sovrastrutture, paroloni o tempi morti. Pea è una persona assolutamente pulita e umile (il che al giorno d'oggi è francamente una cosa rara in questo ambiente) oltre che una insegnante incredibilmente dotata a livello psichico, e mi sono trovato di fronte a qualcuno che non dà spettacolo delle sue capacità ma che anzi non fa che dirti che tutti ne sono in grado e che chiunque può imparare. Sono stato felice inoltre di aver avuto la possibilità di acquisire una grande quantità di informazioni nuove e di poter affinare le mie conoscenze nel campo dei poteri psichici. Avevo imparato un po' la telepatia (da Laura Day) e a leggere l'energia delle persone (da Martin Broffman) in particolare nelle sessioni con i clienti e sapevo a livello teorico (studiando Huna) che questo poteva essere esteso a tutto ciò che esiste, compresi quindi gli animali. Ma vederlo fare (soprattutto ai partecipanti del corso che provavano per la prima volta) dal vivo è stato per me sorprendente ed ho definitivamente capito che gli 'spiriti guida' (materia a me molto cara), non sono solo ciò che pensavo. Gli animali sono infatti spiriti altamente evoluti. La quantità di informazioni verificabili e profonde che si possono ricavare da una comunicazione con gli animali è stata per me sorprendente. Pea li chiama i 'maestri' o gli 'insegnanti' e dopotutto non posso darle torto. I nostri animali sono in effetti il più delle volte qui per 'noi' e stanno aiutando e armonizzando la nostra energia, le nostre vite e le nostre relazioni in maniera molto più profonda di quanto saremmo disposti a credere. Per molti sembrerà fantascienza. Ma per chi ha un minimo di conoscenza in campo psichico il fatto è abbastabza normale: gli animali conoscono gli umani, il mondo che li circonda e probabilmente tutto l'universo molto meglio degli umani stessi e i motivi di ciò sono semplici. Sono connessi. Sono sempre nel presente. Sono centrati nell'amore. Il fatto che si possa dialogare con loro e il fatto che un cane, un gatto, un coniglio o un criceto possano diventare maestri, soci d'affari, counselor e che questo avvenga telepaticamente mi ha fatto fare un certo balzo in avanti nella comprensione della connessione col tutto dell'essere umano, ma mi ha fatto anche vedere quanto poco ne sappia l'uomo della vita in generale. La bellezza di questo seminario è stata tutta nella semplicità con la quale Pea ha insegnato materie importanti come la visione a distanza (per recuperare animali scomparsi) la percezione dell'energia e la comunicazione empatica o il contatto con l'animale guida, e l'ho trovata molto più efficace rispetto a insegnanti e corsi più blasonati. Pea è stata capace di traghettare un gruppo di persone diversissime fra loro dalla riva dell'emisfero sinistro - eccesso di analisi, paura e razionalità - alla riva dell'emisfero destro, fatta di intuitività ed empatia, nell'arco di due giornate intense e, devo ammettere, abbastanza emozionanti. E' riuscita a insegnare con poche sempici parole l'arte della connessione col tutto e a farne sperimentare a tutti la realtà tangibile senza mai andare a parare sul mistico o sul fantastico, e questo per me è stato più che un regalo che l'universo ha voluto farmi. Grazie.
Etichette:
Pea Horsley
05/10/11
Pono: l'efficacia è la misura della verità
Uno dei principii Huna è Pono che, riassunto alla maniera di Serge Kahili King, uno dei miei autori preferiti, suona circa così: "L'efficacia è la misura della verità". Questo per un mago errante in formazione è di primaria importanza, forse è il principio più importante di tutti. Eppure mi sembra che nel campo dell'invisibile e di certa letteratura spirituale sia quello meno seguito di tutti, e che ci si concentri più sul parlare che sul fare. Ma i maghi erranti vogliono cose che funzionino e che migliorino la propria vita. E ciò che funziona, funziona non perchè qualcun altro l'ha detto, ma perchè ne è stato testato personalmente il risultato, altrimenti diventa solo una fede cieca. Sento già qualcuno lá fuori affermare: "Hai sempre detto di avere fede, nonostante quello che la realtà sembra mostrare, perchè cambiando la coscienza il mondo cambierà...". Senz'altro sì, l'ho detto, lo credo e lo continuo a sperimentare, e sono convinto che anche una terapia fatta male o una tecnica assolutamente priva di potere può dare risultati e\o guarire qualora il subconscio di chi la riceve le dia il potere di farlo (fede). Tuttavia credo anche che un minimo di razionalità non faccia male in un mondo (quello della 'nuova' spiritualità) dove si sente tutto e il contrario di tutto. A questo punto chiunque può dire o scrivere qualunque cosa su qualunque argomento, perchè l'invisibile è - appunto - invisibile e non c'è modo di verificare, se non mettendoli alla prova, gli insegnamenti che si ricevono. Chiunque sta scrivendo libri, aforismi, blog o interi siti su argomenti che partono dall'esoterismo e arrivano alle invasioni aliene passando per una ricca dose di amore cosmico. Sarebbe anche un buon segnale, eppure trovo che molti libri e messaggi spirituali che circolano in questo momento siano quella che io chiamo "spiritualità consolatoria", ossia la voce di qualcuno che sta cercando di convincere sé stesso di qualcosa e condivide con il mondo fuori nel tentativo di convincere anche gli altri. Sono pochi quelli che stanno scrivendo da una base di conoscenza vissuta. E' però ora di iniziare pensare con la NOSTRA testa e non con quella di insegnanti e autori (per quanto accreditati), e di imparare a essere svegli e a mettere in pratica quello che ci viene insegnato cercando delle 'prove', cercandole da noi stessi. L'autorità a qualunque livello (anche libresca, perchè diamo molto potere ai nostri cari libri) si basa sul bisogno di approvazione, ma noi dovremmo fare lo sforzo di diventare bravi a mettere in pratica prima di dar retta a qualche frase che viene spacciata per principio spirituale. Per esempio, come facciamo a dire che la legge di attrazione è una legge universale? Per caso conosciamo tutto l'universo? Come si fa a dire che c'è un risveglio planetario? Conosciamo tutto il pianeta? Che senso ha parlare di grandi sistemi, di griglie planetarie, di federazioni galattiche e di fratelli di luce? Questo a mio parere non fa che fuorviare e ritardare l'apprendimento. Sono tutte cose che possono esistere e non esistere ma sulle quali non possiamo far niente. Quello che possiamo fare invece è guardare il nostro microcosmo, i rapporti che abbiamo, le persone con le quali lavoriamo giornalmente, gli esseri umani con i quali è più difficile stare, ad esempio, e partire da lì per fare degli esperimenti. Per esempio, si legge dappertutto che bisogna amare i propri nemici e che abbastanza amore può risolvere ogni problema, giusto? Quante volte lo abbiamo letto e scritto sul nostro facebook? Ma lo stiamo facendo!? Anche io spesso e volentieri mi sono trovato a sciorinare motti e lezioncine fondati su insegnamenti che non avevo vissuto fino in fondo, è umano, risponde al principio secondo il quale insegnamo ciò che abbiamo più bisogno di imparare (Richard Bach) e quindi chi ci insegna è incasinato come noi, per quanto cerchi di darsi un tono da guru. In questo momento però più che mai c'è bisogno di sperimentare e mettere in pratica. E sperimentare seriamente richiede un calarsi completamente nell'esperimento e richiede un tempo sufficientemente lungo affinchè l'esperimento possa iniziare a dare i suoi risultati. Dobbiamo diventare alchimisti. Ma non abbiamo pazienza. Abbiamo fretta, vogliamo risultati. Ma alcuni risultati potrebbero arrivare dopo 10\15 anni di lavoro su di noi, quindi non dobbiamo avere fretta. Una cosa molto intelligente che mi hanno detto i miei (spiriti guida) è stata questa: "la genialità non passa mai per le citazioni". Intendendo dire che per usare la mente in modo differente bisogna fare proprie le conoscenze spirituali, interiorizzarle, rielaborarle e applicarle alla propria vita, non prenderle semplicemente in prestito da altri per parlarne con gli amici. Solo così possiamo capire se e cosa funziona davvero e poi, casomai, parlarne con cognizione. L'era dell'autorità esterna, dei guru, dei maestri e dei discepoli a mio parere è bella che finita e a questo punto siamo in una condizione energetica che ci peremette di trovare da soli le risposte a ogni domanda o, come dice Hew Len, "solo la tua divinità interiore sa cosa è meglio per te". Perciò, semplicemente, pensiamo con la nostra testa.
A.
Blessings.
A.
Blessings.
Iscriviti a:
Post (Atom)
